\n
LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Confisca nel riciclaggio: chiarezza sui beni e stop alla responsabilità solidale

Due soggetti sono stati condannati per associazione a delinquere, riciclaggio e reati tributari, con confisca di ingenti somme. La Corte di Cassazione ha annullato la parte della sentenza relativa alla confisca nel riciclaggio. Ha ritenuto che il giudice di primo grado non avesse chiarito i criteri per determinare le somme confiscate, né avesse distinto correttamente tra ‘prodotto’ e ‘profitto’ del reato. La Corte ha inoltre ribadito che non è possibile applicare la confisca solidaristica al riciclatore per il profitto ottenuto dall’autore del reato presupposto, poiché si tratta di reati distinti. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 21820 Anno 2022
Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale

La Confisca nel Riciclaggio: Quando il Denaro Sporco Torna al Mittente

La “confisca nel riciclaggio” è un tema cruciale nel diritto penale. Spesso, la giustizia deve recuperare i beni derivanti da attività illecite. Una recente sentenza della Cassazione ha fatto chiarezza su come calcolare e applicare questa misura, specialmente quando si tratta di distinguere tra il “prodotto” e il “profitto” del reato. Questa decisione è importante per chiunque si trovi ad affrontare accuse legate al riciclaggio di denaro.

Il Caso: Accuse di Riciclaggio e Fatture False

Due individui, chiamiamoli “Il Riciclatore A” e “Il Riciclatore B”, sono stati condannati in primo grado. Le accuse includevano associazione per delinquere, riciclaggio di denaro e l’uso di fatture per operazioni inesistenti. Il giudice aveva disposto la confisca di somme significative: 199.700 euro per il Riciclatore A e 851.480 euro per il Riciclatore B.

La Confisca del Denaro: Un Calcolo Poco Chiaro

La questione centrale è sorta proprio sul calcolo di queste somme. La Corte di Cassazione ha notato che la sentenza di primo grado non spiegava in modo chiaro come fossero stati determinati questi importi. Per il Riciclatore A, ad esempio, i bonifici che integravano il riciclaggio ammontavano a una cifra molto inferiore rispetto a quella confiscata. Per il Riciclatore B, l’importo della confisca non era giustificato da un percorso logico evidente.

Distinzione tra Prodotto e Profitto del Reato di Riciclaggio

La sentenza ha sottolineato l’importanza di distinguere tra “prodotto” e “profitto” del reato. Il “prodotto” è ciò che deriva direttamente dall’azione criminosa, come il denaro “sporco” stesso. Il “profitto”, invece, è il vantaggio economico aggiuntivo che il criminale ottiene. Nel riciclaggio, il denaro è un bene “fungibile” (intercambiabile). Questo significa che la confisca del denaro riciclato è sempre “diretta”, non “per equivalente”. Non si cerca una corrispondenza esatta tra la somma riciclata e quella trovata, ma si confisca il denaro stesso.

Nessuna Responsabilità Solidale nella Confisca nel Riciclaggio

Un altro punto fondamentale chiarito dalla Cassazione riguarda la “confisca solidaristica”. Questo principio non si applica al riciclaggio. Non si può confiscare al riciclatore il profitto che ha ottenuto l’autore del reato “presupposto” (il crimine originale da cui proviene il denaro). Il riciclatore e l’autore del reato presupposto sono responsabili per reati diversi. Non esiste un concorso di reati che giustifichi una confisca “solidaristica” del profitto.

Le Motivazioni: Chiarezza e Proporzionalità nella Confisca nel Riciclaggio

La Corte ha motivato la sua decisione evidenziando la necessità di una maggiore chiarezza e proporzionalità nella determinazione delle somme da confiscare. Ha rilevato che la sentenza precedente non aveva individuato e quantificato correttamente il prodotto o il profitto del riciclaggio per ciascun imputato. Era essenziale distinguere tra il vantaggio ottenuto dal riciclatore e quello dell’autore del reato presupposto. La confisca deve colpire il bene che è stato creato, trasformato o acquisito direttamente tramite il riciclaggio, non il profitto generico di altri reati.

Le Conclusioni: Annullamento e Nuovo Giudizio sulla Confisca nel Riciclaggio

La Cassazione ha annullato la parte della sentenza che riguardava la confisca. Ha rinviato gli atti a un nuovo giudice di primo grado. Questo nuovo giudice dovrà riesaminare la questione. Dovrà individuare e quantificare con precisione il prodotto o il profitto del riciclaggio per ciascun imputato. Dovrà anche tenere conto dei principi di proporzionalità e della distinzione tra i ruoli e i vantaggi economici. La decisione finale dovrà essere chiara e ben motivata, evitando ogni forma di confisca “solidaristica” non prevista per il riciclaggio.

Cos’è la confisca e a cosa serve nel contesto del riciclaggio?
La confisca è una misura che permette allo Stato di acquisire beni che sono stati usati per commettere un reato o che derivano da un reato. Nel riciclaggio, serve a sottrarre il denaro o i beni ‘sporchi’ all’autore del reato, impedendogli di trarne vantaggio.

Qual è la differenza tra ‘prodotto’ e ‘profitto’ del reato di riciclaggio?
Il ‘prodotto’ del reato è il bene o il denaro che deriva direttamente dall’attività criminosa, come il denaro riciclato stesso. Il ‘profitto’ è il vantaggio economico aggiuntivo che il criminale ottiene grazie al reato. La distinzione è cruciale per calcolare correttamente l’ammontare della confisca.

Il riciclatore è responsabile anche per il profitto del reato originale da cui proviene il denaro?
No, la Cassazione ha chiarito che non si può applicare una ‘confisca solidaristica’. Il riciclatore risponde per il proprio reato di riciclaggio e per il relativo prodotto o profitto, ma non per il profitto che ha ottenuto l’autore del reato ‘presupposto’ (il crimine originale), poiché si tratta di responsabilità per reati distinti.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati