La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12362/2024, ha annullato un'ordinanza che imponeva modifiche specifiche al servizio di barberia in un carcere di massima sicurezza. La Corte ha ribadito che la gestione del servizio rientra nella discrezionalità amministrativa della direzione penitenziaria, purché non venga negato il diritto fondamentale del detenuto all'igiene. L'intervento del giudice di sorveglianza sulle modalità operative, come gli strumenti da utilizzare o la formazione del personale, è stato ritenuto un'indebita ingerenza in una materia riservata all'amministrazione.
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