La Corte di Cassazione ha confermato un sequestro probatorio per riciclaggio, respingendo i ricorsi degli indagati. La sentenza chiarisce i requisiti per la legittimità del vincolo su contanti, beni di lusso e dispositivi informatici, anche quando il reato presupposto non è ancora stato accertato con precisione, essendo sufficiente il 'fumus commissi delicti'. La Corte ha inoltre validato la prassi di una nuova iscrizione nel registro degli indagati per fatti nuovi emersi durante l'indagine, che fa decorrere un nuovo termine per le investigazioni.
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