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Multe corsia preferenziale: Cassazione conferma validità dei verbali

Un automobilista ha contestato una serie di multe corsia preferenziale, sostenendo l’inadeguatezza della segnaletica stradale e l’illegittimità del sistema di rilevamento automatico. I giudici di merito hanno respinto il suo ricorso, ritenendo la segnaletica adeguata e la riattivazione della corsia sufficientemente pubblicizzata. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. La Corte ha ribadito che spetta al conducente dimostrare l’inadeguatezza della segnaletica e ha validato l’uso di dispositivi automatici per le multe corsia preferenziale.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 6 Num. 24109 Anno 2022
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Pubblicato il 4 settembre 2026 in Giurisprudenza Civile

Multe corsia preferenziale: quando la segnaletica è sufficiente?

Le multe per l’accesso non autorizzato alle corsie preferenziali rappresentano una delle contestazioni più comuni per gli automobilisti nelle grandi città. Spesso, i conducenti lamentano una segnaletica poco chiara o insufficiente. La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha chiarito importanti aspetti riguardo la validità delle multe corsia preferenziale, specialmente quando la corsia è stata riattivata dopo un periodo di disuso. Questa decisione offre spunti cruciali per comprendere i propri diritti e doveri sulla strada.

Il caso: multe corsia preferenziale e la contestazione della segnaletica

Un automobilista ha ricevuto diverse multe per aver percorso una corsia preferenziale a Roma. Ha contestato queste sanzioni, sostenendo che la segnaletica stradale, sia quella dipinta sull’asfalto (orizzontale) sia i cartelli (verticale), fosse inadeguata. Secondo il conducente, la segnaletica non avvisava correttamente della presenza della corsia preferenziale, soprattutto perché era stata riattivata dopo un periodo di disattivazione. Ha anche messo in dubbio la validità del dispositivo automatico usato per rilevare le infrazioni.

I giudici di primo e secondo grado hanno respinto le sue richieste. Hanno ritenuto che la segnaletica fosse chiara e che l’Amministrazione Comunale avesse pubblicizzato adeguatamente la riattivazione della corsia. Inoltre, hanno stabilito che l’automobilista non aveva dimostrato che l’inadeguatezza della segnaletica avesse influenzato la sua condotta di guida. La questione è giunta fino alla Corte di Cassazione.

L’onere della prova nelle multe corsia preferenziale

Un punto fondamentale della decisione riguarda l’onere della prova, cioè chi deve dimostrare cosa in tribunale. La Cassazione ha ribadito un principio importante: se un automobilista contesta l’esistenza della segnaletica di divieto, spetta all’Amministrazione dimostrarne la presenza. Tuttavia, se il conducente lamenta solo che la segnaletica non è adeguata o sufficientemente visibile, allora è lui a dover fornire la prova di questa inadeguatezza.

Nel caso specifico, il conducente non ha dimostrato in modo concreto come la segnaletica fosse insufficiente o come questa presunta carenza avesse influito sul suo percorso. Non è bastato affermare genericamente che la segnaletica era scarsa. Era necessario fornire elementi specifici per convincere il giudice.

La validità dei dispositivi di rilevamento per le multe corsia preferenziale

Un altro aspetto contestato riguardava l’uso dei dispositivi automatici, come il ‘Sirio Ves’, per rilevare le infrazioni nelle corsie preferenziali. Il conducente sosteneva che questi apparecchi fossero validi solo per le Zone a Traffico Limitato (ZTL) e non per le corsie riservate.

La Cassazione ha chiarito che i dispositivi di video-ripresa già autorizzati per il controllo delle ZTL possono essere usati anche per rilevare gli illeciti nelle corsie preferenziali. Non serve una nuova autorizzazione specifica. Questi apparecchi si limitano a fotografare i veicoli che attraversano il varco, e le targhe vengono poi verificate dagli agenti. Non è richiesta una verifica periodica dell’apparato se non rileva tempo o spazio, ma solo la presenza del veicolo.

Le motivazioni: la chiarezza della segnaletica e la pubblicità della riattivazione

La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici precedenti. Ha ritenuto che la segnaletica esistente sulla via di Portonaccio a Roma fosse adeguata. L’Amministrazione Comunale aveva installato cartelli di preavviso a 180 metri dalla corsia e aveva ripristinato sia la segnaletica orizzontale che quella verticale. Inoltre, la riattivazione della corsia preferenziale era stata ampiamente pubblicizzata. Il Comune aveva usato il proprio sito internet, comunicati stampa e presidi sul posto per informare i cittadini.

La Corte ha sottolineato che il giudice di merito aveva esaminato attentamente tutti i documenti e le prove. Non era tenuto a discutere ogni singolo dettaglio o a confutare tutte le argomentazioni difensive, ma solo a indicare le ragioni del proprio convincimento. Le contestazioni del ricorrente, che lamentava l’omesso esame di alcune prove o la mancanza di motivazione, sono state considerate inammissibili perché miravano a un nuovo esame dei fatti, cosa non consentita in Cassazione.

Le conclusioni: la conferma delle multe corsia preferenziale

In conclusione, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Questo significa che la decisione dei giudici precedenti è stata confermata. L’automobilista dovrà pagare le multe per aver percorso la corsia preferenziale. La sentenza ribadisce che la segnaletica stradale, se adeguatamente installata e pubblicizzata, è sufficiente a informare i conducenti. Spetta al cittadino dimostrare l’eventuale inadeguatezza della segnaletica, non all’Amministrazione. Inoltre, i sistemi di rilevamento automatico sono validi anche per le corsie preferenziali.

Chi deve dimostrare l’inadeguatezza della segnaletica stradale in caso di multa?
Se un automobilista contesta l’inadeguatezza della segnaletica, è lui a dover dimostrare tale carenza in modo specifico. L’Amministrazione deve invece provare l’esistenza della segnaletica di divieto.

I dispositivi automatici come il ‘Sirio Ves’ possono rilevare infrazioni nelle corsie preferenziali?
Sì, la Corte di Cassazione ha chiarito che i dispositivi di video-ripresa autorizzati per le Zone a Traffico Limitato (ZTL) possono essere utilizzati anche per rilevare gli illeciti nelle corsie preferenziali, senza necessità di ulteriori autorizzazioni specifiche.

Cosa succede se una corsia preferenziale è stata riattivata dopo un periodo di disattivazione?
L’Amministrazione ha il dovere di pubblicizzare adeguatamente la riattivazione della corsia, tramite segnaletica chiara e altri mezzi di comunicazione. Se questo avviene, la segnaletica è considerata sufficiente a informare i conducenti.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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