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Espulsione dello straniero nel patteggiamento: quando è vietata

Il Tribunale di Bergamo applicava a diversi imputati pene concordate per reati di droga, disponendo anche l’espulsione dal territorio dello Stato. Uno dei condannati, con pena concordata pari a due anni di reclusione, ricorreva in Cassazione contestando l’illegalità della misura di sicurezza. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che l’espulsione dello straniero nel patteggiamento non può essere disposta se la pena detentiva applicata non supera i due anni. L’art. 445 c.p.p. vieta infatti l’applicazione di misure di sicurezza (salvo la confisca) sotto tale soglia. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza limitatamente all’espulsione del ricorrente, eliminando la misura, mentre ha dichiarato inammissibili i ricorsi degli altri imputati, condannandoli alle spese e alla sanzione pecuniaria.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 4 Num. 32693 Anno 2023
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Pubblicato il 19 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

L’espulsione dello straniero nel patteggiamento sotto la lente della Cassazione

Quando si parla di giustizia penale, il patteggiamento rappresenta una scelta strategica per molti imputati. Tuttavia, l’applicazione di misure aggiuntive può complicare il quadro. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha chiarito i limiti invalicabili relativi all’espulsione dello straniero nel patteggiamento. Il caso riguarda un cittadino straniero che, dopo aver concordato una pena non superiore ai due anni di reclusione per reati legati agli stupefacenti, si è visto applicare dal giudice di primo grado anche la misura di sicurezza dell’espulsione dal territorio nazionale.

Il caso concreto e il ricorso in Cassazione

Il Tribunale di primo grado aveva ratificato l’accordo di patteggiamento per diversi soggetti accusati di spaccio di sostanze stupefacenti. Oltre alla pena detentiva e pecuniaria, il giudice aveva disposto per tutti gli imputati la misura di sicurezza dell’espulsione dall’Italia una volta espiata la pena. Uno dei condannati, il cui accordo prevedeva una pena di esattamente due anni di reclusione, ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione. Il ricorrente ha contestato l’illegalità di tale misura, evidenziando come la legge vieti l’applicazione di misure di sicurezza in caso di patteggiamento con pena contenuta entro i due anni. Gli altri imputati hanno proposto ricorsi basati su motivi differenti, come l’errata qualificazione del reato o la mancata pronuncia di proscioglimento (la formula con cui il giudice dichiara l’imputato non colpevole).

I limiti legali all’espulsione dello straniero nel patteggiamento

La disciplina del patteggiamento prevede un importante beneficio per chi sceglie questo rito alternativo. Se la pena detentiva concordata non supera i due anni, la sentenza non comporta la condanna al pagamento delle spese del procedimento. Inoltre, la legge esclude l’applicazione di pene accessorie e di misure di sicurezza (provvedimenti volti a prevenire nuovi reati basati sulla pericolosità del soggetto). L’unica eccezione ammessa è la confisca, ovvero l’acquisizione da parte dello Stato dei beni utilizzati per commettere il reato o che ne costituiscono il profitto. Di conseguenza, disporre l’espulsione dello straniero nel patteggiamento quando la pena concordata è pari o inferiore a due anni costituisce una palese violazione delle regole del codice di procedura penale.

Le motivazioni della sentenza sull’espulsione dello straniero nel patteggiamento

I giudici della Suprema Corte hanno accolto il ricorso del cittadino straniero ritenendolo pienamente fondato. La Cassazione ha chiarito che la norma del testo unico sugli stupefacenti, che prevede l’espulsione dello straniero condannato, non può prevalere sulle garanzie processuali del patteggiamento. La regola che vieta le misure di sicurezza sotto i due anni di pena ha natura processuale e prevale sulle norme penali sostanziali. Pertanto, il giudice di primo grado non aveva il potere di ordinare l’allontanamento dal territorio nazionale. Per quanto riguarda gli altri ricorrenti, la Corte ha dichiarato inammissibili le loro richieste. I giudici hanno rilevato che le contestazioni sulla mancata assoluzione erano generiche e prive di elementi concreti, mentre la richiesta di riduzione della pena concordata non rientra tra i motivi di ricorso consentiti dopo un patteggiamento.

Le conclusioni e gli effetti pratici della decisione

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza di primo grado limitatamente alla misura di sicurezza applicata al ricorrente principale. Questo significa che l’ordine di espulsione nei suoi confronti è stato definitivamente eliminato, lasciando inalterata solo la pena detentiva e pecuniaria concordata. Al contrario, gli altri quattro imputati hanno perso il ricorso. Oltre a dover scontare la pena e a subire l’espulsione, la Corte li ha condannati al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro ciascuno in favore della Cassa delle Ammende. Questa pronuncia riafferma con forza la certezza del diritto e tutela l’affidamento dei cittadini stranieri che scelgono riti alternativi basandosi sui benefici espressamente previsti dalla legge.

Si può applicare l’espulsione se la pena del patteggiamento non supera i due anni?
No, la legge vieta l’applicazione di misure di sicurezza, inclusa l’espulsione dello straniero, se la pena detentiva concordata è pari o inferiore a due anni.

Quali misure di sicurezza sono ammesse nel patteggiamento sotto i due anni?
L’unica misura di sicurezza consentita dalla legge in caso di patteggiamento con pena inferiore o uguale a due anni è la confisca dei beni.

Cosa succede se il giudice applica comunque l’espulsione in violazione dei limiti?
L’imputato può proporre ricorso in Cassazione per ottenere l’annullamento della misura illegittima senza che venga modificato il resto dell’accordo sulla pena.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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