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Danneggiamento: Ricorso Generico Causa Inammissibilità

Un soggetto, condannato per danneggiamento aggravato, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. La Corte ha respinto la sua richiesta, dichiarando l’appello inammissibile. La decisione si fonda sul principio dell’**inammissibilità del ricorso per genericità**: le critiche mosse alla sentenza precedente erano troppo vaghe e non specifiche, impedendo ai giudici di valutarle nel merito. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 22767 Anno 2023
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Pubblicato il 14 maggio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Un ricorso deve essere specifico, altrimenti è inutile

Presentare un ricorso in Cassazione non è una formalità. È un atto giuridico che richiede precisione e argomentazioni tecniche. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione lo ribadisce con forza, introducendo un principio fondamentale: l’inammissibilità del ricorso per genericità. Quando un appello si limita a lamentele vaghe, senza individuare con chiarezza gli errori di diritto della sentenza precedente, i giudici non possono neppure iniziare a esaminarlo. Questo caso, nato da una condanna per danneggiamento, diventa un esempio pratico di come un errore di strategia difensiva possa rendere vana l’ultima possibilità di difesa.

I fatti: la condanna per danneggiamento aggravato

La vicenda ha origine da una sentenza di condanna per il reato di danneggiamento aggravato. Un individuo è stato ritenuto colpevole di aver danneggiato dei beni e, dopo il processo di primo grado, la sua condanna è stata confermata anche in appello. La pena era stata stabilita dai giudici di merito, i quali avevano valutato tutti gli elementi del caso, decidendo di non concedere le cosiddette ‘circostanze attenuanti generiche’, ovvero quei fattori che possono portare a una riduzione della sanzione finale.

L’appello in Cassazione: una critica generica

Insoddisfatto della decisione, l’imputato ha deciso di giocare la sua ultima carta: il ricorso alla Corte di Cassazione. L’unico motivo del suo appello si concentrava proprio sul diniego delle attenuanti generiche. Secondo la sua difesa, i giudici dei gradi precedenti avevano sbagliato a non riconoscerle. Tuttavia, il modo in cui questa critica è stata presentata si è rivelato fatale. Il ricorso non specificava in modo puntuale e tecnico perché la motivazione dei giudici fosse sbagliata, ma si limitava a contestazioni astratte e generiche, senza un confronto critico con le argomentazioni contenute nella sentenza impugnata.

Il principio di inammissibilità del ricorso per genericità

La Corte di Cassazione non ha nemmeno analizzato il merito della questione. Si è fermata prima, rilevando un vizio insanabile nell’atto di appello. Secondo i giudici supremi, il ricorso era privo dei requisiti minimi richiesti dalla legge processuale penale. Per essere valido, un ricorso deve indicare con precisione le ragioni di diritto e gli elementi di fatto che sostengono la richiesta. Non basta affermare che una sentenza è sbagliata; bisogna spiegare il perché, confrontandosi punto per punto con la motivazione del giudice. In questo caso, le lamentele erano così vaghe da non permettere alla Corte di comprendere quali fossero i presunti errori legali. Si è applicato, quindi, il principio dell’inammissibilità del ricorso per genericità.

Le motivazioni: perché il ricorso è stato respinto

La Corte ha spiegato che il ricorso era inammissibile perché violava l’articolo 581 del codice di procedura penale. Questa norma impone che i motivi di appello siano specifici. L’imputato si era limitato a ‘dedurre il vizio di motivazione con affermazioni generiche e prive di un reale nesso critico’. In altre parole, non aveva costruito un’argomentazione logico-giuridica capace di mettere in discussione la coerenza della sentenza precedente. Di fronte a una motivazione dei giudici di appello considerata logica e corretta, un ricorso generico non ha alcuna possibilità di successo. La sua genericità lo rende, appunto, inammissibile.

Le conclusioni: condanna definitiva e spese

L’esito è stato netto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Questa decisione ha reso la condanna per danneggiamento aggravato definitiva. L’imputato non ha più alcuna possibilità di contestarla. Oltre a questo, è stato condannato a pagare le spese del procedimento e a versare una somma di tremila euro alla Cassa delle ammende. Questa sanzione aggiuntiva è prevista proprio per i casi in cui il ricorso viene respinto per colpa del ricorrente, come nel caso di un appello palesemente infondato o, come in questa vicenda, irrimediabilmente generico.

Cosa significa che un ricorso è ‘generico’?
Significa che l’appello non specifica quali errori di legge avrebbe commesso il giudice precedente, ma si limita a lamentele vaghe e non critiche, rendendolo non esaminabile nel merito.

Cosa succede se un ricorso in Cassazione viene dichiarato inammissibile?
La condanna precedente diventa definitiva. Inoltre, si viene condannati a pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende.

Posso appellarmi in Cassazione per qualsiasi motivo?
No, il ricorso in Cassazione è possibile solo per specifici errori di diritto previsti dalla legge, non per chiedere una nuova valutazione dei fatti del processo.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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