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Perdita di chance: rinuncia al ricorso costa 10 milioni

Una società di costruzioni e due partner immobiliari firmano un accordo per partecipare a una gara pubblica, impegnandosi a collaborare. Dopo l’esclusione provvisoria, avviano un ricorso al TAR. Tuttavia, la società di costruzioni rinuncia unilateralmente alla causa, provocando l’estinzione del giudizio e impedendo la partecipazione del gruppo. I partner avviano un arbitrato accusando la società di inadempimento e violazione della buona fede. Il collegio arbitrale condanna il costruttore a risarcire dieci milioni di euro per la perdita di chance di vittoria. La Corte d’Appello conferma la decisione. La Corte di Cassazione rigetta definitivamente il ricorso della società di costruzioni: i giudici di legittimità non possono rivalutare il merito della decisione arbitrale se motivata correttamente. Il costruttore perde la causa e deve pagare le spese legali.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 1 Num. 2067 Anno 2022
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Pubblicato il 10 luglio 2026 in Giurisprudenza Civile

Il caso: la rinuncia al ricorso e la perdita di chance

La firma di un accordo tra imprese per partecipare a una gara d’appalto comporta obblighi precisi di collaborazione e lealtà. Se uno dei partner decide di tirarsi indietro all’improvviso, rischia di pagare danni milionari. Questo è quanto stabilito dalla Corte di Cassazione in una recente ordinanza. La vicenda nasce dall’accordo tra una Società di Costruzioni e due Partner Commerciali per partecipare a una gara internazionale per la riqualificazione di un’area urbana. Le parti concordano di presentare un’offerta congiunta e di costituire, in caso di vittoria, un’associazione temporanea di imprese.

La gara viene inizialmente assegnata a un altro gruppo di imprese. I tre partner decidono quindi di impugnare l’aggiudicazione davanti al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) per far valere le proprie ragioni. Durante il processo, però, la Società di Costruzioni decide unilateralmente di rinunciare al ricorso. Questa mossa improvvisa provoca l’improcedibilità dell’intera causa davanti al Consiglio di Stato. La legge prevede infatti che la composizione del gruppo di imprese partecipante non possa essere modificata. Di conseguenza, la rinuncia di un solo membro cancella per tutti la possibilità di ottenere l’appalto. I Partner Commerciali decidono quindi di avviare una procedura arbitrale per ottenere il risarcimento dei danni dovuti alla perdita di chance di vittoria.

L’accordo di collaborazione e il dovere di buona fede

I Partner Commerciali accusano la Società di Costruzioni di aver violato gli impegni assunti con la scrittura privata e il dovere generale di buona fede nell’esecuzione del contratto. Secondo i partner, il costruttore aveva l’obbligo di cooperare attivamente per tutta la durata del rapporto per garantire al gruppo la concreta possibilità di ottenere la concessione pubblica.

Il collegio arbitrale accoglie la domanda dei partner. Gli arbitri accertano il grave inadempimento della Società di Costruzioni e la condannano a risarcire dieci milioni di euro. Questa somma rappresenta il valore economico della concreta possibilità di vincere l’appalto, andata perduta a causa del comportamento scorretto del costruttore. La Società di Costruzioni impugna la decisione davanti alla Corte d’Appello, sostenendo che la mancata aggiudicazione della gara avesse risolto automaticamente il contratto e reso inefficace la clausola per l’arbitrato. La Corte d’Appello rigetta l’impugnazione, confermando la validità del risarcimento.

Le motivazioni della decisione sulla perdita di chance

La Società di Costruzioni decide di ricorrere alla Corte di Cassazione, sollevando diversi motivi di contestazione. Il costruttore sostiene che non vi fosse alcuna prova del danno reale e del legame di causa-effetto tra la sua rinuncia e la perdita dell’appalto. Secondo la sua tesi, i partner avrebbero dovuto dimostrare con assoluta certezza che, senza la rinuncia al ricorso, avrebbero vinto la causa davanti al giudice amministrativo.

I giudici della Suprema Corte respingono fermamente questa ricostruzione. Nelle motivazioni della sentenza, la Cassazione chiarisce che il risarcimento per la perdita di chance non richiede la certezza matematica della vittoria. Al contrario, è sufficiente dimostrare che esisteva una probabilità seria e concreta di ottenere il risultato utile. Gli arbitri hanno valutato gli elementi di prova e hanno quantificato il danno in via equitativa (cioè secondo giustizia e buon senso), basandosi sulla reale consistenza delle probabilità di successo del ricorso originario. La Cassazione ricorda che il giudizio di legittimità non può trasformarsi in un terzo grado di giudizio in cui si rivalutano i fatti. Se la decisione degli arbitri e della Corte d’Appello è logicamente motivata e rispetta le regole di diritto, la Cassazione non può sostituire la propria valutazione a quella dei giudici di merito.

Le conclusioni sul risarcimento milionario

La Corte di Cassazione rigetta definitivamente il ricorso della Società di Costruzioni. Le conclusioni dei giudici confermano la condanna al pagamento di dieci milioni di euro in favore dei Partner Commerciali, oltre al pagamento delle spese legali del giudizio di legittimità.

Questa pronuncia lancia un messaggio chiaro al mondo imprenditoriale. Gli accordi preparatori per la partecipazione alle gare pubbliche sono contratti vincolanti a tutti gli effetti. Chi decide di sfilarsi unilateralmente da un contenzioso comune, danneggiando i propri alleati, risponde dei danni causati. La perdita di chance è un danno concreto e risarcibile ogni volta che un comportamento scorretto distrugge la ragionevole probabilità di successo di un progetto economico comune.

Cosa si intende per perdita di chance in un appalto pubblico?
Si tratta della perdita concreta della possibilità di vincere una gara d’appalto o un ricorso, causata dal comportamento scorretto o dall’inadempimento di un partner commerciale.

La rinuncia unilaterale a un ricorso da parte di un membro di un’ATI è considerata inadempimento?
Sì, se l’accordo tra le imprese prevedeva l’obbligo di collaborare in buona fede per ottenere l’affidamento dei lavori, la rinuncia che danneggia il gruppo costituisce un grave inadempimento.

Come viene calcolato il risarcimento per la perdita di chance?
Il risarcimento viene calcolato dal giudice o dagli arbitri in via equitativa, valutando la serietà e la reale probabilità di successo che il gruppo avrebbe avuto senza l’inadempimento del partner.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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