\n
LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Maternità surrogata: stop alla trascrizione integrale

La Corte d’Appello di Venezia ha respinto il reclamo di una coppia che chiedeva la trascrizione integrale dell’atto di nascita ucraino di un minore nato tramite maternità surrogata. I giudici hanno confermato che l’indicazione del genitore non biologico come madre viola l’ordine pubblico internazionale, ribadendo che la tutela del minore è garantita attraverso l’adozione in casi particolari.

Riferimento:
DECRETO CORTE DI APPELLO DI VENEZIA - N. R.G. 00000547 2025 DEPOSITO MINUTA 17 02 2026 PUBBLICAZIONE 17 02 2026
Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 25 febbraio 2026 in Diritto di Famiglia, Giurisprudenza Civile

Il caso della maternità surrogata dinanzi alla Corte d’Appello

Il tema della maternità surrogata torna al centro del dibattito giuridico con un importante provvedimento della Corte d’Appello di Venezia. La questione riguarda la possibilità di trascrivere in Italia un atto di nascita formato all’estero che indichi come genitori sia il padre biologico che la cosiddetta madre intenzionale, ovvero colei che non ha legami genetici con il bambino ma ha condiviso il progetto procreativo.

I fatti e il procedimento di primo grado

Una coppia di cittadini italiani si era recata in Ucraina per ricorrere alla gestazione per altri. A seguito della nascita del bambino nel 2024, l’atto di nascita ucraino indicava entrambi i coniugi come genitori. Al rientro in Italia, l’Ufficiale dello Stato Civile si era rifiutato di trascrivere l’atto integralmente, ritenendo la pratica contraria all’ordine pubblico. Il Tribunale di Vicenza, in prima istanza, aveva ordinato la trascrizione solo per quanto riguarda il padre biologico, negando però lo status di madre alla donna non biologica. I genitori hanno quindi proposto reclamo chiedendo il riconoscimento pieno del rapporto di filiazione o, in alternativa, di sollevare una questione di legittimità costituzionale.

La decisione della Corte d’Appello sulla maternità surrogata

La Corte d’Appello di Venezia ha confermato la decisione di primo grado, rigettando il reclamo della coppia. I giudici hanno chiarito che, nel nostro ordinamento, il divieto di ricorrere alla maternità surrogata è un principio di ordine pubblico che mira a tutelare la dignità della donna e a evitare la mercificazione del corpo femminile. La trascrizione automatica di un atto straniero che aggiri tale divieto non può essere ammessa, poiché creerebbe un legame di filiazione basato sulla mera volontà dei privati, in contrasto con la verità biologica e le norme vigenti.

Le motivazioni

La Corte ha fondato la propria decisione sulla distinzione tra il diritto del minore a vedere riconosciuto il legame con il genitore biologico e la posizione del genitore intenzionale. Mentre per il padre biologico il rapporto di paternità è documentato e certo, per la madre intenzionale non esiste alcun legame genetico o di parto. Secondo i giudici, l’interesse superiore del minore non impone necessariamente la trascrizione dell’atto straniero, poiché l’ordinamento italiano offre già uno strumento idoneo a tutelare tale legame: l’adozione in casi particolari. Tale istituto, specialmente dopo i recenti interventi della Corte Costituzionale, garantisce al minore pieni diritti di parentela e stabilità affettiva, senza violare i principi cardine dello Stato in materia di procreazione.

Le conclusioni

In conclusione, il provvedimento ribadisce che la maternità surrogata non può generare un automatismo nel riconoscimento dello status di genitore per chi non ha legami biologici con il nato. La tutela del minore è assicurata non attraverso la trascrizione di atti contrari all’ordine pubblico, ma tramite percorsi legali specifici come l’adozione, che permettono al giudice di valutare caso per caso il preminente interesse del bambino. La richiesta di sollevare una questione di legittimità costituzionale è stata dichiarata irrilevante, in quanto la norma penale italiana si applica ai nati nel territorio nazionale, mentre per i nati all’estero operano i limiti invalicabili dell’ordine pubblico internazionale.

markdown
È possibile trascrivere integralmente in Italia un atto di nascita estero da maternità surrogata?
No, la trascrizione integrale è negata per quanto riguarda il genitore intenzionale (non biologico), poiché l’indicazione di un genitore privo di legame genetico o di parto è considerata contraria all’ordine pubblico internazionale italiano.

Quale strumento tutela il legame tra il minore e il genitore intenzionale in caso di GPA?
Lo strumento individuato dalla giurisprudenza è l’adozione in casi particolari (ex art. 44 l. 184/1983), che consente di instaurare un legame giuridico pieno e di parentela tra il genitore non biologico e il minore, garantendo la tutela del suo interesse superiore.

Perché la maternità surrogata è considerata contraria all’ordine pubblico?
Perché, secondo la Corte e la giurisprudenza di legittimità, tale pratica offende la dignità della donna e mina nel profondo le relazioni umane, ponendosi in contrasto con i valori fondamentali dell’ordinamento che vietano la mercificazione del corpo e la scissione tra parto e maternità.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati