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Indennizzo assicurativo incendio e reticenza

La Corte d’Appello ha riformato una sentenza che negava l’indennizzo assicurativo incendio a causa di presunte omissioni dell’assicurato sullo stato di abbandono dell’immobile. La Corte ha stabilito che spetta all’assicuratore provare che tali informazioni avrebbero impedito la stipula del contratto o modificato le condizioni del rischio.

Riferimento:
SENTENZA CORTE DI APPELLO DI MILANO N. 1291 2026 - N. R.G. 00002952 2025 DEPOSITO MINUTA 28 04 2026 PUBBLICAZIONE 28 04 2026
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Indennizzo assicurativo incendio: la prova della reticenza spetta alla compagnia

Ottenere un indennizzo assicurativo incendio può diventare una sfida legale complessa se la compagnia contesta la validità del contratto a causa di informazioni omesse dall’assicurato. Una recente decisione della Corte d’Appello di Milano ha chiarito i confini degli obblighi informativi e l’onere della prova in capo alle società assicuratrici.

Il caso: l’incendio della portineria e il diniego della compagnia

La vicenda trae origine da un incendio che ha colpito un edificio adibito a portineria, parte di un complesso immobiliare di pregio. L’assicurato, dopo il sinistro, ha richiesto l’attivazione della polizza per i danni subiti. Tuttavia, il Tribunale di primo grado aveva rigettato la richiesta, accogliendo l’eccezione della compagnia assicurativa.

Secondo la tesi difensiva dell’assicuratore, il proprietario avrebbe sottaciuto lo stato di abbandono e di inabitabilità dell’immobile al momento della firma. Questo silenzio avrebbe integrato una violazione dell’Art. 1892 c.c., portando alla perdita del diritto all’indennizzo assicurativo incendio.

La riforma della sentenza in Appello

La Corte d’Appello ha ribaltato la decisione, sottolineando come la polizza coprisse l’intero complesso immobiliare senza specificare l’uso abitativo per ogni singolo fabbricato. I giudici hanno osservato che la descrizione dei beni includeva esplicitamente portinerie separate e parchi boschivi, per i quali l’abitabilità non era un requisito intrinseco o richiesto dal contratto.

Il punto centrale della decisione riguarda l’onere della prova: non basta allegare che l’assicurato è stato reticente; la compagnia deve dimostrare che, se avesse conosciuto lo stato dei luoghi, non avrebbe concluso il contratto o lo avrebbe fatto a condizioni diverse.

Obblighi informativi e indennizzo assicurativo incendio

Nel valutare la validità delle dichiarazioni rese dall’assicurato, la Corte ha applicato il principio della “buona fede superiore” (uberrima bona fides). Tuttavia, ha chiarito che tale principio non può essere usato per punire omissioni che non hanno un impatto concreto sulla valutazione del rischio complessivo da parte dell’assicuratore professionale.

Le motivazioni

Le motivazioni della Corte si fondano sul fatto che l’assicuratore non ha fornito alcuna prova dell’influenza delle circostanze omesse sulla conclusione del contratto. In particolare, è emerso che l’edificio era comunque inserito in un’area recintata e presidiata, smentendo l’accusa di una “perdita di controllo” del bene. Inoltre, è stato ribadito che la colpa grave dell’assicurato non può essere presunta, ma deve emergere da una condotta coscientemente negligente rispetto all’importanza dell’informazione, cosa che nel caso specifico non è stata dimostrata dalla compagnia.

Le conclusioni

Le conclusioni dei magistrati hanno portato alla condanna dell’assicurazione al pagamento dell’indennizzo assicurativo incendio, quantificato sulla base di una consulenza tecnica d’ufficio che ha tenuto conto del reale valore economico del bene al momento del sinistro. L’importo, pari a circa 139.000 euro, è stato incrementato della rivalutazione monetaria e degli interessi legali, essendo qualificato come debito di valore. La compagnia è stata inoltre condannata alla rifusione delle spese legali di entrambi i gradi di giudizio e dei costi della mediazione obbligatoria.

L’assicurazione può rifiutarsi di pagare l’indennizzo per incendio se l’immobile era disabitato?
Solo se dimostra che lo stato di inabitabilità era stato taciuto con dolo o colpa grave e che tale informazione avrebbe impedito la stipula della polizza o ne avrebbe cambiato radicalmente le condizioni.

Chi deve dimostrare che le informazioni omesse dall’assicurato erano rilevanti?
L’onere della prova spetta interamente alla compagnia assicurativa, che deve allegare e provare come l’omissione abbia influenzato la valutazione del rischio e la formazione del consenso contrattuale.

Come viene calcolato l’importo dell’indennizzo in caso di vittoria legale?
L’indennizzo si basa sul danno effettivo stimato da un perito, a cui vanno aggiunti la rivalutazione monetaria dal momento del sinistro e gli interessi legali calcolati sulla somma via via rivalutata.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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