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Droga: la grande quantità esclude il fatto di lieve entità

Un grossista di farmaci veterinari importa dalla società di un amministratore estero un ingente quantitativo di Ketamina, destinandola al mercato illecito. Entrambi vengono condannati. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, respingendo la tesi difensiva che chiedeva di riconoscere il reato come ‘fatto di lieve entità’. Secondo i giudici, la notevole quantità di sostanza stupefacente (oltre mille dosi) e le modalità organizzate dell’operazione, che prevedevano l’importazione dall’estero, sono elementi di gravità tali da escludere a priori l’applicazione della norma più favorevole.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 4 Num. 8480 Anno 2023
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Pubblicato il 25 aprile 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Farmaco veterinario venduto come droga: la Cassazione nega il fatto di lieve entità

La distinzione tra un reato grave e un fatto di lieve entità è una delle questioni più delicate nel diritto penale, specialmente quando si parla di stupefacenti. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale: la grande quantità di droga e l’organizzazione internazionale escludono la possibilità di ottenere un trattamento sanzionatorio più mite. Il caso riguarda la commercializzazione illecita di Ketamina, un farmaco anestetico per uso veterinario, venduto però come sostanza stupefacente.

La vicenda: un’operazione internazionale ben organizzata

I fatti sono chiari. Un grossista italiano, titolare di una licenza per la vendita di medicinali veterinari, ha acquistato 200 flaconi di Ketamina da una società con sede a Malta. L’amministratore della società estera ha venduto e spedito il farmaco, pur essendo consapevole della sua destinazione illecita. Le indagini hanno infatti dimostrato che il prodotto non era destinato a cliniche veterinarie, ma al mercato dello sballo, in particolare al circuito delle discoteche. Le intercettazioni telefoniche hanno rivelato le preoccupazioni dei due soggetti riguardo ai controlli doganali in Italia, a conferma della loro piena coscienza dell’illegalità dell’operazione.

La tesi difensiva: si tratta di un fatto di lieve entità?

Di fronte alla condanna, la difesa degli imputati ha tentato di far passare l’operazione come un illecito di modesta portata. Hanno sostenuto che il reato dovesse essere riqualificato come fatto di lieve entità, previsto dall’articolo 73, comma 5, del Testo Unico Stupefacenti. Questa norma prevede pene molto più basse per chi commette un reato legato alla droga, ma solo se i mezzi, le modalità, le circostanze dell’azione e la quantità e qualità delle sostanze sono di minima importanza. Secondo la difesa, la bassa concentrazione di principio attivo nei campioni analizzati doveva portare a questa conclusione più favorevole.

Le motivazioni: perché non è un fatto di lieve entità

La Corte di Cassazione ha respinto completamente questa linea difensiva. I giudici hanno stabilito che per valutare la gravità del reato è necessario considerare tutti gli elementi nel loro complesso. In questo caso, due fattori sono risultati decisivi. Primo, la quantità: i 200 flaconi corrispondevano a ‘diverse centinaia di dosi’, ben oltre mille. Una quantità così cospicua, secondo la Corte, è di per sé un elemento di indubbia gravità che da solo basta a escludere il fatto di lieve entità. Secondo, le modalità dell’operazione: non si trattava di una cessione improvvisata, ma di un’importazione dall’estero, che presupponeva ‘un’organizzazione di mezzi e di uomini’. Questo livello di pianificazione è incompatibile con la definizione di un fatto lieve.

Le conclusioni: la decisione della Cassazione

La Corte ha concluso che il quadro probatorio era completo e univoco. Le prove raccolte, incluse le conversazioni intercettate, dimostravano senza ombra di dubbio la piena consapevolezza degli imputati e la gravità del loro comportamento. La richiesta di derubricare il reato a fatto di lieve entità è stata quindi rigettata e la condanna confermata. Questa sentenza ribadisce un principio cruciale: non si può invocare la lieve entità del fatto di fronte a operazioni di droga ben strutturate e che coinvolgono quantitativi importanti, anche se la sostanza in questione è un farmaco di per sé legale per altri usi.

Cosa si intende per ‘fatto di lieve entità’ nei reati di droga?
È un’ipotesi di reato meno grave, punita con pene più basse, che si applica quando i mezzi, le modalità, le circostanze dell’azione e la quantità della droga sono di minima importanza.

Una grande quantità di droga esclude sempre il ‘fatto di lieve entità’?
Secondo questa sentenza, una quantità notevole, come oltre mille dosi, è un elemento di gravità tale da poter escludere da solo la possibilità di considerare il reato come lieve.

Vendere un farmaco legale per scopi di sballo è un reato?
Sì. Anche se una sostanza è un farmaco legalmente commerciabile per specifici usi, come la Ketamina per veterinaria, la sua cessione per scopi stupefacenti costituisce un grave reato punito dalla legge sulla droga.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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