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Abuso edilizio: negata la particolare tenuità del fatto

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da due imputate per reati edilizi. Le ricorrenti contestavano la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. I giudici hanno confermato che la gravità dell’abuso edilizio, valutata in base alle notevoli dimensioni dell’opera abusiva e alla pluralità delle violazioni commesse, impedisce il riconoscimento del beneficio. Di conseguenza, la Suprema Corte ha condannato le ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 13809 Anno 2022
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Pubblicato il 21 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Abuso edilizio e particolare tenuità del fatto: quando il reato non viene perdonato

La realizzazione di opere senza le necessarie autorizzazioni edilizie costituisce un reato grave che difficilmente può beneficiare della causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto. Molti cittadini ritengono erroneamente che, in caso di piccoli abusi o di assenza di precedenti penali, sia sempre possibile evitare la condanna penale invocando la tenuità dell’offesa. Tuttavia, la giurisprudenza adotta criteri molto rigorosi per valutare l’effettivo impatto delle violazioni sul territorio. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha chiarito i confini di questa importante esimente nel settore urbanistico.

La vicenda: la costruzione abusiva e la condanna

La vicenda trae origine dalla realizzazione di un’opera abusiva da parte di due comproprietarie. Il Tribunale di primo grado aveva pronunciato una sentenza di condanna per violazione delle norme edilizie. Successivamente, la Corte d’Appello ha parzialmente riformato la decisione, riducendo la pena originaria. Nonostante la riduzione della sanzione, le due imputate hanno proposto ricorso davanti alla Corte di Cassazione. L’unico motivo di impugnazione si basava sulla contestazione della mancata applicazione del beneficio previsto dall’articolo 131-bis del codice penale. Secondo la difesa, i giudici di merito avrebbero dovuto escludere la punibilità a causa della presunta scarsa gravità della condotta e dell’assenza di un danno significativo.

I presupposti per la particolare tenuità del fatto negli abusi edilizi

Per comprendere la decisione, occorre analizzare come funziona la particolare tenuità del fatto nel diritto penale. Questa causa di non punibilità si applica quando il reato prevede una pena detentiva non superiore nel massimo a cinque anni. Tuttavia, la legge richiede la presenza contemporanea di due requisiti fondamentali. Il primo è la particolare tenuità dell’offesa, che deve essere valutata considerando le modalità della condotta e l’esiguità del danno o del pericolo. Il secondo requisito è la non abitualità del comportamento del reo. Nel campo degli abusi edilizi, la valutazione della gravità dell’offesa non può limitarsi a un’analisi superficiale, ma deve considerare l’impatto concreto della costruzione sul territorio e sul rispetto della pianificazione urbanistica.

Le motivazioni della Cassazione sul diniego della particolare tenuità del fatto

I giudici della Suprema Corte hanno ritenuto il ricorso del tutto inammissibile, confermando la correttezza della decisione della Corte d’Appello. Nelle motivazioni del provvedimento, la Cassazione ha evidenziato che il diniego della particolare tenuità del fatto era pienamente giustificato da elementi oggettivi e insindacabili. In particolare, i giudici di merito hanno valorizzato due aspetti cruciali: le dimensioni complessive dell’opera abusiva e l’elevato numero di violazioni commesse dalle imputate. Questi elementi escludono in radice la possibilità di considerare l’offesa come tenue. La presenza di più violazioni edilizie collegate allo stesso intervento dimostra una condotta ripetuta e pianificata, incompatibile con il concetto di minima offensività richiesto dalla norma penale.

Le conclusioni della Suprema Corte e le conseguenze pratiche

La decisione si conclude con la dichiarazione di inammissibilità del ricorso e la piena conferma delle condanne inflitte in appello. Oltre a dover scontare la pena stabilita, le ricorrenti sono state condannate al pagamento delle spese del procedimento. La Cassazione ha inoltre applicato una sanzione pecuniaria di tremila euro ciascuna a favore della Cassa delle ammende, non ravvisando alcuna assenza di colpa nella presentazione del ricorso. Questa pronuncia lancia un messaggio chiaro: chi commette abusi edilizi di dimensioni non trascurabili o realizza molteplici violazioni non può sperare di evitare la condanna penale invocando la particolare tenuità del fatto. La tutela del territorio prevale sulla richiesta di clemenza.

Quando si applica la particolare tenuità del fatto negli abusi edilizi?
Si applica solo se l’opera abusiva è di piccolissime dimensioni e non vi sono molteplici violazioni urbanistiche concomitanti.

Cosa succede se il ricorso in Cassazione viene dichiarato inammissibile?
La condanna diventa definitiva e il ricorrente deve pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende.

La fedina penale pulita garantisce l’esclusione della punibilità?
No, l’assenza di precedenti penali non basta se la gravità oggettiva e le dimensioni dell’abuso edilizio superano la soglia della tenuità.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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