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Evasione dagli arresti domiciliari: la droga non evita la multa

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per il reato di evasione dagli arresti domiciliari. L’imputato, autorizzato a recarsi al SERD solo in determinati orari, è stato sorpreso a circolare in città in orari diversi e in compagnia di pregiudicati. Lo stesso ha ammesso di essersi allontanato per acquistare stupefacenti. La Suprema Corte ha confermato la sussistenza del dolo generico, escludendo l’attenuante della spontanea costituzione e le attenuanti generiche, queste ultime negate a causa dei numerosi precedenti penali del soggetto. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 20304 Anno 2026
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Pubblicato il 8 giugno 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Il caso dell’evasione dagli arresti domiciliari per l’acquisto di droga

La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un uomo sottoposto alla misura cautelare dei domiciliari. Il soggetto beneficiava di un permesso speciale per recarsi presso il servizio per le tossicodipendenze in orari prestabiliti. Le forze dell’ordine hanno tuttavia sorpreso l’uomo mentre transitava per le vie cittadine in orari non consentiti. Il soggetto si trovava inoltre in compagnia di due persone con precedenti di polizia. Durante l’interrogatorio, l’imputato ha confessato di essersi allontanato da casa con lo scopo preciso di procurarsi della sostanza stupefacente. Questo comportamento integra perfettamente il reato di evasione dagli arresti domiciliari, una condotta che viola gravemente gli obblighi imposti dall’autorità giudiziaria.

Quando scatta il reato di evasione dagli arresti domiciliari

La legge punisce chiunque si allontana dal luogo in cui è ristretto senza la necessaria autorizzazione del giudice. Il reato di evasione dagli arresti domiciliari si consuma nel momento stesso in cui il soggetto varca la soglia di casa senza un valido titolo abilitativo. I permessi speciali, come quelli per motivi di salute o per frequentare centri di recupero, sono strettamente limitati nel tempo e nello spazio. Qualsiasi deviazione dal percorso autorizzato o il superamento dei limiti orari configura il reato. Non rileva la brevità dell’allontanamento né il motivo che ha spinto il soggetto a uscire. La tutela della sicurezza pubblica esige infatti il rigoroso rispetto delle prescrizioni imposte dal giudice.

Il dolo generico e l’allontanamento non autorizzato

Per la punibilità di questo reato è sufficiente il dolo generico (la coscienza e volontà di evadere). L’imputato deve essere semplicemente consapevole di allontanarsi dal luogo di detenzione senza autorizzazione. Nel caso specifico, la difesa ha sostenuto l’assenza di dolo, ma la tesi è palesemente infondata. L’uomo conosceva perfettamente i limiti del proprio permesso. Egli ha scelto volontariamente di violarli per incontrare altre persone e cercare droga. La confessione resa durante le indagini ha confermato la piena consapevolezza dell’azione illecita. Il pretesto della tossicodipendenza non esclude la colpevolezza, poiché l’ordinamento non giustifica la violazione delle misure cautelari per soddisfare bisogni personali legati al consumo di stupefacenti.

Le motivazioni della sentenza sull’evasione dagli arresti domiciliari

I giudici della Suprema Corte hanno respinto tutti i motivi di ricorso presentati dalla difesa. Le motivazioni della sentenza sull’evasione dagli arresti domiciliari chiariscono che il dolo generico emerge in modo inequivocabile dalle circostanze di tempo e di luogo del controllo. L’imputato si trovava in giro per la città in orari totalmente diversi da quelli autorizzati per le terapie. Inoltre, la Cassazione ha escluso l’applicazione della circostanza attenuante della spontanea costituzione. Questa attenuante richiede requisiti specifici che non si sono verificati nel caso in esame. Infine, i giudici hanno negato la concessione delle attenuanti generiche. La decisione si fonda sulla spiccata capacità a delinquere del soggetto, dimostrata dai suoi numerosissimi precedenti penali che impediscono qualsiasi giudizio di benevolenza.

Le conclusioni della Cassazione sull’evasione dagli arresti domiciliari

La decisione della Suprema Corte mette un punto fermo sulla severità del regime cautelare. Le conclusioni della Cassazione sull’evasione dagli arresti domiciliari sanciscono l’inammissibilità del ricorso proposto dall’imputato. Il ricorrente ha perso la causa in via definitiva e deve subire le conseguenze legali della sua condotta. Oltre alla conferma della condanna penale per evasione, il soggetto deve pagare le spese del procedimento giudiziario. I giudici lo hanno anche condannato al versamento di una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle ammende. Questa sanzione punisce la proposizione di un ricorso manifestamente infondato e pretestuoso.

Cosa rischia chi viola gli arresti domiciliari per comprare sostanze stupefacenti?
Il soggetto rischia una condanna per il reato di evasione e la revoca della misura cautelare domiciliare con il conseguente trasferimento in carcere.

Il bisogno di procurarsi la droga esclude la colpevolezza nell’evasione?
No, la tossicodipendenza o la necessità di acquistare stupefacenti non escludono il dolo generico richiesto per la configurazione del reato.

Si possono ottenere le attenuanti generiche in caso di numerosi precedenti penali?
No, la presenza di numerosi precedenti penali dimostra una elevata capacità a delinquere che impedisce al giudice di concedere le attenuanti generiche.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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