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Responsabilità amministratore condominio: paga per contratto firmato

La Corte di Cassazione ha confermato la piena responsabilità dell’amministratore di condominio che aveva firmato un contratto di appalto per lavori edili con clausole diverse e più onerose rispetto a quelle deliberate dall’assemblea. Tali modifiche arbitrarie, tra cui una penale a carico del condominio per ritardi nei pagamenti, hanno causato un grave danno economico. I giudici hanno stabilito che l’amministratore deve risarcire personalmente il condominio per aver agito oltre i limiti del suo mandato. È stato inoltre chiarito che la sua polizza assicurativa non poteva coprire il danno, poiché l’amministratore era consapevole di stipulare un accordo svantaggioso.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 2 Num. 7447 Anno 2023
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Pubblicato il 29 aprile 2026 in Giurisprudenza Civile

Amministratore modifica il contratto: di chi è la colpa?

La gestione di un condominio richiede fiducia e precisione, soprattutto quando si tratta di contratti importanti come quelli per i lavori di ristrutturazione. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha ribadito un principio fondamentale: la responsabilità dell’amministratore di condominio è personale e diretta quando agisce al di fuori delle decisioni dell’assemblea, causando un danno economico. Questo caso serve da monito per amministratori e condòmini, chiarendo i confini del mandato e le conseguenze di un suo superamento.

I fatti: un contratto d’appalto modificato arbitrariamente

La vicenda ha origine da un contratto per il rifacimento delle facciate di un edificio. L’assemblea condominiale aveva approvato un preciso schema contrattuale, definendo termini e condizioni con l’impresa appaltatrice. L’amministratore, tuttavia, ha sottoscritto una versione differente del contratto. Questo nuovo accordo conteneva clausole molto svantaggiose per il condominio, non previste nella delibera assembleare. Tra queste, spiccava una pesante penale giornaliera a carico del condominio in caso di ritardo nel pagamento delle rate e la facoltà per l’impresa di sospendere i lavori. Prevedibilmente, a seguito di un ritardo, l’impresa ha interrotto i lavori e ha ottenuto un decreto ingiuntivo contro il condominio per una somma ingente. Il condominio, per chiudere la vertenza, ha dovuto pagare all’impresa circa 120.000 euro.

La richiesta di risarcimento e la responsabilità dell’amministratore condominio

Ritenendo l’amministratore l’unico responsabile del danno subito, il condominio lo ha citato in giudizio per ottenere il risarcimento. La difesa dell’ex amministratore si è basata su vari punti, sostenendo che il condominio stesso avesse delle colpe e che la responsabilità dovesse essere ripartita tra i singoli condòmini. Ha inoltre tentato di chiamare in causa la propria assicurazione professionale per essere tenuto indenne (in gergo tecnico, ‘in manleva’) da ogni richiesta economica. Tuttavia, la sua linea difensiva non ha retto nei vari gradi di giudizio.

Le motivazioni: l’eccesso di mandato è la chiave della condanna

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell’amministratore, confermando la sua condanna. Il punto centrale della decisione è l’eccesso di mandato. L’amministratore è un mandatario del condominio e deve attenersi scrupolosamente alle delibere dell’assemblea, che rappresentano le istruzioni del mandante. Firmando un contratto con clausole peggiorative e non autorizzate, ha violato i suoi obblighi. I giudici hanno sottolineato che il danno economico subito dal condominio (la somma pagata all’impresa) è una conseguenza diretta di questa condotta infedele. Non è stato dato peso alle argomentazioni sulla presunta colpa del condominio, perché la causa scatenante del danno è stata l’iniziativa arbitraria dell’amministratore. Di particolare interesse è anche la decisione sulla polizza assicurativa. La Corte ha confermato che la copertura non era operante perché l’amministratore era consapevole di firmare un contratto difforme e svantaggioso, una circostanza che fa venir meno la garanzia assicurativa.

Le conclusioni: la piena responsabilità dell’amministratore di condominio

L’esito della vicenda è chiaro: l’amministratore è stato condannato a risarcire di tasca propria l’intero danno economico causato al condominio. Questa sentenza rafforza il principio secondo cui la responsabilità dell’amministratore di condominio non è una formalità. Chi accetta questo incarico deve agire con la massima diligenza e nel rispetto assoluto delle decisioni assembleari. Qualsiasi deviazione non autorizzata che provochi un danno espone l’amministratore a conseguenze economiche dirette, senza la possibilità di ‘scaricare’ la colpa sui condòmini o di rifugiarsi dietro una polizza assicurativa che non copre atti compiuti con consapevolezza del torto.

Un amministratore di condominio può modificare le decisioni prese dall’assemblea?
No, l’amministratore deve eseguire le delibere dell’assemblea senza modificarle. Agire diversamente significa superare i limiti del proprio mandato e esporsi a responsabilità personale per eventuali danni.

Se l’amministratore sbaglia e causa un danno, chi paga?
L’amministratore è personalmente responsabile e deve risarcire il danno causato al condominio con il proprio patrimonio, come stabilito in questa sentenza.

La polizza assicurativa professionale copre sempre gli errori dell’amministratore?
Non sempre. Come dimostra questo caso, se l’amministratore agisce con la consapevolezza di causare un danno o di violare i suoi doveri, l’assicurazione può legittimamente rifiutare la copertura.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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