La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6232/2024, ha stabilito che i beni archeologici sequestrati non devono essere restituiti al privato, anche se questo viene assolto dal reato di ricettazione. La Corte ha chiarito che tali beni appartengono allo Stato a titolo originario, a prescindere dall'esito del procedimento penale. L'onere di provare una proprietà legittima, antecedente alla legge del 1909, spetta al privato e, in mancanza di tale prova, la confisca è obbligatoria.
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