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Risarcimento danni da fauna selvatica: paga la Regione

Un’automobilista ha citato in giudizio la Regione per ottenere il risarcimento danni da fauna selvatica in seguito all’impatto tra la sua vettura e un cinghiale. La Corte d’Appello ha confermato la responsabilità della Regione, respingendo la tesi per cui la colpa fosse della Provincia delegata. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della Regione, stabilendo che la legittimazione passiva spetta in via esclusiva alla Regione stessa, in quanto titolare della gestione della fauna. La Regione potrà eventualmente rivalersi sulla Provincia solo se dimostra una specifica inadempienza di quest’ultima. L’automobilista ottiene così la conferma definitiva del proprio diritto al risarcimento.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 3 Num. 12912 Anno 2022
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Pubblicato il 23 luglio 2026 in Giurisprudenza Civile

L’incidente stradale e il risarcimento danni da fauna selvatica

Un automobilista si trova a percorrere una strada pubblica quando, improvvisamente, un cinghiale taglia la strada. L’impatto è inevitabile e i danni al veicolo sono ingenti. Questo scenario rappresenta purtroppo una realtà frequente sulle nostre strade. In questi casi, ottenere il risarcimento danni da fauna selvatica diventa l’obiettivo principale del danneggiato. La questione centrale riguarda l’individuazione del soggetto pubblico a cui richiedere il pagamento dei danni subiti. Il cittadino deve spesso confrontarsi con il rimpallo di responsabilità tra i diversi enti locali, in particolare tra la Regione e la Provincia.

Chi deve pagare per i danni causati dai cinghiali

Nel caso specifico, l’automobilista ha citato in giudizio la Regione per ottenere il pagamento dei danni subiti alla propria vettura. Il Giudice di Pace ha accolto la domanda del cittadino. Successivamente, la Corte d’Appello ha confermato questa decisione. La Regione ha tentato di difendersi sostenendo che la responsabilità spettasse alla Provincia. Secondo l’ente regionale, la legge locale aveva trasferito alla Provincia le funzioni di controllo e gestione degli animali selvatici. Di conseguenza, la Provincia avrebbe dovuto rispondere direttamente dei danni causati dalla fauna selvatica sul territorio.

La delega di funzioni alla Provincia non cancella la responsabilità regionale

La Corte d’Appello ha respinto la tesi della Regione con argomenti molto precisi. I giudici di secondo grado hanno rilevato che la legge regionale ha effettivamente affidato alla Provincia il controllo della fauna. Tuttavia, questa delega non ha trasferito una reale autonomia decisionale e operativa all’ente locale. La Provincia non disponeva dei poteri finanziari e organizzativi necessari per agire in piena indipendenza. Per questo motivo, l’ente delegante, cioè la Regione, deve continuare a rispondere dei danni causati a terzi. La semplice delega amministrativa non sposta la responsabilità civile se non si accompagna a un effettivo trasferimento di poteri autonomi di gestione.

Le motivazioni: perché la Regione risponde in via esclusiva del risarcimento danni da fauna selvatica

La Corte di Cassazione ha confermato l’orientamento dei giudici di merito e ha rigettato il ricorso della Regione. I giudici di legittimità hanno chiarito un principio fondamentale. La legittimazione passiva spetta in via esclusiva alla Regione. Questa esclusività deriva dal fatto che la Regione è l’unico ente titolare della competenza normativa in materia di patrimonio faunistico. La Regione possiede anche le funzioni di programmazione, coordinamento e controllo della fauna selvatica. Questa responsabilità rimane in capo alla Regione anche se le attività pratiche sono delegate ad altri enti locali. La Corte ha applicato le regole sulla responsabilità per i danni cagionati da animali. La Regione può comunque rivalersi sulla Provincia in un secondo momento. Per farlo, deve dimostrare che la Provincia non ha adottato le misure concrete che avrebbero evitato il danno.

Le conclusioni: la vittoria del cittadino e le regole per la rivalsa

La decisione della Suprema Corte consolida un orientamento giurisprudenziale molto favorevole per i cittadini danneggiati. L’automobilista ottiene definitivamente il risarcimento per i danni subiti a causa del cinghiale. Il cittadino non deve più subire le conseguenze dei conflitti interni di competenza tra i diversi enti pubblici. La richiesta di risarcimento danni da fauna selvatica va indirizzata direttamente alla Regione, semplificando l’azione legale. Sarà poi compito esclusivo della Regione dimostrare l’eventuale colpa specifica della Provincia e chiedere a quest’ultima il rimborso delle somme pagate. Questo meccanismo garantisce una tutela rapida ed efficace per tutti gli utenti della strada.

A quale ente pubblico bisogna richiedere il risarcimento per i danni causati da un animale selvatico?
La richiesta di risarcimento deve essere presentata esclusivamente alla Regione, che è l’ente responsabile della gestione della fauna sul territorio.

La Regione può evitare di pagare se ha delegato la gestione della fauna alla Provincia?
No, la delega alla Provincia non esclude la responsabilità della Regione, la quale deve risarcire il danneggiato e può solo successivamente rivalersi sulla Provincia.

Cosa deve fare la Regione per recuperare le somme pagate al danneggiato?
La Regione deve dimostrare in un secondo momento che la Provincia non ha adottato le misure concrete necessarie per evitare l’incidente.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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