La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 43056/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per 48 episodi di spaccio. La difesa sosteneva che si trattasse di un unico reato. La Corte ha invece confermato la tesi della pluralità di reati spaccio, poiché le cessioni, avvenute in giorni diversi e a più acquirenti, costituiscono reati autonomi e distinti, rendendo il ricorso una mera riproposizione di argomenti già respinti in appello.
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