\n
LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Indennità di sopraelevazione: negata se compri casa dopo i lavori

Una proprietaria di un appartamento all’ultimo piano chiedeva il pagamento dell’indennità di sopraelevazione al vicino del piano superiore, sorto sulla precedente terrazza. La Corte di Cassazione ha respinto la sua richiesta. Il principio chiave stabilito è che il diritto a ricevere l’indennità di sopraelevazione spetta solo a chi è proprietario nel momento in cui la nuova struttura viene materialmente costruita (muri esterni e copertura). La donna aveva acquistato il suo appartamento dopo la realizzazione della costruzione. Pertanto, non essendo condomina all’epoca dei fatti, non aveva diritto ad alcun indennizzo. Vince la causa il proprietario del nuovo appartamento.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 2 Num. 14754 Anno 2026
Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 30 maggio 2026 in Diritto Immobiliare, Giurisprudenza Civile

Compri casa e scopri una sopraelevazione? Ecco quando hai diritto all’indennizzo

Il tema dell’indennità di sopraelevazione è una questione molto dibattuta nei condomini. Spesso ci si chiede chi abbia diritto a riceverla e, soprattutto, da quale momento esatto nasca questo diritto. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione fa luce su un aspetto cruciale: il diritto all’indennizzo spetta solo a chi è già condomino quando i lavori di costruzione iniziano, non a chi compra casa a lavori già ultimati. Questo principio protegge chi subisce direttamente la modifica strutturale dell’edificio.

La vicenda: un nuovo piano e una richiesta di indennizzo

I fatti alla base della sentenza sono semplici. Una signora acquista un appartamento al nono piano di un palazzo nel marzo del 1997. Sopra la sua testa, dove un tempo c’era il lastrico solare (la terrazza di copertura), ora sorge un altro appartamento, al decimo piano. Questo nuovo immobile era stato costruito dal precedente proprietario del lastrico solare tra il 1994 e il 1995. Successivamente, il costruttore ha venduto il nuovo appartamento a un’altra persona. La proprietaria del nono piano, ritenendo di aver subito un pregiudizio, decide di fare causa al suo nuovo vicino del decimo piano. Chiede il pagamento della cosiddetta indennità di sopraelevazione, prevista dall’articolo 1127 del Codice Civile.

Il nodo della questione: quando nasce il diritto all’indennità di sopraelevazione?

La domanda centrale del processo era una: quando sorge il diritto a ricevere l’indennità? Nel momento in cui la struttura esterna del nuovo piano viene costruita, oppure in un momento successivo, ad esempio quando i lavori interni vengono completati o quando l’abuso edilizio viene sanato? La risposta a questa domanda è decisiva. Se il diritto nasce con la costruzione fisica, la signora non avrebbe alcun titolo per chiederlo, perché nel 1994-1995 lei non era ancora proprietaria. Se, invece, il diritto sorgesse in un momento successivo, la sua richiesta potrebbe avere fondamento.

La decisione della Corte: conta il momento della costruzione

La Corte di Cassazione ha chiarito la questione in modo definitivo. Il diritto dei condomini a ricevere l’indennità sorge nel momento esatto in cui viene realizzata la nuova fabbrica che aumenta l’altezza dell’edificio. In pratica, quando vengono costruiti i muri perimetrali e la copertura. È in quel preciso istante che si verifica la modifica che giustifica l’indennizzo: si occupa la colonna d’aria sopra il palazzo, che è un bene comune, e si riduce il diritto degli altri condomini sull’area edificabile. Tutto ciò che avviene dopo, come la divisione degli spazi interni, le finiture o la sanatoria edilizia, non sposta questo momento originario.

Le motivazioni: perché il diritto all’indennità di sopraelevazione è legato alla costruzione

I giudici hanno spiegato che l’indennità di sopraelevazione serve a compensare gli altri condomini per la perdita di utilità e sfruttamento delle parti comuni. Questa perdita si concretizza non appena la nuova struttura prende forma, indipendentemente dalla sua legittimità urbanistica o dal suo completamento interno. La legittimazione a richiedere l’indennizzo, quindi, appartiene esclusivamente a coloro che rivestono la qualità di condomini nel momento in cui la sopraelevazione viene fisicamente realizzata. Chi acquista un’unità immobiliare in un secondo momento compra una situazione di fatto e di diritto già consolidata e non può avanzare pretese per eventi passati.

Le conclusioni: chi ha diritto al pagamento

Alla luce di questi principi, la Corte ha rigettato il ricorso della proprietaria. Poiché la costruzione del nuovo piano era avvenuta tra il 1994 e il 1995, e lei aveva acquistato il suo appartamento solo nel marzo 1997, non era condomina al momento del fatto. Di conseguenza, non aveva alcun diritto a ricevere l’indennità di sopraelevazione. La sua richiesta è stata respinta e la signora è stata anche condannata a pagare le spese legali alla controparte. La sentenza ribadisce un principio fondamentale: i diritti e i doveri in ambito condominiale sono strettamente legati al momento in cui si verificano gli eventi che li generano.

Chi ha diritto a ricevere l’indennità di sopraelevazione in un condominio?
Hanno diritto a ricevere l’indennità solo le persone che sono proprietarie di un appartamento nel condominio nel preciso momento in cui la nuova costruzione (muri esterni e tetto) viene realizzata.

Se compro un appartamento oggi, posso chiedere l’indennità per una sopraelevazione fatta 10 anni fa?
No. Secondo la Cassazione, il diritto all’indennità non si trasferisce con l’acquisto dell’immobile. Spetta solo a chi era proprietario all’epoca dei lavori.

Il completamento dei lavori interni o la sanatoria edilizia influiscono sul diritto all’indennità?
No, questi elementi sono irrilevanti. Il diritto sorge unicamente quando la struttura esterna del nuovo piano viene edificata, perché è in quel momento che viene occupata la colonna d’aria comune.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati