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Prelazione agraria: nudo proprietario batte acquirente

Un acquirente compra dei terreni agricoli, ma il nudo proprietario del fondo confinante agisce in giudizio per esercitare il riscatto, lamentando il mancato rispetto della prelazione agraria. L’acquirente sostiene che il nudo proprietario non abbia tale diritto perché privo del godimento immediato del bene. La Corte di Cassazione respinge il ricorso dell’acquirente. I giudici chiariscono che la prelazione agraria spetta anche al nudo proprietario del terreno confinante, a patto che coltivi direttamente il fondo da almeno due anni con il consenso dell’usufruttuario. Inoltre, viene confermata la preferenza per il giovane imprenditore agricolo individuale. Vince il nudo proprietario confinante.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 2 Num. 17628 Anno 2023
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Pubblicato il 9 giugno 2026 in Diritto Immobiliare, Giurisprudenza Civile

Il caso del nudo proprietario confinante e la prelazione agraria

La vendita di un terreno agricolo può riservare molte sorprese, soprattutto se i vicini rivendicano diritti di acquisto prioritari. Nel caso in esame, un acquirente ha comprato alcuni terreni agricoli senza considerare il vicino confinante. Quest’ultimo, pur essendo solo nudo proprietario del terreno adiacente, ha richiesto il riscatto del fondo. Egli ha lamentato il mancato rispetto del suo diritto di prelazione agraria. L’acquirente si è opposto con forza. Secondo la sua tesi, chi possiede solo la nuda proprietà non ha il godimento effettivo del terreno e non può quindi bloccare la vendita. La questione è giunta fino alla Corte di Cassazione per stabilire i confini precisi di questo diritto.

Chi ha diritto di precedenza nell’acquisto dei terreni confinanti

La legge italiana tutela la continuità e lo sviluppo delle imprese agricole. Per questo motivo, concede ai coltivatori diretti confinanti una corsia preferenziale per l’acquisto dei terreni messi in vendita. Questa corsia preferenziale si chiama prelazione agraria. Di solito, questo diritto spetta a chi coltiva direttamente il fondo vicino. L’acquirente sosteneva che il nudo proprietario non potesse esercitare questo diritto. La nuda proprietà infatti separa la titolarità del bene dal suo utilizzo pratico, che spetta invece all’usufruttuario (colui che ha il diritto di usare il bene). Tuttavia, la realtà dei fatti può essere diversa se il nudo proprietario coltiva materialmente la terra.

Le condizioni per l’esercizio del riscatto da parte del vicino

La giurisprudenza ha affrontato spesso il tema dei requisiti necessari per riscattare un terreno già venduto a terzi. Il nudo proprietario può esercitare la prelazione agraria solo se dimostra di essere un coltivatore diretto. Egli deve coltivare direttamente e legittimamente il fondo confinante da almeno due anni. Questo presupposto richiede un titolo idoneo, come un accordo con l’usufruttuario che consente la coltivazione. Senza questo accordo e senza l’attività pratica di coltivazione, il nudo proprietario non può vantare alcuna preferenza. La legge non vuole premiare la semplice titolarità formale del bene, ma intende favorire chi lavora concretamente la terra per renderla produttiva.

Le motivazioni: perché la prelazione agraria spetta al nudo proprietario

I giudici della Corte di Cassazione hanno respinto il ricorso dell’acquirente con motivazioni molto chiare. La Corte ha spiegato che non esiste un vero contrasto nella giurisprudenza precedente. Il nudo proprietario conserva la titolarità del diritto di proprietà, anche se temporaneamente compressa dall’usufrutto. Se l’usufruttuario concede al nudo proprietario il consenso per coltivare il terreno, quest’ultimo acquisisce la qualifica di coltivatore diretto del fondo. Di conseguenza, egli possiede tutti i requisiti legali per esercitare la prelazione agraria. Inoltre, la Corte ha confermato che un giovane imprenditore agricolo individuale sotto i quaranta anni ha la priorità assoluta in caso di più confinanti. Egli rappresenta infatti una figura chiave per il ricambio generazionale in agricoltura.

Le conclusioni: la tutela della prelazione agraria nei passaggi di proprietà

Questa importante decisione stabilisce un principio fondamentale per il mercato immobiliare agricolo. Chi acquista un terreno deve verificare con estrema attenzione la situazione dei fondi confinanti. La presenza di un nudo proprietario non esclude automaticamente il rischio di un riscatto successivo. Se il nudo proprietario coltiva attivamente il terreno confinante con il consenso dell’usufruttuario, egli ha il pieno diritto di essere preferito nell’acquisto. L’acquirente soccombente deve quindi cedere il terreno e pagare le spese del giudizio di legittimità. Questa sentenza rafforza la tutela del lavoro agricolo effettivo rispetto alla mera titolarità formale dei beni.

Il nudo proprietario di un terreno confinante ha sempre il diritto di prelazione?
No, il nudo proprietario ha il diritto di prelazione solo se coltiva direttamente e legittimamente il fondo da almeno due anni, ad esempio grazie al consenso dell’usufruttuario.

Cosa succede se l’acquirente compra un terreno senza rispettare la prelazione agraria?
Il confinante che ha diritto alla prelazione può esercitare il riscatto agrario, acquistando direttamente il terreno dal terzo acquirente al prezzo stabilito nel contratto.

Chi ha la precedenza se ci sono più confinanti interessati all’acquisto?
La legge stabilisce criteri di preferenza precisi, premiando in primo luogo i giovani coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli di età compresa tra i 18 e i 40 anni.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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