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Borse schermate e furto aggravato da mezzo fraudolento: condanna

Due persone sono state condannate per il reato di furto aggravato da mezzo fraudolento dopo aver sottratto prodotti nei negozi utilizzando borse schermate e strumenti per rimuovere i dispositivi anti-taccheggio. Le imputate hanno proposto ricorso in Cassazione contestando la sussistenza della circostanza aggravante e l’entità della pena inflitta. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi. I giudici hanno chiarito che l’impiego delle borse schermate e degli attrezzi da scasso dimostra la condotta fraudolenta, peraltro sostenuta dalla stessa difesa nelle precedenti fasi del giudizio. Inoltre, la determinazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito. Le ricorrenti dovranno pagare le spese processuali e versare tremila euro ciascuna alla Cassa delle Ammende.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 24649 Anno 2026
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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

L’uso di borse schermate nel furto aggravato da mezzo fraudolento

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di furto aggravato da mezzo fraudolento a carico di due persone responsabili di aver sottratto merce in alcuni esercizi commerciali. I responsabili del fatto hanno impiegato borse con rivestimento schermante e strumenti tecnici per la rimozione forzata delle placche anti-taccheggio. Questo comportamento ha consentito di superare la vigilanza all’uscita del negozio e di nascondere i beni sottratti. I giudici hanno stabilito che l’impiego di tali accorgimenti dimostra la precisa volontà di ingannare i sistemi di controllo aziendali.

La qualificazione del fatto reato assume un ruolo centrale nella determinazione delle sanzioni applicabili. L’aggravante in questione scatta quando l’azione criminosa si avvale di una particolare astuzia o di un mezzo idoneo a vanificare la custodia ordinaria delle cose. La presenza di strumenti preparati appositamente per eludere i dispositivi elettronici trasforma la semplice sottrazione in una condotta penale di maggiore gravità.

Gli strumenti per eludere i controlli nei negozi

Nel settore delle vendite al dettaglio la protezione dei prodotti si affida a barriere elettroniche e placche rigide ancorate ai capi. L’impiego di contenitori dotati di schermatura metallica e di utensili specifici per la disattivazione dei blocchi costituisce una tecnica collaudata per aggirare la sicurezza. Tali strumenti consentono di passeggiare tra i banchi di vendita, rimuovere le protezioni e riporre gli oggetti senza attivare i segnali acustici dei varchi di controllo.

Nel caso esaminato le imputate hanno contestato la decisione dei giudici di merito sostenendo l’assenza dell’aggravante. La difesa ha provato a ridiscutere la qualificazione penale della condotta. Tuttavia la ricostruzione dei fatti ha confermato che l’utilizzo degli oggetti schermati è stato decisivo per la realizzazione dell’illecito. Il ricorso ad attrezzi dedicati manifesta una pianificazione volta a superare le barriere di sicurezza, elemento fondamentale per ritenere sussistente l’ipotesi di reato più grave.

Le motivazioni: la valutazione sul furto aggravato da mezzo fraudolento

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi proposti dalle due persone condannate. I giudici di legittimità hanno evidenziato che la censura relativa al furto aggravato da mezzo fraudolento era manifestamente infondata. La stessa difesa aveva infatti richiamato la presenza delle borse schermate e degli strumenti da scasso per sollecitare la riqualificazione della condotta rispetto all’originaria accusa di ricettazione.

Il collegio giudicante ha ribadito che la presenza di mezzi appositamente predisposti per eludere la custodia della merce integra pienamente la fattispecie aggravata. Riguardo alla doglianza sul trattamento sanzionatorio la decisione ha confermato il principio di discrezionalità del giudice di merito. La quantificazione della pena base e la valutazione degli aumenti per i singoli reati rientrano nelle prerogative esclusive dei magistrati che analizzano i fatti. La Cassazione non può sindacare la misura della sanzione quando la motivazione fornita nel provvedimento appare logica, congrua e priva di difetti di ragionamento.

Le conclusioni: le conseguenze economiche e penali

La dichiarazione di inammissibilità rende definitiva la sentenza emessa dalla Corte di Appello. Le imputate dovranno scontare la pena stabilita nel giudizio di merito senza alcuna possibilità di ulteriore riesame della vicenda. La Suprema Corte ha applicato rigorosamente le disposizioni di legge previste per i ricorsi privi di fondamento giuridico.

Le conseguenze per le ricorrenti comprendono anche l’obbligo di pagare le spese processuali maturate durante il giudizio di legittimità. Ciascuna imputata dovrà inoltre versare la somma di tremila euro in favor della Cassa delle Ammende. La pronuncia della Cassazione riafferma un orientamento consolidato: l’utilizzo di borse schermate e di strumenti idonei a rimuovere le placche anti-taccheggio costituisce sempre un’aggravante al reato di furto e comporta severe sanzioni sia penali sia pecuniarie.

Cosa si intende per mezzo fraudolento nel reato di furto?
Il mezzo fraudolento è qualsiasi artificio o stratagemma idoneo a superare la custodia del bene e a ingannare i controlli posti a tutela della merce.

Quali sono le conseguenze per chi utilizza borse schermate nei negozi?
L’uso di borse schermate trasforma il furto semplice in furto aggravato, comportando un aumento consistente delle pene previste dalla legge.

Cosa rischia chi presenta un ricorso inammissibile in Cassazione?
La persona che presenta un ricorso inammissibile viene condannata al pagamento delle spese del processo e al versamento di una somma alla Cassa delle Ammende.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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