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Appropriazione indebita: Ricorso inammissibile, la querela è valida

Un imputato, già condannato per il reato di appropriazione indebita, ha presentato ricorso in Cassazione contro la sentenza della Corte d’Appello che aveva confermato la sua condanna. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le contestazioni fossero generiche e non specifiche, reiterando argomenti già esaminati. La Corte ha anche confermato la tempestività della querela, poiché la persona offesa aveva avuto certezza della mancata restituzione dei beni solo dopo una diffida. L’imputato deve pagare le spese processuali e una somma alla cassa delle ammende.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 27259 Anno 2022
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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale

L’Appropriazione Indebita: Quando un Ricorso non Basta

Il reato di appropriazione indebita è un tema ricorrente nelle aule di giustizia. Questa recente ordinanza della Cassazione offre spunti importanti sulla gestione di tali casi, in particolare riguardo alla validità della querela e all’inammissibilità dei ricorsi. Comprendere i meccanismi legali dietro l’appropriazione indebita è fondamentale per chiunque si trovi ad affrontare situazioni simili, sia come vittima che come imputato.

Il Caso di Appropriazione Indebita Esaminato dalla Cassazione

Un cittadino era stato condannato per appropriazione indebita. La Corte d’Appello aveva confermato questa condanna. L’imputato ha deciso di presentare ricorso alla Corte di Cassazione. Il suo obiettivo era contestare la sentenza di appello, sostenendo errori di diritto e l’intempestività della querela (la denuncia) presentata dalla persona offesa. La vicenda ruotava attorno alla mancata restituzione di beni, di cui la persona offesa aveva avuto certezza solo dopo aver inviato una diffida.

Cos’è l’Appropriazione Indebita?

L’appropriazione indebita è un reato che si verifica quando qualcuno, avendo già il possesso di denaro o di un bene mobile altrui per un qualsiasi motivo (ad esempio, un prestito, un deposito, un comodato), se ne appropria per sé o per altri. L’elemento chiave è la trasformazione del possesso legittimo in proprietà, con l’intenzione di non restituire il bene. Questo reato è punito dall’articolo 646 del Codice Penale e richiede la presentazione di una querela da parte della persona offesa per avviare il procedimento penale.

L’Importanza della Querela per l’Appropriazione Indebita

Nel caso specifico, la difesa dell’imputato aveva contestato la tempestività della querela. La querela è l’atto con cui la persona offesa manifesta la volontà che si proceda penalmente contro il colpevole. Deve essere presentata entro tre mesi dal giorno in cui la persona offesa ha avuto notizia del fatto che costituisce reato. La Corte d’Appello aveva stabilito che la persona offesa aveva acquisito la piena consapevolezza della mancata restituzione dei beni solo dopo aver inviato una diffida. Questo ha reso la querela tempestiva, ovvero presentata entro i termini di legge, e quindi valida per procedere con l’accusa di appropriazione indebita.

Perché il Ricorso è Stato Dichiarato Inammissibile in un Caso di Appropriazione Indebita

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso dell’imputato inammissibile. Un ricorso è inammissibile quando non rispetta i requisiti formali o sostanziali previsti dalla legge. Nel caso in questione, il ricorso è stato ritenuto manifestamente infondato e non specifico. Ciò significa che le argomentazioni presentate dall’imputato erano troppo generiche e non affrontavano in modo diretto e puntuale le motivazioni della sentenza di appello. Un ricorso deve, infatti, correlarsi strettamente alle ragioni della decisione impugnata, altrimenti rischia di essere considerato una mera reiterazione di quanto già discusso e respinto nei gradi precedenti.

Le Motivazioni della Corte sull’Appropriazione Indebita

La Suprema Corte ha ribadito che il ricorso non era specifico. Ha sottolineato che la difesa dell’imputato non aveva adeguatamente contrastato le motivazioni della Corte d’Appello. Quest’ultima aveva chiarito che la certezza della mancata restituzione dei beni, elemento cruciale per la decorrenza del termine della querela, era sopraggiunta solo dopo la diffida inviata dalla persona offesa. La Cassazione ha quindi confermato la correttezza di tale valutazione, ritenendo la querela valida e tempestiva. Questo aspetto è fondamentale per la procedibilità del reato di appropriazione indebita.

Le Conclusioni: L’Esito Finale del Caso di Appropriazione Indebita

La dichiarazione di inammissibilità del ricorso ha avuto conseguenze dirette per l’imputato. La condanna per appropriazione indebita è diventata definitiva. Inoltre, la Corte lo ha condannato al pagamento delle spese processuali. Ha anche disposto il versamento di una somma di denaro, pari a tremila euro, a favore della cassa delle ammende. Questo è un fondo statale che raccoglie le sanzioni pecuniarie e viene utilizzato per scopi di giustizia. La decisione sottolinea l’importanza di presentare ricorsi ben argomentati e specifici, soprattutto in casi complessi come quelli di appropriazione indebita.

Cos’è l’appropriazione indebita?
L’appropriazione indebita si verifica quando una persona, avendo il possesso di un bene altrui (come denaro o un oggetto), se ne appropria con l’intenzione di non restituirlo, trasformando il possesso legittimo in proprietà.

Quanto tempo ho per denunciare un’appropriazione indebita?
Per denunciare un’appropriazione indebita, la persona offesa deve presentare una querela entro tre mesi dal giorno in cui ha avuto piena conoscenza del fatto che costituisce il reato.

Cosa succede se il ricorso in Cassazione è inammissibile?
Se un ricorso in Cassazione è dichiarato inammissibile, significa che non viene esaminato nel merito. La sentenza impugnata diventa definitiva e il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e, spesso, di una somma alla cassa delle ammende.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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