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Responsabilità fauna selvatica: il ruolo dell’ente

La Corte d’Appello di Milano ha confermato la responsabilità della Provincia per un sinistro mortale. La responsabilità fauna selvatica è stata attribuita all’ente proprietario della strada per non aver installato guardrail e segnaletica in un tratto noto per il passaggio di cinghiali, nonostante un concorso di colpa della vittima del 70% per il mancato uso della cintura di sicurezza.

Riferimento:
SENTENZA CORTE DI APPELLO DI MILANO N. 1283 2026 - N. R.G. 00003394 2025 DEPOSITO MINUTA 26 04 2026 PUBBLICAZIONE 27 04 2026
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Pubblicato il 6 maggio 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile

Responsabilità fauna selvatica: la sentenza della Corte d’Appello

In materia di sicurezza stradale, la responsabilità fauna selvatica rappresenta un tema complesso che vede spesso contrapposti gli enti pubblici e gli utenti della strada. Recentemente, la Corte d’Appello di Milano si è pronunciata su un tragico caso di incidente mortale causato dall’attraversamento improvviso di un cinghiale, delineando con precisione i doveri di custodia e manutenzione delle strade provinciali.

I fatti: un incidente mortale causato da un cinghiale

La vicenda trae origine da un sinistro fatale verificatosi lungo una strada provinciale. Una conducente, nel tentativo di evitare un grosso cinghiale che aveva invaso la carreggiata in un tratto rettilineo, perdeva il controllo dell’auto finendo in un fossato laterale. La vittima non indossava la cintura di sicurezza e il tratto stradale era privo di barriere di protezione (guardrail) e di segnaletica che avvertisse del pericolo di attraversamento animali.

Gli eredi citavano in giudizio la Regione e la Provincia, chiedendo il risarcimento dei danni. In primo grado, il Tribunale escludeva la responsabilità della Regione ma condannava la Provincia al risarcimento del 30% del danno, attribuendo il restante 70% alla condotta della vittima.

La decisione della Corte d’Appello sulla responsabilità fauna selvatica

La Corte d’Appello di Milano ha confermato l’impianto della sentenza di primo grado, rigettando l’appello proposto dalla Provincia. Il punto centrale della discussione ha riguardato l’applicabilità dell’articolo 2052 c.c. e la sussistenza di una colpa in capo all’ente gestore della strada.

L’assenza di barriere e segnaletica

Sebbene la Provincia sostenesse che l’installazione dei guardrail non fosse obbligatoria per legge in quel particolare tratto, la Corte ha ribadito un principio fondamentale: l’ente proprietario ha l’obbligo di valutare la pericolosità concreta dei luoghi. Poiché la zona era notoriamente interessata dal passaggio di cinghiali e il tratto presentava un fossato profondo, l’omessa installazione di barriere e di cartelli di pericolo configura una colpa generica omissiva ai sensi dell’art. 2043 c.c.

Il concorso di colpa e il caso fortuito

L’ente ha cercato di invocare il caso fortuito, sostenendo che l’improvviso attraversamento e la manovra della conducente fossero eventi imprevedibili. Tuttavia, i giudici hanno chiarito che la presenza di animali selvatici in zone rurali è un evento prevedibile che l’amministrazione deve segnalare e contrastare con adeguate misure di sicurezza. Il fatto che la conducente non indossasse le cinture è stato correttamente valorizzato come concorso di colpa, riducendo la quota di risarcimento al 30%, ma non eliminando la responsabilità fauna selvatica dell’ente.

Implicazioni pratiche per gli enti e i cittadini

Questa sentenza sottolinea come la gestione della sicurezza stradale non possa limitarsi al rispetto formale delle norme tecniche. La pubblica amministrazione è tenuta a monitorare il territorio e ad adottare misure preventive basate sulla reale situazione di pericolo del manto stradale e delle zone limitrofe.

le motivazioni

La Corte ha motivato la decisione evidenziando che il nesso causale tra la condotta dell’ente e l’evento morte è provato dall’assenza di barriere che, se presenti, avrebbero evitato il ribaltamento nel fossato. Inoltre, è stata accertata la negligenza della Provincia nel non aver installato segnaletica specifica in un’area dove erano già avvenuti incidenti simili, violando il principio del neminem laedere e gli obblighi di custodia di cui all’art. 14 del Codice della Strada.

le conclusioni

In conclusione, l’appello della Provincia è stato rigettato con la conferma della condanna al risarcimento pro quota. La sentenza ribadisce che la responsabilità per i danni causati da animali selvatici è imputabile all’ente gestore della strada quando l’omissione di misure di sicurezza (barriere e cartelli) concorre in modo determinante alla produzione del danno, pur restando ferma la valutazione della condotta del conducente ai fini del concorso di colpa.

Chi risarcisce i danni se un cinghiale invade la strada?
La responsabilità può essere ripartita tra la Regione, per la gestione della fauna, e la Provincia o l’ente gestore della strada, se manca la segnaletica di pericolo o se il tratto stradale è privo di barriere protettive necessarie.

La Provincia è obbligata a mettere i guardrail ovunque?
Non esiste un obbligo per ogni chilometro di strada, ma l’ente deve valutare la pericolosità specifica del tratto. Se sono presenti fossati profondi o pericoli noti, l’assenza di barriere può configurare una responsabilità per colpa generica.

Il risarcimento diminuisce se il conducente non ha la cintura?
Sì, il mancato uso della cintura di sicurezza o una manovra di guida scorretta comportano un concorso di colpa. In questo caso, il risarcimento a carico dell’ente pubblico viene ridotto in base alla gravità della condotta della vittima.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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