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Risarcimento danni crimini di guerra: la competenza va a Roma

Le eredi di una vittima dei crimini nazisti hanno chiesto il risarcimento danni crimini di guerra contro la Germania e il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Dopo diversi passaggi tra tribunali, la Corte di Cassazione ha risolto il conflitto di competenza. I giudici hanno stabilito che, quando viene chiamato in causa anche lo Stato italiano per l’accesso al Fondo ristori, si applica la regola del foro erariale. Di conseguenza, la competenza territoriale inderogabile spetta al Tribunale di Roma, sede della tesoreria centrale dello Stato deputata ai pagamenti. La causa deve essere riassunta entro tre mesi.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 3 Num. 19042 Anno 2026
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Pubblicato il 20 luglio 2026 in Giurisprudenza Civile, Successioni e Donazioni

Il risarcimento danni crimini di guerra e la competenza del Tribunale di Roma

La Corte di Cassazione ha chiarito un importante aspetto procedurale riguardante la richiesta di risarcimento danni crimini di guerra subiti durante il secondo conflitto mondiale. Molti cittadini italiani, eredi di vittime di deportazioni e lavori forzati, hanno avviato azioni legali per ottenere giustizia. La recente ordinanza stabilisce in modo definitivo quale sia il giudice competente a decidere queste cause quando viene coinvolto lo Stato italiano. La pronuncia risolve un conflitto tra diversi tribunali e traccia una linea chiara per tutti i giudizi pendenti in Italia.

La vicenda della deportazione e la richiesta dei danni

La vicenda nasce dall’iniziativa delle figlie di un cittadino italiano catturato dalle forze tedesche dopo l’otto settembre del millenovecentoquarantatré. L’uomo fu deportato in Germania, internato in un campo di concentramento e costretto ai lavori forzati. Le eredi hanno citato in giudizio la Repubblica Federale di Germania per ottenere il risarcimento dei gravissimi danni subiti dal loro genitore. Nel corso del processo, il tribunale ha ordinato l’integrazione del contraddittorio (la chiamata in causa di tutte le parti necessarie) nei confronti del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Le attrici hanno quindi esteso la domanda di risarcimento anche allo Stato italiano. Questo passaggio ha modificato la struttura della causa, sollevando un complesso problema di competenza territoriale tra i tribunali di Santa Maria Capua Vetere, Napoli e Roma.

Il ruolo dello Stato italiano e il Fondo Ristori

Per comprendere la decisione occorre analizzare la normativa speciale introdotta dal legislatore italiano. Lo Stato ha istituito un apposito Fondo per assicurare il ristoro (il risarcimento economico) dei danni subiti dalle vittime dei crimini di guerra nazisti. Questo strumento evita che i cittadini debbano aggredire i beni dello Stato tedesco, operazione complessa e spesso bloccata dalle regole internazionali sull’immunità degli Stati esteri. Le sentenze di condanna passate in giudicato (le decisioni definitive che non possono più essere impugnate) vengono pagate direttamente a valere su questo Fondo. Di conseguenza, il Ministero dell’Economia e delle Finanze diventa un soggetto centrale nel processo, poiché è l’ente pubblico incaricato di erogare concretamente le somme spettanti alle vittime o ai loro eredi.

Le motivazioni della decisione sul risarcimento danni crimini di guerra

I giudici della Corte di Cassazione hanno fondato la loro decisione sulla regola del foro erariale (la competenza speciale del tribunale in cui ha sede l’ufficio dell’Avvocatura dello Stato). Quando un’amministrazione statale viene convenuta in giudizio (chiamata come parte responsabile), le regole ordinarie sulla competenza territoriale cedono il passo a questa disciplina speciale. Nel caso del risarcimento danni crimini di guerra, la legge prevede che il pagamento dei ristori avvenga esclusivamente tramite la tesoreria centrale dello Stato. Poiché la tesoreria centrale ha sede nella Capitale, il luogo dell’adempimento dell’obbligazione si trova a Roma. La Corte ha quindi escluso la competenza dei tribunali campani, ritenendo che la presenza del Ministero come parte necessaria imponga la competenza inderogabile del Tribunale di Roma.

Le conclusioni sul caso e i prossimi passi

La Corte di Cassazione ha dichiarato la competenza esclusiva del Tribunale di Roma per decidere sulla domanda di risarcimento. Questa decisione ha un impatto pratico immediato per le eredi della vittima, le quali dovranno riassumere (riattivare) la causa davanti al giudice romano entro il termine perentorio di tre mesi. Il principio stabilito dai giudici di legittimità garantisce uniformità di trattamento e semplifica la gestione dei flussi di pagamento legati al Fondo Ristori. Chiunque intenda avviare un’azione analoga contro la Germania e lo Stato italiano dovrà d’ora in avanti fare riferimento direttamente al Tribunale di Roma per evitare inutili ritardi processuali.

Chi paga il risarcimento per i crimini di guerra commessi dal Terzo Reich?
Lo Stato italiano ha istituito un apposito Fondo ristori per pagare i risarcimenti stabiliti dalle sentenze, sollevando la Germania dal pagamento diretto.

Quale tribunale è competente se si fa causa anche al Ministero dell’Economia?
Se la causa coinvolge direttamente il Ministero dell’Economia e delle Finanze, la competenza spetta esclusivamente al Tribunale di Roma.

Cosa succede se la causa viene avviata davanti al tribunale sbagliato?
Il processo non si estingue ma deve essere riassunto davanti al tribunale dichiarato competente entro il termine di tre mesi.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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