La Corte di Cassazione ha confermato la custodia cautelare in carcere per un soggetto accusato di partecipazione a un'**associazione a delinquere** finalizzata al traffico di stupefacenti. Nonostante la difesa sostenesse che le condotte fossero isolate e risalenti nel tempo, i giudici hanno rilevato che il compimento di ventidue episodi di spaccio, unito a compiti logistici e di guardiania, dimostra un inserimento stabile nel sodalizio. La Corte ha ribadito che, per i reati associativi, vige una presunzione di attualità del pericolo che non può essere superata dal solo decorso del tempo senza prove concrete di dissociazione.
Continua »