La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un soggetto condannato per truffa online, confermando l'applicazione dell'aggravante della minorata difesa. Il caso riguarda una compravendita avvenuta interamente a distanza tramite telefono e internet, che ha impedito alla vittima di verificare l'identità del venditore e lo stato dei beni. La Suprema Corte ha ribadito che la distanza fisica tra le parti configura lo stato di vulnerabilità necessario per l'aggravante prevista dall'art. 61, n. 5, del codice penale.
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