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Nomina amministratore condominio: senza compenso scritto è nulla

Una società condomina ha impugnato la delibera di nomina di un amministratore di condominio, lamentando la mancata specificazione del compenso professionale al momento del conferimento dell’incarico. La Corte d’Appello aveva ritenuto valida la nomina, ritenendo sufficiente l’esistenza di un preventivo precedente e di un successivo bilancio. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso, stabilendo che la nomina amministratore condominio è nulla se l’importo del compenso non è indicato analiticamente per iscritto nella delibera stessa o in un preventivo espressamente richiamato come parte integrante del verbale. La nullità è testuale e non può essere sanata da una successiva approvazione del rendiconto. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 6 Num. 12927 Anno 2022
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Pubblicato il 23 luglio 2026 in Giurisprudenza Civile

La validità della nomina amministratore condominio e il nodo del compenso

La nomina amministratore condominio rappresenta un momento fondamentale per la gestione di un edificio. Spesso sorgono controversie sulla regolarità di questa decisione assembleare. Una recente pronuncia della Corte di Cassazione fa chiarezza su un requisito essenziale per la validità dell’incarico. Si tratta della specificazione analitica del compenso professionale. La legge prevede infatti una sanzione severa per la mancanza di questo elemento. La nomina è nulla se l’amministratore non indica chiaramente quanto richiederà per la sua attività. Questa regola tutela la trasparenza e previene contestazioni future tra i condomini e il professionista incaricato.

Il caso concreto: la contestazione della società condomina

Una società proprietaria di alcune unità immobiliari all’interno di un complesso condominiale ha impugnato la delibera dell’assemblea. I condomini avevano nominato un nuovo amministratore senza specificare il suo compenso nel verbale di assemblea. La società condomina ha quindi chiesto la dichiarazione di nullità della delibera. I giudici di merito in primo e secondo grado hanno rigettato la domanda della società. Secondo la Corte d’Appello la nomina era valida. I giudici territoriali ritenevano sufficiente la presenza di un preventivo cartaceo inviato in precedenza ai condomini e la successiva redazione di un bilancio preventivo contenente l’indicazione del compenso. La società condomina ha quindi proposto ricorso davanti alla Corte di Cassazione per far valere le proprie ragioni.

La forma scritta e la trasparenza nei rapporti condominiali

Il rapporto tra il condominio e il suo amministratore si configura come un contratto di mandato. Questo accordo richiede la forma scritta per la sua costituzione. I condomini devono conoscere preventivamente e con precisione i costi della gestione. La riforma del condominio ha introdotto regole molto rigide per garantire questa trasparenza. L’amministratore deve presentare una proposta chiara e l’assemblea deve accettarla formalmente. Questo scambio deve risultare da documenti scritti e approvati. La semplice esistenza di un preventivo generico non basta a soddisfare il requisito di legge se questo documento non viene richiamato espressamente nella delibera di nomina.

Le motivazioni della Cassazione sulla nomina amministratore condominio

I giudici della Suprema Corte hanno accolto il ricorso della società condomina. La Corte ha chiarito che l’articolo 1129 del codice civile impone un obbligo preciso. L’amministratore deve specificare analiticamente l’importo dovuto a titolo di compenso all’atto dell’accettazione della nomina amministratore condominio. La mancanza di questa indicazione determina la nullità testuale della nomina stessa. Questa nullità è stabilita direttamente dalla legge e non può essere sanata in un secondo momento. I giudici hanno sottolineato che il compenso deve emergere chiaramente dal verbale assembleare o da un preventivo allegato che sia parte integrante della delibera. La successiva approvazione del rendiconto consuntivo non può sanare la mancanza iniziale del preventivo dettagliato.

Le conclusioni sul compenso dell’amministratore

La decisione della Cassazione stabilisce un principio fondamentale per la gestione condominiale. La nomina dell’amministratore senza la preventiva e analitica indicazione del compenso è radicalmente nulla. I condomini hanno il diritto di conoscere subito la spesa complessiva per l’amministrazione. La Corte ha quindi cassato la sentenza d’appello e ha rinviato la causa per un nuovo esame. Il nuovo giudizio dovrà applicare questo principio di diritto. Questa pronuncia impone massima attenzione nella redazione dei verbali assembleari. Gli amministratori devono sempre allegare il proprio preventivo dettagliato alla delibera per evitare la perdita del proprio incarico professionale.

Cosa succede se l’amministratore non indica il compenso nella delibera di nomina?
La nomina dell’amministratore è considerata nulla per legge e l’incarico non ha alcun valore giuridico.

Il compenso dell’amministratore può essere indicato in un momento successivo?
No, l’importo deve essere specificato analiticamente al momento dell’accettazione della nomina o del suo rinnovo.

È sufficiente un preventivo inviato prima dell’assemblea per rendere valida la nomina?
Il preventivo è valido solo se viene espressamente richiamato nella delibera assembleare come parte integrante del verbale.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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