La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di riesame relativa a un'accusa di trasferimento fraudolento di valori e associazione mafiosa. Il caso riguardava la gestione occulta di un ristorante, presumibilmente per eludere misure di prevenzione a carico del padre dell'indagata. La Corte ha accolto sia il ricorso del Pubblico Ministero, ritenendo illogica l'esclusione del reato associativo, sia quello dell'indagata, censurando la motivazione sul trasferimento fraudolento per non aver provato l'origine illecita delle risorse economiche impiegate nell'attività. La sentenza chiarisce i requisiti oggettivi e soggettivi del reato, rinviando gli atti per un nuovo giudizio.
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