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Eredità e Farmacia: l’Eccesso di Potere Giurisdizionale non è sempre tale

Gli eredi di un farmacista defunto hanno ottenuto l’autorizzazione comunale per cedere la farmacia. Un’altra farmacista ha impugnato questa decisione, sostenendo il mancato rispetto dei termini legali per la successione e il trasferimento. I giudici amministrativi (TAR e Consiglio di Stato) hanno annullato l’autorizzazione, valutando incidentalmente l’accettazione dell’eredità e la tempestività della dichiarazione di successione. Gli eredi hanno presentato ricorso in Cassazione, lamentando un **eccesso di potere giurisdizionale** da parte dei giudici amministrativi. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che la valutazione di questioni civili (come l’accettazione dell’eredità) da parte del giudice amministrativo, se fatta solo per verificare la legittimità di un atto amministrativo e senza efficacia di giudicato, rientra nella sua legittima *cognizione incidentale* e non costituisce un **eccesso di potere giurisdizionale**.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. U Num. 18638 Anno 2022
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Pubblicato il 4 settembre 2026 in Giurisprudenza Civile, Successioni e Donazioni

Quando il Giudice Amministrativo non commette Eccesso di Potere Giurisdizionale: Il Caso della Farmacia Ereditata

Il concetto di eccesso di potere giurisdizionale rappresenta un limite fondamentale all’azione dei giudici. Si verifica quando un tribunale si spinge oltre la propria sfera di competenza, invadendo ambiti riservati ad altri poteri o ad altre giurisdizioni. Comprendere quando questo limite viene superato è cruciale per la corretta amministrazione della giustizia. La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha fornito importanti chiarimenti proprio su questo delicato equilibrio, analizzando il caso di una farmacia ereditata e le decisioni dei giudici amministrativi.

La Vicenda: Eredi, Farmacia e Autorizzazione Contestata

La storia inizia con la morte di un farmacista. I suoi eredi hanno avviato le procedure per il trasferimento della titolarità della farmacia. Hanno ottenuto un’autorizzazione dal Sindaco, che agiva come autorità sanitaria locale, per cedere la sede farmaceutica a una società. Tuttavia, un’altra farmacista, iscritta all’albo professionale, ha contestato questa autorizzazione. Ha sostenuto che gli eredi non avevano rispettato i termini e le modalità previste dalla legge per la successione e il trasferimento di una farmacia.

La Disputa sulla Giurisdizione: L’Eccesso di Potere Giurisdizionale al Centro

La farmacista ricorrente ha presentato ricorso ai giudici amministrativi (prima il TAR e poi il Consiglio di Stato). Questi tribunali hanno accolto la sua impugnazione e hanno annullato il decreto di autorizzazione alla cessione della farmacia. Per arrivare a questa decisione, i giudici amministrativi hanno dovuto valutare alcune questioni di natura civile, come l’effettiva accettazione dell’eredità da parte degli eredi e la tempestività della dichiarazione di successione. Gli eredi, ritenendo che i giudici amministrativi avessero invaso la sfera di competenza del giudice civile e tributario, hanno presentato ricorso alla Corte di Cassazione. Hanno lamentato un vero e proprio eccesso di potere giurisdizionale, sostenendo che i giudici amministrativi non avrebbero dovuto decidere su questioni di eredità e termini fiscali, oppure avrebbero dovuto sospendere il processo in attesa di una decisione del giudice civile.

I Limiti della Cognizione Incidentale del Giudice Amministrativo

La Corte di Cassazione ha esaminato attentamente la questione. Ha ricordato che l’eccesso di potere giurisdizionale si verifica solo in casi di difetto assoluto o relativo di giurisdizione. Questo significa che il giudice deve aver affermato una competenza che non gli spetta affatto, o aver violato i ‘limiti esterni’ della sua giurisdizione, pronunciandosi su materie attribuite esclusivamente ad altri giudici. Non si configura un eccesso di potere quando il giudice commette un ‘error in procedendo’ (un errore nelle regole del processo) o un ‘error in iudicando’ (un errore nella decisione di merito). La Cassazione ha chiarito che il giudice amministrativo può esaminare questioni di diritto civile o tributario ‘incidenter tantum’ (solo per inciso). Questo accade quando la risoluzione di tali questioni è necessaria per decidere il caso principale che rientra nella sua competenza. La decisione su queste questioni incidentali non ha però valore definitivo per altri giudizi.

Le Motivazioni della Cassazione sull’Eccesso di Potere Giurisdizionale

La Corte di Cassazione ha respinto le argomentazioni degli eredi. Ha spiegato che il giudice amministrativo, nel caso specifico, non ha commesso un eccesso di potere giurisdizionale. La valutazione dell’accettazione dell’eredità e della tempestività della dichiarazione di successione è stata fatta solo per verificare la legittimità dell’atto amministrativo di autorizzazione alla cessione della farmacia. Questa valutazione era strumentale e necessaria per decidere se l’atto amministrativo fosse valido o meno, e non mirava a stabilire con efficacia di giudicato lo status di erede o la validità della dichiarazione di successione per tutti i rapporti. Il giudice amministrativo ha agito nell’ambito della sua ‘cognizione incidentale’, senza invadere le competenze del giudice civile o tributario. Anche la mancata sospensione del processo amministrativo, in attesa di un giudizio civile, non configura un eccesso di potere giurisdizionale, ma al massimo un ‘error in procedendo’, che non è sindacabile dalla Cassazione sotto questo profilo.

Le Conclusioni: Il Ricorso Inammissibile e le Spese Legali

Alla luce di queste motivazioni, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso presentato dagli eredi inammissibile. Questo significa che il ricorso non poteva essere esaminato nel merito, perché non sussistevano i presupposti per contestare un eccesso di potere giurisdizionale. Di conseguenza, gli eredi sono stati condannati a pagare le spese legali del giudizio di Cassazione in favore della farmacista che aveva resistito al ricorso. L’importo liquidato è stato di 5.200,00 euro, oltre a spese generali e accessori di legge. Inoltre, è stato dato atto della sussistenza dei presupposti per il versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato da parte dei ricorrenti.

Cos’è l’eccesso di potere giurisdizionale?
L’eccesso di potere giurisdizionale si verifica quando un giudice si pronuncia su materie che non rientrano nella sua competenza, invadendo la sfera di altri poteri o giurisdizioni.

Un giudice amministrativo può valutare questioni civili o tributarie?
Sì, un giudice amministrativo può valutare questioni civili o tributarie in via incidentale, cioè solo se è necessario per decidere il caso principale che rientra nella sua competenza. Questa valutazione non ha però valore definitivo per altri giudizi.

Cosa succede se gli eredi non rispettano i termini per il trasferimento di una farmacia?
Il mancato rispetto dei termini legali per la successione e il trasferimento di una farmacia può portare all’annullamento dell’autorizzazione amministrativa alla cessione, come stabilito dai giudici amministrativi in questo caso.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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