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Competenza territoriale: no al sequestro se il giudice non decide

Una donna, indagata per ricettazione, è stata fermata con oltre 197.000 euro in contanti suddivisi in mazzette all’interno della propria auto. Il Tribunale di Brescia ha confermato il sequestro preventivo della somma. La difesa ha proposto ricorso in Cassazione eccependo, tra i vari motivi, l’omessa pronuncia del giudice del riesame sull’eccezione di competenza territoriale, sostenendo che il reato fosse stato consumato a Vicenza, luogo di residenza dell’indagata. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che il Tribunale del Riesame ha l’obbligo di pronunciarsi sulla competenza territoriale se ritualmente eccepita. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato l’ordinanza e ha rinviato gli atti al Tribunale di Brescia per un nuovo esame.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 19905 Anno 2026
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Pubblicato il 8 giugno 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Il sequestro di denaro contante e la questione della competenza territoriale

La determinazione del giudice corretto per decidere su un reato rappresenta un pilastro fondamentale del nostro ordinamento giuridico. Quando si applica una misura cautelare reale, come il sequestro di una ingente somma di denaro, la questione della competenza territoriale assume un ruolo cruciale per garantire il diritto di difesa. Una recente pronuncia della Corte di Cassazione ha affrontato proprio questo tema, annullando un provvedimento di sequestro a causa della mancata valutazione, da parte del giudice del riesame, dell’eccezione sollevata dalla difesa riguardo al luogo in cui il presunto reato sarebbe stato commesso.

Il fatto: un trasporto sospetto di mazzette di denaro

La vicenda nasce dal controllo su strada di un’autovettura a bordo della quale viaggiava l’indagata. Durante la perquisizione, le forze dell’ordine hanno rinvenuto una somma di denaro contante pari a ben 197.220,00 euro. Questo denaro non era custodito in un unico blocco, ma era suddiviso in mazzette da diecimila euro ciascuna, nascoste in modo sparso all’interno del veicolo.

A seguito del ritrovamento, la Procura ha ipotizzato il reato di riciclaggio, successivamente riqualificato come ricettazione (l’acquisto o la ricezione di denaro o cose provenienti da un reato). Il Giudice per le indagini preliminari ha quindi disposto il sequestro preventivo del denaro, ritenendo che la condotta fosse collegata a un’attività illecita più ampia, caratterizzata dall’emissione di fatture per operazioni inesistenti da parte di società estere, finalizzata alla ripulitura del denaro.

La difesa solleva il problema del giudice naturale

L’indagata ha proposto istanza di riesame contro il decreto di sequestro, contestando la legittimità della misura. Tra le varie argomentazioni, la difesa ha sollevato una specifica eccezione preliminare: il Tribunale di Brescia non era territorialmente competente a decidere.

Secondo la tesi difensiva, il semplice fatto che l’indagata fosse stata fermata a Brescia con il denaro non significava che il reato di ricettazione si fosse consumato in quel territorio. Poiché la donna risiedeva a Vicenza, ed era in quel luogo che verosimilmente aveva ricevuto il denaro, la competenza territoriale spettava al Tribunale di Vicenza. Il Tribunale del Riesame di Brescia, tuttavia, ha confermato il sequestro senza pronunciarsi minimamente su questa eccezione, spingendo la difesa a ricorrere in Cassazione.

Le motivazioni della decisione sulla competenza territoriale

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il ricorso presentato dalla difesa, concentrando la sua attenzione proprio sulla mancata risposta del Tribunale del Riesame in merito alla competenza territoriale. I giudici di legittimità hanno chiarito che il giudice del merito ha l’obbligo tassativo di esaminare e decidere su ogni eccezione di competenza sollevata dalle parti.

La Cassazione non può sostituirsi al giudice di merito per compiere accertamenti di fatto necessari a stabilire dove sia stato commesso il reato. Di conseguenza, se il Tribunale del Riesame ignora l’eccezione ritualmente presentata dalla difesa, commette un grave vizio di motivazione. La Corte ha inoltre ricordato che le regole sulla competenza territoriale servono a garantire il principio del giudice naturale precostituito per legge, e la loro violazione deve essere tempestivamente rilevata e decisa nelle fasi di merito, per evitare la celebrazione di procedimenti davanti a uffici giudiziari privi di legittimazione.

Le conclusioni sul caso specifico

La decisione della Suprema Corte si è tradotta in una vittoria processuale per l’indagata. La Cassazione ha infatti annullato l’ordinanza con cui il Tribunale di Brescia aveva confermato il sequestro preventivo del denaro contante.

Gli atti sono stati rinviati nuovamente al Tribunale di Brescia, il quale dovrà ora svolgere un nuovo giudizio. In questa nuova sede, i giudici dovranno obbligatoriamente prendere in esame l’eccezione di incompetenza territoriale sollevata dalla difesa e stabilire, sulla base degli elementi di fatto, se il procedimento debba essere trasferito al Tribunale di Vicenza o se sussistano i presupposti per mantenere la competenza a Brescia. Fino a quel momento, la legittimità del sequestro rimane in attesa di giudizio.

Cosa succede se il giudice del riesame non risponde a un’eccezione di competenza territoriale?
La Corte di Cassazione annulla il provvedimento impugnato e rinvia gli atti al giudice di merito affinché si pronunci espressamente sulla questione.

Come si stabilisce la competenza territoriale per il reato di ricettazione?
La competenza spetta di regola al giudice del luogo in cui il reato è stato consumato, ovvero dove il soggetto ha ricevuto o acquistato il denaro o i beni di provenienza illecita.

La Cassazione può decidere direttamente quale sia il tribunale competente?
No, la Cassazione non può compiere accertamenti di fatto e deve rinviare la decisione al giudice di merito se quest’ultimo ha omesso di valutare gli elementi concreti.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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