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Abbandono del posto seriale: Finanziere condannato, no lieve entità

Un brigadiere della Guardia di Finanza è stato condannato per ripetuti episodi di abbandono del posto di servizio, provati da testimonianze e video. La difesa ha sostenuto che il fatto fosse di lieve entità, chiedendo l’applicazione della non punibilità. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio importante: la serialità e la ripetitività del comportamento impediscono di considerare l’offesa di ‘particolare tenuità’. La condanna per abbandono del posto di servizio è quindi definitiva. Il militare perde la causa e deve pagare le spese processuali.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 1 Num. 5349 Anno 2023
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Pubblicato il 18 aprile 2026 in Giurisprudenza Penale

Abbandono del posto di servizio: la serialità esclude la tenuità

La Corte di Cassazione ha recentemente affrontato un caso di abbandono del posto di servizio commesso da un militare, stabilendo un principio fondamentale. Quando un comportamento illecito è ripetuto sistematicamente nel tempo, non può essere considerato di ‘particolare tenuità’. Questa decisione conferma la condanna del militare e chiarisce i limiti di applicazione della causa di non punibilità prevista dall’articolo 131-bis del codice penale. La sentenza sottolinea come la gravità di un reato non dipenda solo dal singolo episodio, ma anche dalla sua collocazione in un piano d’azione più ampio e continuativo, che mina la fiducia e la funzionalità del servizio.

I fatti: assenze ripetute durante l’orario di lavoro

Un brigadiere della Guardia di Finanza, in servizio presso un Nucleo di Polizia Economica e Finanziaria, è stato accusato di essersi allontanato più volte dal suo posto di lavoro senza alcuna autorizzazione. Le indagini, condotte dai suoi stessi colleghi, hanno documentato una serie di assenze ingiustificate. Le prove raccolte erano solide e includevano le testimonianze dei militari che avevano effettuato i controlli e le immagini di videoregistrazioni. Sulla base di questi elementi, i giudici militari, sia in primo grado che in appello, hanno ritenuto il finanziere colpevole del reato di abbandono del posto di servizio, condannandolo a una pena di sette mesi e cinque giorni di reclusione militare.

La difesa del militare: prove deboli e fatto di lieve entità

Il militare ha presentato ricorso in Cassazione attraverso il suo avvocato. La difesa ha contestato la ricostruzione dei fatti, ritenendo le prove insufficienti e contraddittorie. In particolare, ha sostenuto che i giudici non avessero valutato correttamente le testimonianze e le altre prove. L’argomento principale, però, riguardava la richiesta di applicare l’articolo 131-bis del codice penale. Secondo la difesa, anche se i fatti fossero stati provati, il loro ‘disvalore’ (cioè la loro gravità) era così modesto da rientrare nella ‘particolare tenuità del fatto’, una causa che esclude la punibilità per i reati minori.

Le motivazioni: la serialità dell’abbandono del posto di servizio è decisiva

La Corte di Cassazione ha respinto tutte le argomentazioni della difesa, definendo il ricorso infondato. I giudici supremi hanno spiegato che la valutazione delle prove fatta nei gradi precedenti era logica e coerente. Le testimonianze e i video confermavano in modo inequivocabile le condotte illecite. Il punto cruciale della sentenza riguarda però la ‘particolare tenuità del fatto’. La Corte ha chiarito che questo beneficio non può essere concesso quando il reato è commesso in modo seriale e ripetuto. Il giudizio sulla tenuità, infatti, richiede una valutazione complessa di tutte le circostanze, come previsto dall’articolo 133 del codice penale. L’abbandono del posto di servizio non era un episodio isolato, ma una condotta ripetuta in un arco temporale significativo. Questa serialità dimostra una maggiore colpevolezza e rende l’offesa incompatibile con il concetto di ‘lieve entità’.

Le conclusioni: condanna confermata e principio di diritto

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso e ha condannato il militare al pagamento delle spese processuali. La sentenza è definitiva. L’esito pratico è che il finanziere è stato condannato in via definitiva per abbandono del posto di servizio. Questa decisione non solo chiude il caso specifico, ma ribadisce un principio di diritto importante: la non punibilità per particolare tenuità del fatto non si applica a chi commette reati in modo seriale. La ripetizione di una condotta illecita, anche se singolarmente di modesta entità, ne aumenta la gravità complessiva, escludendo qualsiasi beneficio.

Un militare può essere punito se si allontana dal posto di servizio per poco tempo?
Sì, il reato di abbandono del posto di servizio punisce l’allontanamento non autorizzato, a prescindere dalla durata. La ripetitività e la durata dell’assenza influiscono sulla gravità della pena, ma anche un breve allontanamento può costituire reato.

Cosa significa che un reato non è punibile per ‘particolare tenuità del fatto’?
Significa che, pur essendo un reato, l’offesa è talmente lieve e il comportamento del colpevole non è abituale, che lo Stato rinuncia a punirlo. Come dimostra questa sentenza, non si applica se il comportamento è ripetuto nel tempo.

Cosa rischia chi viene condannato per abbandono del posto di servizio?
La condanna per questo reato militare comporta la reclusione militare, il pagamento delle spese processuali e pene accessorie. A livello disciplinare, le conseguenze possono essere molto gravi, inclusa la possibile perdita del posto di lavoro.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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