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Rimborso spese legali amministratore: no se per reati, anche con assoluzione

Un ex amministratore di una società fallita ha chiesto di essere pagato per oltre 53.000 euro, a titolo di rimborso per le spese legali sostenute per difendersi in due processi penali. La sua richiesta è stata respinta. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo un principio chiave sul rimborso spese legali amministratore: non è dovuto se le spese derivano da un processo penale, anche in caso di assoluzione. Secondo i giudici, questi costi non sono una conseguenza diretta dell’esecuzione del mandato societario, ma derivano da un evento esterno, cioè l’accusa penale per fatti che esulano dai compiti tipici dell’incarico. Di conseguenza, l’amministratore ha perso la causa e non ha ottenuto il rimborso.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 1 Num. 10973 Anno 2026
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Pubblicato il 7 maggio 2026 in Diritto Societario, Giurisprudenza Civile

Spese legali dell’amministratore: quando la società non è tenuta a pagare

Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha chiarito i confini del diritto al rimborso spese legali amministratore, specialmente quando queste derivano da procedimenti penali. La decisione stabilisce che la società non è obbligata a rimborsare le spese di difesa del proprio amministratore, neanche se questo viene assolto, quando i fatti contestati esulano dal corretto adempimento del suo incarico. Questo principio protegge il patrimonio sociale da costi non direttamente legati alla gestione aziendale.

I fatti del caso

La vicenda ha origine dalla richiesta di un ex rappresentante legale di una società cooperativa, successivamente fallita. L’uomo aveva chiesto di essere inserito nell’elenco dei creditori del fallimento per una somma di oltre 53.000 euro. Tale importo corrispondeva alle spese legali che aveva dovuto sostenere per difendersi in due distinti procedimenti penali. In entrambi i casi, le accuse erano collegate al suo ruolo all’interno dell’azienda. La sua richiesta, però, era stata respinta sia dal Giudice Delegato del fallimento sia dal Tribunale.

La richiesta di rimborso e il rapporto di mandato

L’ex amministratore sosteneva di avere diritto al rimborso in virtù del rapporto di mandato che lo legava alla società. Secondo l’articolo 1720 del Codice Civile, il mandante (in questo caso, la società) deve rimborsare al mandatario (l’amministratore) le spese sostenute per l’esecuzione dell’incarico. A suo avviso, le spese per la difesa penale rientravano in questa categoria, essendo sorte a causa di attività svolte nel suo ruolo di rappresentante legale. Egli riteneva che, avendo agito per conto della società, dovesse essere tenuto indenne dai costi derivanti da contestazioni giudiziarie.

Le motivazioni della sentenza: nessun rimborso spese legali amministratore per reati

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell’amministratore, confermando le decisioni precedenti. I giudici hanno spiegato in modo chiaro perché il rimborso spese legali amministratore non era dovuto. Il punto centrale della decisione è l’assenza di un nesso di causalità diretto tra l’esecuzione del mandato e le spese di difesa. Le spese legali, infatti, non sono nate come conseguenza diretta del corretto svolgimento delle sue mansioni, ma da un evento intermedio e autonomo: l’avvio di un’azione penale da parte di terzi. Le accuse, che includevano malversazione e lottizzazione abusiva, riguardavano comportamenti che fuoriescono dal contenuto tipico dell’incarico di un amministratore. Anche se l’amministratore viene prosciolto, la necessità di difendersi non deriva dall’incarico in sé, ma dall’accusa (poi rivelatasi infondata) di aver commesso un reato.

Le conclusioni: chi paga le spese e perché

La Corte ha stabilito un principio di diritto fondamentale: l’amministratore di una società può ottenere il rimborso delle spese solo se queste sono strettamente dipendenti dall’adempimento dei suoi obblighi. Le spese per difendersi in un processo penale non rientrano in questa categoria. Rappresentano, invece, la conseguenza di un’accusa per fatti che, per loro natura, non possono essere considerati parte della normale esecuzione di un mandato. In conclusione, l’ex amministratore ha perso la causa. Non solo non ha ottenuto il rimborso richiesto, ma è stato anche condannato a pagare le spese legali sostenute dalla società fallita per difendersi nel giudizio di Cassazione. La sentenza rafforza la tutela del patrimonio aziendale, evitando che venga gravato da costi legati a vicende personali dei suoi gestori, anche se connesse al loro ruolo.

Un amministratore ha sempre diritto al rimborso delle spese legali da parte della società?
No. Il rimborso è dovuto solo per le spese sostenute come conseguenza diretta e necessaria dell’esecuzione del suo incarico, non per difendersi da accuse penali.

Se l’amministratore viene assolto nel processo penale, può chiedere il rimborso?
No, secondo questa sentenza l’esito del processo penale è irrilevante. Il costo della difesa non è considerato una spesa legata all’esecuzione del mandato, ma una conseguenza dell’accusa stessa.

Perché le spese di difesa penale non sono considerate un costo legato all’incarico?
Perché i reati contestati, come la malversazione, sono per definizione attività che esulano dai compiti e doveri di un amministratore. La spesa legale nasce dall’accusa di aver agito al di fuori del mandato, non per averlo eseguito.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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