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Abuso edilizio: Condanna confermata, ricorso inammissibile in Cassazione

La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di due persone condannate per abuso edilizio, reato previsto dagli articoli 110 del codice penale e 44 lett. c) del d.P.R. n. 380/2001. La condanna, che includeva arresto, ammenda e ordine di demolizione delle opere abusive, era stata confermata anche in appello. I ricorrenti hanno impugnato la sentenza in Cassazione, contestando sia la loro responsabilità sia la mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche. La Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili, confermando la condanna e l’ordine di demolizione, e ha imposto ai ricorrenti il pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 19729 Anno 2022
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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

L’Abuso Edilizio: Un Caso in Cassazione

Il tema dell’abuso edilizio è di grande rilevanza nel diritto penale e civile, toccando aspetti legati alla corretta gestione del territorio e al rispetto delle normative urbanistiche. La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha fornito chiarimenti importanti in merito alla responsabilità penale per questo tipo di reato e alle condizioni di ammissibilità dei ricorsi. Questo caso specifico riguarda la conferma di una condanna per abuso edilizio, evidenziando come la giustizia affronti le violazioni delle norme costruttive.

La Condanna per Abuso Edilizio e il Ricorso

Due persone sono state condannate per aver realizzato un abuso edilizio. La condanna prevedeva una pena di due mesi di arresto, una multa di 16.000 euro e l’ordine di demolire le opere abusive. Questa decisione è stata presa dal Tribunale e poi confermata dalla Corte d’Appello. I condannati non hanno accettato la sentenza e hanno deciso di presentare un ricorso in Cassazione. Hanno contestato la loro responsabilità per l’abuso edilizio e hanno lamentato che i giudici non avevano concesso loro le ‘circostanze attenuanti generiche’, cioè quei fattori che avrebbero potuto ridurre la pena.

Perché il Ricorso sull’Abuso Edilizio è Stato Dichiarato Inammissibile

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Questo significa che i ricorsi non sono stati neppure esaminati nel merito. La Cassazione ha ritenuto che le argomentazioni presentate dai ricorrenti non fossero valide per due motivi principali. Primo, la Corte d’Appello aveva già spiegato in modo chiaro e logico perché le opere erano abusive e quando il reato era stato commesso. Aveva anche evidenziato la presenza di ponteggi e cavi, segno che i lavori erano ancora in corso al momento del controllo. I ricorrenti si sono limitati a riproporre una loro versione dei fatti, senza presentare nuove prove o argomentazioni giuridiche. La Cassazione non riesamina i fatti, ma solo la corretta applicazione delle leggi.

La Mancata Concessione delle Circostanze Attenuanti per l’Abuso Edilizio

Il secondo motivo di ricorso riguardava la mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche. Anche questo punto è stato ritenuto infondato dalla Cassazione. La Corte d’Appello aveva motivato il rifiuto di concedere queste attenuanti basandosi sulla ‘personalità negativa’ dei condannati, desunta dai loro precedenti penali. La Cassazione ha ribadito che i precedenti penali sono un elemento sufficiente per negare le attenuanti generiche. La decisione della Corte d’Appello era quindi corretta e ben motivata, e non presentava errori di diritto.

Le Motivazioni della Sentenza sull’Abuso Edilizio

La Cassazione ha confermato la responsabilità penale dei ricorrenti per l’abuso edilizio. Ha evidenziato che la Corte d’Appello aveva correttamente individuato il momento in cui il reato si era ‘consumato’ (cioè compiuto) e aveva fornito prove fotografiche chiare che dimostravano l’esistenza delle opere abusive e il loro stato di avanzamento. La motivazione della Corte d’Appello è stata giudicata ‘congrua e logica’, il che significa che era ben argomentata e coerente con le prove. I ricorrenti non sono riusciti a dimostrare che ci fossero errori nell’applicazione della legge o nella valutazione delle prove da parte dei giudici precedenti. Il ‘sindacato di legittimità’ della Cassazione si è limitato a verificare la correttezza giuridica della sentenza, senza riesaminare i fatti già accertati.

Le Conclusioni della Cassazione sull’Abuso Edilizio

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Questa decisione ha comportato la conferma della condanna per abuso edilizio, inclusi l’arresto, l’ammenda e l’ordine di demolizione delle opere abusive. Inoltre, i ricorrenti sono stati condannati a pagare le spese processuali e una somma di tremila euro a favore della Cassa delle ammende. Questa sanzione aggiuntiva è prevista dalla legge quando un ricorso viene dichiarato inammissibile, a meno che la parte non dimostri di non aver avuto colpa nella causa di inammissibilità. Nel caso specifico, non sono stati trovati elementi per escludere la colpa dei ricorrenti. La sentenza, quindi, ha posto fine alla vicenda giudiziaria, confermando le decisioni dei gradi precedenti.

Cos’è un abuso edilizio?
Un abuso edilizio si verifica quando si realizzano opere di costruzione, ristrutturazione o modifica di un immobile senza i permessi necessari o in violazione delle norme urbanistiche e edilizie vigenti.

Quali sono le conseguenze di un abuso edilizio?
Le conseguenze possono essere sia penali (arresto e ammenda) che amministrative (ordine di demolizione delle opere abusive, sanzioni pecuniarie). In alcuni casi, l’immobile può anche essere acquisito dal Comune.

Quando un ricorso in Cassazione è inammissibile?
Un ricorso in Cassazione è inammissibile quando non rispetta i requisiti formali o sostanziali previsti dalla legge, ad esempio se ripropone questioni di fatto già esaminate o se le motivazioni sono generiche o manifestamente infondate.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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