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Arresti domiciliari per lo straniero irregolare: no al carcere

Un cittadino straniero, indagato per spaccio di stupefacenti, ha chiesto la sostituzione della custodia in carcere con gli arresti domiciliari presso l’abitazione di un amico connazionale. Il Tribunale del Riesame ha negato la richiesta, ritenendo la misura incompatibile con lo stato di irregolarità sul territorio nazionale e ritenendo necessaria la coabitazione con familiari per garantire il controllo. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del difensore, stabilendo che gli arresti domiciliari possono essere concessi anche presso terzi non familiari e che l’irregolarità dello straniero non preclude automaticamente la misura attenuata. La Cassazione ha quindi annullato l’ordinanza, ordinando un nuovo esame che valuti anche l’uso del braccialetto elettronico.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 4 Num. 32385 Anno 2023
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Pubblicato il 19 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Arresti domiciliari anche per lo straniero senza permesso di soggiorno

Lo straniero senza permesso di soggiorno ha il diritto di richiedere gli arresti domiciliari in alternativa alla custodia in carcere. La Corte di Cassazione ha chiarito questo importante principio, ponendo un freno alle decisioni automatiche dei giudici di merito. Troppo spesso, infatti, la mancanza di un regolare titolo di soggiorno viene utilizzata come pretesto per mantenere un indagato dietro le sbarre. La legge italiana prevede invece che la privazione della libertà in carcere debba rappresentare sempre l’estremo rimedio, applicabile solo quando nessun’altra misura sia adeguata. Questo significa che ogni situazione deve essere valutata individualmente, senza generalizzazioni basate sullo status burocratico della persona coinvolta.

Il caso: la richiesta di arresti domiciliari presso un amico

La vicenda nasce dal ricorso di un cittadino straniero, indagato per spaccio continuato di sostanze stupefacenti. L’uomo si trovava in custodia cautelare in carcere e ha chiesto la sostituzione della misura con gli arresti domiciliari. Come luogo di dimora ha proposto l’appartamento di un connazionale e amico, il quale si era dichiarato disponibile a ospitarlo e a provvedere al suo mantenimento. Il Tribunale del Riesame ha respinto la richiesta, ritenendo che la condizione di irregolarità sul territorio nazionale fosse incompatibile con la misura attenuata. Secondo i giudici, inoltre, l’assenza di familiari conviventi non avrebbe garantito il necessario controllo sull’indagato.

Il controllo dei familiari non è un requisito obbligatorio

La Corte di Cassazione ha smentito la ricostruzione del Tribunale. I giudici di legittimità hanno ricordato che il codice di procedura penale non impone la coabitazione con i familiari come requisito per ottenere la misura domiciliare. La legge consente espressamente di espiare la misura presso l’abitazione di un terzo privato. Non esiste alcun dovere di vigilanza giuridica in capo a chi ospita il detenuto. La funzione di controllo spetta esclusivamente alle forze dell’ordine, anche attraverso l’uso di strumenti tecnologici come il braccialetto elettronico. Pertanto, il rifiuto basato sulla semplice assenza di legami di parentela con l’ospitante è illegittimo. La decisione di concedere la misura attenuata deve basarsi su elementi oggettivi e non sulla presunzione che solo un parente possa esercitare un’influenza positiva.

Le motivazioni della decisione della Cassazione sul caso specifico

Le motivazioni della decisione della Cassazione sul caso specifico si concentrano sulla corretta interpretazione delle esigenze cautelari. I giudici hanno chiarito che lo stato di irregolarità amministrativa dello straniero non può tradursi in una discriminazione processuale. Sebbene la mancanza di un lavoro lecito possa influire sulla valutazione del pericolo di recidiva, essa non rende automaticamente inidonei gli arresti domiciliari. La misura cautelare serve a impedire la commissione di reati e non a regolare il soggiorno dei cittadini stranieri in Italia. Il Tribunale ha errato nel considerare la misura domiciliare come un ingiusto premio o un lasciapassare per evitare il carcere.

Le conclusioni della Cassazione e i risvolti pratici

Le conclusioni della Cassazione e i risvolti pratici impongono l’annullamento dell’ordinanza del Tribunale del Riesame. Il caso torna ora ai giudici di merito per una nuova valutazione. Il Tribunale dovrà esaminare l’istanza senza pregiudizi legati alla cittadinanza o alla mancanza del permesso di soggiorno. Sarà necessario verificare l’idoneità concreta del domicilio offerto dall’amico e valutare se l’applicazione del braccialetto elettronico sia sufficiente a garantire le esigenze di sicurezza. Questa decisione rappresenta un passo avanti fondamentale per la tutela dei diritti individuali e per il rispetto del principio di proporzionalità delle misure cautelari. La decisione sottolinea che il sistema penale deve sempre tendere alla minima afflittività possibile, salvaguardando la dignità umana di ogni indagato.

Lo straniero senza permesso di soggiorno può ottenere gli arresti domiciliari?
Sì, la mancanza di un regolare permesso di soggiorno non impedisce in modo automatico la concessione della misura cautelare domiciliare.

È necessario che nel domicilio degli arresti vi siano dei parenti per controllare l’indagato?
No, la legge non richiede la presenza di familiari o conviventi che esercitino una funzione di controllo sul soggetto sottoposto alla misura.

Si possono scontare gli arresti domiciliari a casa di un amico?
Sì, la misura può essere eseguita presso l’abitazione di un soggetto privato diverso dall’indagato, anche se si tratta di un semplice amico.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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