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Diniego circostanze attenuanti: Cassazione conferma la condanna

Un Ricorrente, già condannato per ricettazione, ha impugnato la sentenza di appello chiedendo l’applicazione delle circostanze attenuanti generiche. La Corte d’Appello aveva negato tali circostanze, basandosi sulla personalità negativa del Ricorrente e sui suoi precedenti penali. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che la valutazione sul diniego delle circostanze attenuanti generiche è un giudizio di fatto insindacabile in Cassazione se motivato in modo logico. Il Ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 33339 Anno 2022
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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Il Diniego delle Circostanze Attenuanti Generiche: Cosa Significa per la Giustizia

Il diniego circostanze attenuanti generiche rappresenta un punto cruciale nel diritto penale. Questa decisione può influenzare significativamente l’entità della pena. La Suprema Corte ha recentemente confermato un principio fondamentale: la valutazione del giudice sulla concessione o meno di queste attenuanti è un giudizio di fatto, difficilmente contestabile in Cassazione se adeguatamente motivato. Comprendere questo meccanismo è essenziale per chiunque si trovi ad affrontare un procedimento penale.

Il Caso Specifico: Ricettazione e Richiesta di Attenuanti

Un Ricorrente era stato condannato per il reato di ricettazione (Art. 648 c.p.). Questo reato consiste nell’acquistare, ricevere o occultare denaro o cose provenienti da un qualsiasi delitto, o nell’intromettersi per farli acquistare, ricevere o occultare. Dopo la condanna, il Ricorrente ha presentato ricorso, contestando la decisione della Corte d’Appello. La sua richiesta principale era l’applicazione delle circostanze attenuanti generiche, previste dall’Art. 62 bis c.p.

Cosa Sono le Circostanze Attenuanti Generiche?

Le circostanze attenuanti generiche sono fattori che il giudice può considerare per ridurre la pena. Non sono specificamente elencate dalla legge, ma permettono al giudice di valutare la condotta dell’imputato o altri aspetti del reato. Il loro scopo è personalizzare la pena, rendendola più giusta in base al caso concreto. Tuttavia, la loro concessione non è automatica. Il giudice ha un ampio potere discrezionale nel decidere se applicarle o meno. Il diniego circostanze attenuanti generiche deve sempre essere motivato.

Il Diniego Circostanze Attenuanti Generiche: La Decisione della Corte d’Appello

La Corte d’Appello aveva già negato le circostanze attenuanti generiche al Ricorrente. La motivazione si basava sulla sua personalità negativa e sui numerosi precedenti penali. Questi elementi hanno portato i giudici a ritenere che non vi fossero ragioni sufficienti per concedere una riduzione della pena. La difesa del Ricorrente ha cercato di contestare questa valutazione, sostenendo un vizio di motivazione nella sentenza d’appello.

Le Motivazioni della Suprema Corte sul Diniego Circostanze Attenuanti Generiche

La Suprema Corte ha esaminato il ricorso del condannato. Ha ribadito che la valutazione sulla sussistenza delle circostanze attenuanti generiche è un giudizio di fatto. Questo significa che la Corte di Cassazione non può riesaminare il merito della decisione se il giudice di appello ha fornito una motivazione logica e coerente. Non è necessario che il giudice prenda in considerazione ogni singolo elemento favorevole o sfavorevole. Basta che faccia riferimento a quelli ritenuti decisivi. La motivazione della Corte d’Appello, basata sulla personalità negativa e sui precedenti penali del Ricorrente, è stata considerata sufficiente e non illogica. Questo ha reso il ricorso del Ricorrente inammissibile, confermando il diniego circostanze attenuanti generiche.

Le Conclusioni: Ricorso Inammissibile e Conseguenze

La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso del Ricorrente inammissibile. Questa decisione comporta conseguenze significative. Il Ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali. Inoltre, è stato condannato a versare una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende, come previsto dall’Art. 616 c.p.p. Questa somma è stata fissata considerando i profili di colpa nella determinazione delle cause di inammissibilità del ricorso. In sintesi, il diniego circostanze attenuanti generiche è stato pienamente confermato, e il tentativo di impugnazione non ha avuto successo.

Cosa sono le circostanze attenuanti generiche?
Sono fattori che il giudice può considerare per ridurre la pena, anche se non sono specificamente elencati dalla legge. Riguardano aspetti della condotta dell’imputato o la gravità del reato.

La decisione di negare le circostanze attenuanti generiche può essere contestata in Cassazione?
La Corte di Cassazione non può riesaminare il merito della decisione se il giudice ha fornito una motivazione logica e coerente per il diniego, anche se breve.

Quali conseguenze comporta un ricorso inammissibile in Cassazione?
Un ricorso inammissibile comporta la condanna al pagamento delle spese processuali e, in alcuni casi, al versamento di una somma di denaro alla Cassa delle ammende.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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