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Competenza permesso 21-ter: decide la Cassazione

La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto positivo di competenza riguardante la concessione di un permesso umanitario richiesto da un soggetto in custodia cautelare. Il caso riguardava la competenza permesso 21-ter per consentire la visita a un familiare malato. La Corte ha stabilito che, diversamente dai permessi ordinari dove rileva la fase del procedimento, per i permessi ex art. 21-ter l’autorità competente è esclusivamente il Magistrato di Sorveglianza del luogo di detenzione.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 1 Num. 8282 Anno 2026
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Pubblicato il 20 marzo 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Competenza permesso 21-ter: la Cassazione fa chiarezza

Il tema della competenza permesso 21-ter è stato al centro di una recente e significativa pronuncia della Corte di Cassazione, che ha dovuto risolvere un conflitto tra diverse autorità giudiziarie. La questione riguardava un detenuto in custodia cautelare che aveva richiesto l’autorizzazione per far visita a un familiare in gravi condizioni di salute. Mentre il Magistrato di Sorveglianza territorialmente competente aveva concesso il beneficio, il Giudice per le indagini preliminari, incaricato del procedimento penale principale, aveva espresso un parere contrario, rivendicando la propria competenza a decidere.

Il conflitto sulla competenza permesso 21-ter tra i giudici

Il caso nasce dalla richiesta di un detenuto ristretto presso una casa circondariale sotto la giurisdizione del Magistrato di Sorveglianza di Padova. Il soggetto, sebbene non ancora condannato in via definitiva, si trovava in regime di custodia cautelare per un procedimento pendente a Bari. La duplicità di provvedimenti contrastanti sulla medesima istanza ha generato una stasi processuale. Il Magistrato di Sorveglianza ha dunque sollevato un conflitto positivo, ritenendo che la normativa speciale prevista dall’ordinamento penitenziario attribuisca a lui solo il potere di decidere in tali specifiche circostanze.

Le regole sulla competenza permesso 21-ter per i detenuti

La Corte di Cassazione ha analizzato attentamente il quadro normativo per stabilire il corretto riparto di funzioni. La disciplina dei permessi umanitari prevista dall’articolo 21-ter dell’ordinamento penitenziario differisce sostanzialmente da quella dei permessi ordinari regolati dall’articolo 30. Mentre per questi ultimi la legge richiama esplicitamente l’autorità giudiziaria che procede nel merito per gli imputati, la norma sui permessi per visita a figli, coniugi o conviventi gravemente malati utilizza un linguaggio differente e più restrittivo.

L’articolo 21-ter prevede infatti che il provvedimento sia adottato dal Magistrato di Sorveglianza o, nei casi di assoluta urgenza, dal Direttore dell’istituto di pena. Il silenzio della legge riguardo alla competenza del giudice del merito per i soggetti in attesa di giudizio indica una volontà precisa del legislatore di centralizzare questa specifica funzione presso gli organi della sorveglianza.

Le motivazioni

La decisione della Suprema Corte si fonda sul tenore letterale della norma. Viene evidenziato come l’articolo 21-ter dell’Ordinamento Penitenziario introduca una disciplina autonoma e speciale rispetto a quella generale dei permessi. Se il legislatore avesse voluto equiparare la competenza per questi permessi a quella dell’articolo 30, avrebbe dovuto inserire un richiamo espresso all’articolo 11 dello stesso ordinamento. La mancanza di tale richiamo comporta che l’unica autorità legittimata a emettere il provvedimento sia il Magistrato di Sorveglianza che ha giurisdizione sull’istituto dove l’istante è ristretto. Tale scelta legislativa è coerente con la necessità di una valutazione rapida e specifica legata alla situazione detentiva e alle esigenze umanitarie del caso concreto.

Le conclusioni

In conclusione, la competenza a decidere sulla richiesta di permesso ai sensi dell’articolo 21-ter spetta esclusivamente al Magistrato di Sorveglianza. La Corte ha pertanto dichiarato la competenza del magistrato patavino, annullando virtualmente la pretesa di intervento del giudice del merito. Questo principio assicura uniformità di trattamento per tutti i detenuti, siano essi definitivi o in attesa di giudizio, quando si tratta di tutelare diritti fondamentali legati ai legami affettivi e familiari in situazioni di particolare gravità o urgenza medica. Gli atti del procedimento sono stati quindi restituiti all’ufficio di sorveglianza per l’esecuzione della decisione.

Quale giudice decide sul permesso umanitario per un detenuto non ancora condannato?
La competenza spetta esclusivamente al Magistrato di Sorveglianza del luogo di detenzione e non al giudice che procede per il reato principale.

Il GIP può negare un permesso già concesso dal Magistrato di Sorveglianza?
No, se si tratta di un permesso ex art. 21-ter il GIP non ha alcuna competenza e i suoi eventuali provvedimenti non hanno valore legale in merito.

Cosa succede se c’è estrema urgenza per la visita a un familiare malato?
In casi di assoluta urgenza, la legge prevede che il permesso possa essere autorizzato direttamente dal Direttore dell’istituto penitenziario.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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