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Associazione mafiosa: la ‘ndrangheta a Roma

La Corte di Cassazione ha confermato la misura cautelare per un indagato accusato di partecipazione a un’associazione mafiosa operante a Roma come articolazione della ‘ndrangheta calabrese. La sentenza chiarisce che una locale delocalizzata non necessita di atti di violenza espliciti se sfrutta la fama criminale della casa madre per infiltrare il tessuto economico. La decisione sottolinea come il controllo di settori imprenditoriali e la gestione monopolistica dei mercati costituiscano espressione del metodo mafioso, rendendo legittima l’applicazione delle misure restrittive nonostante l’assenza di un controllo territoriale di tipo militare.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 2162 Anno 2023
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Pubblicato il 14 aprile 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale

Associazione mafiosa: la ‘ndrangheta nel tessuto economico romano

La recente pronuncia della Corte di Cassazione affronta il tema complesso della associazione mafiosa delocalizzata, confermando come le articolazioni periferiche delle mafie storiche possano radicarsi in contesti metropolitani come Roma senza necessariamente ricorrere alla violenza manifesta.

Il caso riguarda la costituzione di una locale di ‘ndrangheta nella Capitale, intesa come propaggine di una cosca calabrese. La difesa sosteneva l’assenza di elementi tipici del metodo mafioso, quali l’intimidazione esplicita e il controllo militare del territorio. Tuttavia, i giudici hanno ribadito un principio fondamentale: la forza di un sodalizio criminale può derivare direttamente dal prestigio e dalla fama criminale della casa madre.

La struttura della locale romana

L’indagine ha messo in luce come l’organizzazione non operasse nel vuoto, ma fosse stata autorizzata dai vertici calabresi. Questo legame ombelicale permette alla cellula romana di ereditare il capitale criminale accumulato in decenni di attività illecite. La locale di Roma non ha bisogno di accreditarsi con atti di sangue se può spendere il nome di una consorteria già nota per la sua pericolosità.

Il prestigio della casa madre

Il prestigio criminale funge da arma di pressione silenziosa. In un contesto complesso come quello romano, la colonizzazione non avviene tramite il controllo delle strade, ma attraverso l’infiltrazione nei settori economici. La capacità di influenzare il mercato della ristorazione o del gioco d’azzardo, alterando la libera concorrenza, è una manifestazione moderna e pervasiva del potere mafioso.

Metodo mafioso e infiltrazione economica

La sentenza chiarisce che l’obiettivo dell’associazione mafiosa contemporanea è spesso la locupletazione economica. L’occupazione di interi segmenti imprenditoriali permette di gestire monopoli di fatto, escludendo gli operatori onesti. Questo processo non richiede necessariamente minacce dirette: la sola appartenenza al gruppo e la disponibilità di armi, unite a riunioni rituali come le mangiate, sono indici sufficienti della vitalità del sodalizio.

Oltre la violenza fisica

La Cassazione sottolinea che il metodo mafioso si adatta alla realtà sociale in cui opera. A Roma, una violenza eclatante attirerebbe troppo l’attenzione delle forze dell’ordine. Per questo, l’organizzazione preferisce una strategia di sommersione, puntando al controllo del tessuto economico e stabilendo rapporti paritari con altre consorterie criminali presenti sul territorio.

Le motivazioni

Le motivazioni della Corte si fondano sulla natura strumentale della locale romana rispetto agli obiettivi della casa madre. La disponibilità di armi, l’uso di linguaggi cifrati e l’organizzazione di incontri riservati per risolvere controversie interne dimostrano l’esistenza di un vincolo associativo solido. Non rileva l’assenza di un controllo territoriale assoluto, poiché la complessità di una metropoli rende impossibile una colonizzazione di tipo tradizionale, favorendo invece una colonizzazione economica altrettanto pericolosa.

Le conclusioni

In conclusione, il ricorso è stato rigettato poiché gli indizi di colpevolezza sono stati ritenuti gravi e coerenti. La presunzione di pericolosità per chi partecipa a un’associazione mafiosa può essere superata solo dimostrando il recesso effettivo dal gruppo o l’esaurimento dell’attività associativa. La decisione conferma la linea dura della giurisprudenza contro le nuove forme di radicamento mafioso nelle grandi città italiane.

Una filiale mafiosa può esistere senza atti di violenza espliciti?
Sì, se l’organizzazione sfrutta la fama criminale della casa madre per intimidire e controllare il mercato economico locale in modo silenzioso ma efficace.

Cosa si intende per colonizzazione del tessuto economico?
Si tratta dell’acquisizione di posizioni dominanti in settori come la ristorazione o il gioco, alterando la libera concorrenza tramite l’impiego di capitali illeciti.

Quando decade la custodia cautelare per reati di mafia?
La custodia in carcere può essere superata solo se viene provato il recesso dell’indagato dall’associazione o se l’attività del gruppo criminale è del tutto esaurita.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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