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Divisione ereditaria di immobili abusivi: la Cassazione dice no

Due sorelle hanno citato in giudizio il fratello per ottenere la divisione di un compendio immobiliare ereditato dal padre. Il tribunale e la corte d’appello hanno disposto la divisione dei beni. Il fratello ha proposto ricorso in Cassazione lamentando che la divisione includeva immobili abusivi. La corte d’appello aveva ritenuto che la nullità per abusivismo edilizio si applicasse solo agli atti tra vivi e non alla divisione ereditaria. La Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la divisione ereditaria di immobili abusivi è nulla. Le Sezioni Unite hanno chiarito che il divieto di commerciabilità degli immobili abusivi si applica anche alle divisioni ereditarie giudiziali. La sentenza è stata cassata con rinvio per escludere i beni non in regola.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 6 Num. 2524 Anno 2022
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La controversia familiare sui beni ereditati

La gestione del patrimonio di famiglia dopo la morte di un genitore può generare forti tensioni tra i coeredi. Nel caso in esame, due sorelle hanno citato in giudizio il fratello per ottenere lo scioglimento della comunione e la divisione dei beni immobili ricevuti in eredità dal padre. Il tribunale ha disposto la divisione secondo un progetto preparato da un consulente tecnico. Il fratello si è opposto alla decisione, segnalando che alcuni degli immobili ereditati presentavano gravi irregolarità edilizie. La corte d’appello ha respinto l’obiezione, sostenendo che le sanzioni sulla commerciabilità dei beni abusivi si applicano solo ai contratti tra vivi e non alla divisione ereditaria di immobili abusivi. Il coerede ha quindi deciso di proporre ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione per far valere le proprie ragioni.

Il divieto di divisione ereditaria di immobili abusivi

La questione centrale affrontata dai giudici riguarda la possibilità di dividere un patrimonio comune che contiene edifici costruiti senza le necessarie autorizzazioni comunali. La legge italiana sanziona con la nullità (l’invalidità totale dell’atto) i trasferimenti di proprietà di edifici abusivi per contrastare l’abusivismo edilizio. La corte d’appello riteneva che la divisione ereditaria avesse una natura legata alla successione e che quindi sfuggisse a questo severo divieto. La Cassazione ha smentito questa interpretazione, confermando che la divisione ereditaria di immobili abusivi non è consentita. Lo scioglimento della comunione ereditaria, sia esso amichevole o giudiziale, non può aggirare le norme urbanistiche. Se un immobile non può essere venduto sul mercato a causa della sua abusività, lo stesso immobile non può essere assegnato a uno dei coeredi attraverso una procedura di divisione.

Il ruolo della regolarità urbanistica nella comunione

La presenza di abusi edilizi impedisce la circolazione giuridica dei beni. Questo principio cardine serve a tutelare l’ordine pubblico e a garantire che sul mercato circolino solo edifici sicuri e conformi alle regole. Il giudice ha il dovere di verificare d’ufficio (senza una richiesta esplicita delle parti) se i beni da dividere siano in regola con le norme urbanistiche. La conformità edilizia rappresenta un requisito essenziale per poter chiedere e ottenere lo scioglimento della comunione. Se nel patrimonio ereditario sono presenti sia beni regolari che beni abusivi, la divisione deve limitarsi esclusivamente ai primi. I beni non commerciabili devono restare fuori dal progetto di spartizione, a meno che non intervenga una sanatoria edilizia che ne regolarizzi la situazione prima della decisione del tribunale.

Le motivazioni della Cassazione sulla divisione ereditaria di immobili abusivi

I giudici di legittimità hanno fondato la loro decisione sul principio espresso dalle Sezioni Unite nel duemila diciannove. La corte ha chiarito che la divisione ereditaria di immobili abusivi rientra pienamente nell’ambito di applicazione delle norme che vietano la circolazione di edifici non in regola. Non esiste alcuna differenza tra una vendita immobiliare e una divisione giudiziale sotto il profilo della tutela del territorio. La nullità colpisce l’atto di divisione perché esso produce un effetto distributivo di beni che lo Stato considera fuori commercio. Il tribunale non può emettere una sentenza che crei titoli di proprietà individuali su manufatti illegittimi. Pertanto, la corte d’appello ha commesso un errore di diritto nel ritenere irrilevante la presenza di abusi edilizi nel compendio ereditario.

Le conclusioni sul destino dei beni non in regola

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del coerede e ha annullato la sentenza impugnata. Il caso torna ora alla Corte d’Appello di Venezia in una diversa composizione per una nuova valutazione. I giudici di rinvio dovranno verificare accuratamente lo stato urbanistico di ciascun immobile compreso nell’eredità. Gli immobili che risulteranno privi di un valido titolo edilizio o di una sanatoria dovranno essere esclusi dalla divisione. La spartizione potrà avvenire solo per i beni che si presentano commerciabili sul mercato. Questa pronuncia riafferma la tolleranza zero verso l’abusivismo edilizio, impedendo che la successione ereditaria diventi uno strumento per ripulire o legittimare proprietà edificate in violazione della legge.

Si può dividere un immobile ereditato che presenta abusi edilizi non sanabili?
No, la Corte di Cassazione ha stabilito che la divisione ereditaria di un immobile abusivo è nulla, pertanto tali beni devono essere esclusi dalla spartizione.

Cosa succede se l’eredità comprende sia immobili regolari che immobili abusivi?
La divisione può essere effettuata solo per i beni che risultano regolari e commerciabili, mentre i beni abusivi rimangono in comunione forzosa.

Il giudice può rilevare d’ufficio la presenza di abusi edilizi durante la causa di divisione?
Sì, il giudice ha il dovere di verificare d’ufficio la regolarità urbanistica dei beni prima di disporre qualsiasi divisione giudiziale.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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