Danneggiamento aggravato e Riforma Cartabia: la Cassazione fa chiarezza
Il reato di danneggiamento aggravato continua a sollevare dubbi interpretativi dopo l’entrata in vigore della Riforma Cartabia. Molti si chiedono se il regime di procedibilità sia mutato per tutte le fattispecie o se esistano eccezioni rilevanti. La Corte di Cassazione, con una recente pronuncia, ha ribadito i confini della perseguibilità d’ufficio per i beni destinati al pubblico servizio.
I fatti oggetto del giudizio
La vicenda riguarda un individuo condannato nei primi due gradi di giudizio per aver deteriorato un’autovettura di servizio, destinata a un pubblico servizio e lasciata in un luogo esposto alla pubblica fede. Oltre al danneggiamento, all’imputato venivano contestati i reati di interruzione di pubblico servizio e porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere. La difesa ha proposto ricorso sostenendo che, a seguito del D.Lgs. 150/2022, il reato fosse diventato procedibile solo dietro querela di parte, mancante nel caso specifico.
La decisione della Suprema Corte
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici di legittimità hanno confermato la validità della condanna, sottolineando come la natura del bene danneggiato e la sua destinazione d’uso impediscano la trasformazione del reato in una fattispecie procedibile a querela. La protezione dei beni pubblici e di quelli necessari alla collettività prevale sulla semplificazione procedurale introdotta per i reati minori.
Le motivazioni
Le motivazioni della sentenza si fondano sulla corretta interpretazione dell’art. 635 del codice penale. La Riforma Cartabia ha effettivamente introdotto la procedibilità a querela per il danneggiamento semplice previsto dal primo comma. Tuttavia, l’ultimo comma dello stesso articolo specifica chiaramente che per le ipotesi previste dal secondo comma, tra cui il danneggiamento di cose esposte alla pubblica fede o destinate a pubblico servizio, resta ferma la procedibilità d’ufficio. Nel caso di specie, il veicolo era funzionale all’espletamento di compiti istituzionali, configurando pienamente l’aggravante che impone l’intervento automatico dell’autorità giudiziaria, indipendentemente dalla volontà della persona offesa.
Le conclusioni
In conclusione, la sentenza ribadisce che il danneggiamento aggravato su beni pubblici o esposti alla pubblica fede non beneficia della depenalizzazione procedurale. Chi danneggia un bene destinato a un servizio di pubblica utilità rischia un processo penale avviato d’ufficio. L’inammissibilità del ricorso ha comportato per il ricorrente non solo la conferma della pena, ma anche la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria verso la Cassa delle ammende, evidenziando la necessità di una valutazione rigorosa dei motivi di impugnazione.
Il danneggiamento di un’auto di servizio richiede la querela?
No, il danneggiamento di beni destinati a un pubblico servizio o esposti alla pubblica fede rimane procedibile d’ufficio anche dopo la Riforma Cartabia.
Cosa ha cambiato il D.Lgs 150/2022 per il reato di danneggiamento?
La riforma ha reso il danneggiamento semplice procedibile a querela, ma ha mantenuto la procedibilità d’ufficio per le ipotesi aggravate previste dal secondo comma dell’art. 635 c.p.
Quali sono le conseguenze di un ricorso inammissibile in Cassazione?
L’inammissibilità comporta la conferma della condanna precedente e il pagamento delle spese processuali, oltre a una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.