La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21511/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. La scelta del rito abbreviato, secondo la Corte, comporta una rinuncia implicita alla richiesta di patteggiamento, rendendo irrilevante un eventuale diniego ingiustificato del PM. La Corte ha inoltre confermato la gravità del reato, escludendo l'ipotesi di 'lieve entità' e negando le attenuanti generiche per mancanza di elementi positivi.
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