La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'estradizione verso l'Argentina di un cittadino accusato di truffa aggravata. Il ricorrente sosteneva che la condotta fosse un semplice inadempimento contrattuale, ma i giudici hanno rilevato la presenza di artifici, tra cui la falsificazione di documenti di transito per la vendita di bestiame. La Corte ha ribadito che, in sede di estradizione, il giudice italiano deve limitarsi a una sommaria delibazione della documentazione estera, verificando il principio della doppia incriminazione senza riesaminare il merito delle prove raccolte nello Stato richiedente.
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