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Confisca obbligatoria marchio CE e assoluzione

La Corte di Cassazione ha confermato che la confisca obbligatoria marchio CE deve essere disposta anche in caso di assoluzione dell’imputato con formula ‘il fatto non costituisce reato’. Sebbene manchi il dolo, l’oggettiva contraffazione del marchio rende i beni intrinsecamente illeciti e pericolosi per la sicurezza dei consumatori, giustificandone la distruzione.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 3 Num. 8780 Anno 2026
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Pubblicato il 21 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Confisca obbligatoria marchio CE: il caso dei prodotti contraffatti

Cosa succede se un commerciante viene assolto per la vendita di prodotti non a norma, ma la merce viene comunque sequestrata e distrutta? Una recente sentenza della Corte di Cassazione chiarisce che la confisca obbligatoria marchio CE opera su un binario parallelo rispetto alla responsabilità penale del singolo.

Il caso ha riguardato un imprenditore accusato di tentata frode in commercio per aver detenuto giocattoli con marcatura CE contraffatta. Nonostante l’assoluzione per mancanza di dolo (buona fede), i giudici hanno confermato la perdita definitiva dei beni.

Il caso: assoluzione ma merce confiscata

L’imputato era stato assolto dal Tribunale perché non era stata raggiunta la prova certa che fosse a conoscenza della falsità del marchio apposto sui giocattoli. Tuttavia, il giudice di merito aveva contestualmente ordinato la confisca e la distruzione della merce sequestrata.

La difesa ha presentato ricorso sostenendo che, in assenza di una condanna penale e di una pericolosità accertata dei beni, la misura della confisca fosse illegittima e sproporzionata, violando il diritto di proprietà tutelato a livello europeo.

Perché scatta la confisca obbligatoria marchio CE?

La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: la presenza di un marchio CE contraffatto rende il bene “intrinsecamente illecito”. La funzione del marchio CE non è puramente estetica, ma serve ad attestare che il prodotto rispetta gli standard minimi di sicurezza e qualità previsti dall’Unione Europea.

Quando una perizia tecnica accerta che il marchio è alterato o falso, quel prodotto non può circolare nel mercato, poiché la sua stessa detenzione ai fini della vendita integra un pericolo per la pubblica fede e la sicurezza dei consumatori. Di conseguenza, scatta l’applicazione dell’articolo 240, comma 2, n. 2 del Codice Penale.

L’irrilevanza della buona fede del commerciante

Il punto centrale della decisione riguarda il rapporto tra l’elemento soggettivo (la buona fede) e l’illiceità del bene. La confisca obbligatoria marchio CE deve essere ordinata anche se non è stata pronunciata una sentenza di condanna.

Questo accade perché la misura non mira a punire il soggetto (funzione sanzionatoria), ma a rimuovere dal mercato oggetti che, per loro natura o per le falsità che recano, non sono idonei alla commercializzazione. Il fatto che il commerciante non sapesse della falsità esclude il reato di frode, ma non rende “leciti” i prodotti contraffatti.

Le motivazioni

Le motivazioni della Corte si fondano sull’accertamento oggettivo della falsità del marchio. Una volta che la perizia ha dimostrato la contraffazione grafica o la mancanza di corrispondenza con le certificazioni reali, il bene perde ogni rilievo lecito. I giudici hanno chiarito che detenere per la vendita prodotti con marcatura CE falsa integra, sotto il profilo oggettivo, il tentativo di frode in commercio. Poiché il fatto sussiste materialmente, la legge impone la rimozione definitiva di tali beni dal circuito commerciale per proteggere i consumatori da standard qualitativi non verificati.

Le conclusioni

Le conclusioni della sentenza confermano che la tutela della pubblica fede e della sicurezza prevale sul diritto di proprietà del singolo, qualora quest’ultimo riguardi merci contraffatte. Il ricorso è stato quindi rigettato con la condanna dell’imputato anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende. Per gli operatori del settore, questo provvedimento sottolinea l’importanza di una verifica rigorosa non solo delle certificazioni cartacee, ma anche della corrispondenza grafica e tecnica della marcatura CE sui prodotti acquistati dai fornitori.

È possibile subire la confisca della merce anche se si viene assolti nel processo penale?
Sì, se i beni sono considerati intrinsecamente illeciti come nel caso di prodotti con marchio CE contraffatto, la legge prevede la confisca obbligatoria anche senza una condanna.

Cosa rischia un commerciante che vende giocattoli con marchio CE falso in buona fede?
Può essere assolto dal reato di frode in commercio se dimostra la mancanza di dolo, ma subirà comunque la perdita definitiva e la distruzione della merce sequestrata.

Perché il marchio CE contraffatto giustifica la distruzione dei beni?
Perché la falsa marcatura attesta standard di sicurezza non verificati, rendendo i prodotti pericolosi per i consumatori e la loro circolazione un illecito oggettivo.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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