\n
LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

ICI nel concordato fallimentare: l’Assuntore paga le tasse arretrate

Un Assuntore del concordato fallimentare ha contestato la richiesta di un Comune per il pagamento dell’ICI (Imposta Comunale sugli Immobili) relativa ad annualità precedenti al trasferimento degli immobili, sostenendo di non essere il soggetto passivo al momento dei fatti. La Corte di Cassazione ha stabilito che l’Assuntore, essendosi obbligato nel concordato fallimentare al pagamento delle spese di procedura, è responsabile anche per l’ICI maturata durante il fallimento. Queste imposte sono infatti considerate debiti prededucibili, da saldare prioritariamente. La Corte ha quindi respinto il ricorso dell’Assuntore, confermando la sua obbligazione.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Civile Sez. 5 Num. 21126 Anno 2022
Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 4 settembre 2026 in Diritto Societario, Giurisprudenza Civile

Chi paga l’ICI nel concordato fallimentare? Una sentenza chiara

La Corte di Cassazione ha recentemente fornito importanti chiarimenti sulla responsabilità del pagamento dell’ICI (Imposta Comunale sugli Immobili) in caso di concordato fallimentare. Questa pronuncia è fondamentale per comprendere chi deve farsi carico delle imposte maturate durante una procedura di fallimento, specialmente quando interviene un soggetto terzo che si assume gli oneri del concordato. La sentenza affronta il delicato equilibrio tra le obbligazioni tributarie e le dinamiche delle procedure concorsuali, stabilendo principi chiari per l’applicazione dell’ICI nel concordato fallimentare.

Il caso: l’ICI e la responsabilità dell’assuntore

La vicenda ha origine dalla richiesta di un Comune nei confronti di un Assuntore del concordato fallimentare. Il Comune chiedeva il pagamento dell’ICI per alcune annualità passate, relative a immobili che facevano parte di una procedura di fallimento. L’Assuntore, che aveva acquisito gli immobili solo in un momento successivo, contestava questa richiesta. Egli sosteneva di non essere il soggetto passivo dell’imposta (cioè, la persona tenuta a pagarla) per il periodo in questione. L’Assuntore riteneva che l’obbligo di pagamento dovesse ricadere sul fallito, una volta tornato “in bonis” (cioè, in una situazione finanziaria sana).

La natura dell’ICI nelle procedure concorsuali

La Corte ha esaminato la natura dell’ICI (Imposta Comunale sugli Immobili) all’interno di una procedura di fallimento. Ha ribadito che l’obbligazione tributaria per l’ICI esiste anche durante il fallimento. Tuttavia, l’obbligo di denunciarla e pagarla rimane sospeso. Questo accade in attesa della vendita degli immobili. Se gli immobili non vengono venduti e il fallito torna “in bonis”, l’obbligo ricade su di lui. La situazione cambia quando un terzo interviene come Assuntore del concordato fallimentare. In questo caso, gli oneri fiscali diventano parte delle cosiddette “spese di procedura”.

L’obbligo dell’assuntore nel concordato fallimentare

Quando un soggetto si impegna come Assuntore del concordato fallimentare, assume l’obbligo di pagare le spese di procedura. La Corte ha chiarito che le imposte, come l’ICI, maturate durante il fallimento rientrano in queste spese. Sono considerate “debiti prededucibili”, cioè debiti che devono essere pagati con priorità rispetto ad altri creditori. Il creditore del tributo (il Comune) non deve nemmeno insinuarsi al passivo (cioè, presentare la sua richiesta di credito nella procedura fallimentare). Può soddisfarsi direttamente. L’Assuntore è l’unico soggetto obbligato a eseguire le condizioni del concordato.

Le motivazioni della Corte sull’ICI nel concordato fallimentare

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell’Assuntore, basandosi su principi consolidati. Ha confermato che l’Assuntore, avendo assunto l’impegno di pagare le spese di procedura nel concordato fallimentare, deve farsi carico anche dell’ICI maturata. Questo vale anche se l’Assuntore non era proprietario degli immobili negli anni a cui si riferisce l’imposta. La Corte ha sottolineato che le imposte sospese costituiscono a tutti gli effetti spese di procedura. Inoltre, la Corte ha precisato che, nel caso specifico, la procedura fallimentare era regolata dalla vecchia legge fallimentare, ma ciò non alterava la natura dell’ICI come debito prededucibile e la responsabilità dell’Assuntore. Non sussisteva alcuna incertezza normativa che potesse giustificare l’errore o la mancata colpa dell’Assuntore.

Le conclusioni: chi vince e le conseguenze per l’ICI nel concordato

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell’Assuntore, confermando la decisione della Commissione Tributaria Regionale. Questo significa che l’Assuntore è stato condannato a pagare le spese del giudizio, oltre all’ICI contestata. La sentenza stabilisce un principio importante: l’Assuntore di un concordato fallimentare che si obbliga al pagamento delle spese di procedura è responsabile anche per le imposte, come l’ICI, maturate durante il fallimento. Queste imposte sono considerate debiti prededucibili e devono essere saldate dall’Assuntore, indipendentemente dal momento in cui è avvenuto il trasferimento della proprietà degli immobili. La decisione rafforza la tutela dei crediti tributari nelle procedure concorsuali.

Chi è l’assuntore del concordato fallimentare?
L’assuntore del concordato fallimentare è una persona o un’entità che si impegna a pagare i debiti previsti nell’accordo di concordato, contribuendo così alla chiusura della procedura di fallimento.

L’ICI è considerata una spesa di procedura nel fallimento?
Sì, la Corte di Cassazione ha stabilito che l’ICI (Imposta Comunale sugli Immobili) maturata durante una procedura di fallimento rientra tra le spese di procedura e, in quanto tale, è un debito prededucibile che deve essere pagato con priorità.

Quando l’assuntore del concordato è responsabile per le tasse arretrate?
L’assuntore è responsabile per le tasse arretrate, come l’ICI, se nel concordato fallimentare si è obbligato al pagamento delle spese di procedura, poiché tali imposte sono considerate parte di queste spese, anche se non era proprietario degli immobili al momento della loro maturazione.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati