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Mandato CARD: l’ispezione negata blocca il risarcimento danni

Una società cessionaria del credito risarcitorio per un sinistro stradale ha citato in giudizio il responsabile e la sua assicurazione. Nel processo si è costituita la società mandataria della compagnia della danneggiata, eccependo l’improponibilità della domanda poiché il veicolo non era stato messo a disposizione per l’ispezione. La Cassazione ha rigettato il ricorso della cessionaria, confermando la validità del Mandato CARD. Anche nella procedura di risarcimento ordinaria, la compagnia del danneggiato può agire come mandataria di quella del responsabile. Di conseguenza, il rifiuto di far ispezionare il veicolo rende la richiesta di risarcimento improponibile.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 3 Num. 24799 Anno 2023
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Pubblicato il 18 luglio 2026 in Giurisprudenza Civile

Il caso del sinistro stradale e la cessione del credito

Un automobilista subisce un incidente stradale e decide di cedere il proprio credito risarcitorio a una società specializzata. La società cessionaria avvia una causa contro il responsabile del sinistro e la sua compagnia assicurativa per ottenere il pagamento dei danni. Nel corso del giudizio, si costituisce una società di gestione sinistri che opera in base al Mandato CARD. Questa società rappresenta l’assicurazione del danneggiato ma agisce per conto di quella del responsabile. La società di gestione eccepisce che il danneggiato non ha mai consentito l’ispezione del veicolo, rendendo la domanda improponibile.

Il rifiuto dell’ispezione e la contestazione della società cessionaria

La società cessionaria contesta fermamente la presenza in giudizio della società di gestione. Secondo la tesi difensiva della cessionaria, la procedura di risarcimento scelta è quella ordinaria e non quella del risarcimento directo. Di conseguenza, la società di gestione non avrebbe alcun titolo giuridico per intervenire nel processo o per richiedere la perizia tecnica sul mezzo incidentato. La cessionaria sostiene che le regole del Mandato CARD non possano applicarsi al di fuori della specifica procedura di risarcimento diretto. Per questo motivo, il mancato esame del veicolo da parte di un soggetto ritenuto estraneo al rapporto non dovrebbe bloccare la richiesta di risarcimento presentata in tribunale.

La validità del Mandato CARD nei giudizi risarcitori ordinari

La giurisprudenza di legittimità ha chiarito più volte i confini della rappresentanza e della delega tra le diverse compagnie assicurative. Il Mandato CARD rappresenta uno strumento fondamentale che permette alla compagnia del danneggiato di operare come mandataria di quella del responsabile del sinistro. Questa delega di funzioni gestionali è perfettamente valida anche quando il danneggiato sceglie la via del risarcimento ordinario. La costituzione in giudizio della mandataria non pregiudica in alcun modo il diritto di scelta del danneggiato. Gli effetti della condanna si produrranno comunque nella sfera giuridica della compagnia assicuratrice del responsabile del danno, garantendo la piena tutela del credito.

Le motivazioni della Cassazione sulla validità del Mandato CARD

I giudici della Suprema Corte hanno rigettato le tesi della società cessionaria confermando la piena operatività del Mandato CARD. La Corte ha ribadito che la compagnia assicurativa del danneggiato può legittimamente costituirsi in giudizio in posizione antagonista al proprio assicurato. Questa attività difensiva avviene in forza del mandato di rappresentanza stipulato tra le imprese di assicurazione per ottimizzare la gestione dei contenziosi. La mandataria agisce a tutela di un diritto della mandante e ha il pieno potere di gestire la fase istruttoria del sinistro. Tra questi poteri rientra la richiesta di ispezione del veicolo incidentato per verificare l’effettiva entità dei danni subiti prima di procedere al pagamento. Il rifiuto del danneggiato di collaborare impedisce la corretta valutazione del sinistro e blocca inevitabilmente l’azione legale.

Le conclusioni sul rigetto del ricorso e l’applicazione del Mandato CARD

La decisione della Cassazione stabilisce un principio chiaro e invalicabile per la gestione dei sinistri stradali. Chi richiede un risarcimento deve sempre consentire l’ispezione del proprio veicolo alla compagnia incaricata della gestione, anche se questa opera tramite il Mandato CARD. La mancata collaborazione del danneggiato o del suo cessionario determina l’improponibilità della domanda giudiziale, precludendo ogni decisione sul merito della vicenda. La società cessionaria perde definitivamente la causa e deve pagare le spese di giudizio alla controparte. Questa sentenza conferma che le convenzioni di rappresentanza tra assicuratori sono pienamente efficaci e opponibili anche nei confronti dei terzi che richiedono il risarcimento dei danni derivanti dalla circolazione stradale.

Cosa succede se si rifiuta l’ispezione del veicolo dopo un sinistro?
Il rifiuto di far ispezionare il veicolo danneggiato rende la richiesta di risarcimento improponibile in giudizio, bloccando la possibilità di ottenere i danni.

Cos’è il Mandato CARD e quando si applica?
Si tratta di un accordo di rappresentanza tra assicurazioni che consente alla compagnia del danneggiato di gestire il risarcimento per conto di quella del responsabile, anche nelle procedure ordinarie.

La cessione del credito risarcitorio evita l’obbligo di far ispezionare l’auto?
No, la società che acquista il credito risarcitorio deve comunque garantire che il veicolo sia messo a disposizione dell’assicurazione per le verifiche tecniche.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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