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Rinuncia al ricorso: niente spese senza difesa

Alcuni privati hanno proposto impugnazione dinanzi alla Corte di Cassazione contro una società a seguito di una controversia in materia di appalto. Nel corso del giudizio di legittimità, i soggetti ricorrenti hanno depositato formale atto di rinuncia al ricorso. La società intimata non ha svolto alcuna attività difensiva e non si è costituita nel procedimento. La Suprema Corte ha preso atto della volontà delle parti e ha dichiarato l’estinzione del processo per rinuncia al ricorso, stabilendo che non vi fosse luogo a provvedere sulle spese di lite stante la mancata costituzione della controparte.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 2 Num. 33613 Anno 2022
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Pubblicato il 4 settembre 2026 in Giurisprudenza Civile

La rinuncia al ricorso chiude la lite contrattuale

Nel contesto dei contenziosi legali su contratti di appalto, le parti possono decidere di interrompere l’azione legale intrapresa. La formale rinuncia al ricorso rappresenta lo strumento processuale con cui chi impugna una sentenza decide di arrestare il contenzioso prima della decisione finale.

Nel caso esaminato, alcuni committenti avevano impugnato la sentenza della Corte di Appello chiedendo l’intervento della Suprema Corte. La controversia riguardava l’adempimento delle obbligazioni legate a un contratto di fornitura e appalto stipulato con una società di servizi. Tuttavia, prima della discussione in camera di consiglio, i ricorrenti hanno scelto di ridefinire la propria posizione processuale depositando l’atto di rinuncia.

Gli effetti procedurali e il comportamento della parte intimata

Quando la parte impugnante presenta una rinuncia rituale, il giudice non può più pronunciarsi sulle questioni sostanziali del contratto. La volontà di abbandonare il giudizio prevale sull’esame dei motivi originari di contestazione contrattuale.

La società intimata non ha depositato memorie né ha svolto alcuna attività difensiva formale nel giudizio di legittimità. Tale condotta passiva esclude la necessità di verificare l’accettazione della rinuncia da parte del resistente, consentendo una chiusura immediata della vertenza.

Le motivazioni sulla rinuncia al ricorso e sulle spese processuali

La Corte di Cassazione ha verificato la regolarità formale del deposito dell’atto abdicativo sottoscritto dai difensori dei ricorrenti. I giudici hanno applicato le disposizioni del codice di procedura civile che impongono l’estinzione immediata del giudizio a fronte dell’abbandono formale della domanda.

Riguardo al regolamento delle spese legali, i magistrati hanno stabilito che non vi fosse luogo a provvedere. L’assenza di attività difensiva da parte della società intimata ha evitato qualsiasi condanna al rimborso delle spese a carico dei soggetti rinuncianti.

Le conclusioni sull’estinzione della causa per rinuncia al ricorso

Il provvedimento in esame conferma come la rinuncia al ricorso costituisca una via d’uscita rapida ed efficace per estinguere le controversie civili. I privati hanno evitato il rischio di una pronuncia contraria nel merito e il relativo aggravio economico.

La decisione sancisce la definitiva chiusura del procedimento. Quando il processo si estingue senza costituzione della controparte, nessuna somma deve essere liquidata per le spese legali, rendendo l’abbandono dell’azione privo di ulteriori conseguenze economiche per i ricorrenti.

Cosa accade quando si deposita la rinuncia all’impugnazione in Cassazione?
La Corte prende atto della volontà della parte e dichiara estinto il giudizio senza pronunciarsi sul merito della lite contrattuale.

Chi paga le spese legali se la controparte non si è difesa?
Se la controparte intimata non ha svolto difese, il giudice non dispone alcuna liquidazione delle spese processuali a suo favore.

La parte resistente deve accettare la rinuncia all’impugnazione?
Se la parte resistente non si è costituita nel giudizio di legittimità, la rinuncia produce subito i suoi effetti estintivi senza bisogno di accettazione.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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