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Distanze tra costruzioni: il torrino ascensore non fa altezza

Un proprietario ha citato in giudizio la società confinante lamentando la violazione delle distanze tra costruzioni. La Corte d’Appello ha condannato la società a ripristinare le distanze legali, calcolando l’altezza dell’edificio includendo il torrino dell’ascensore. La società ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso limitatamente al calcolo dell’altezza: il torrino dell’ascensore, emergendo dal tetto, costituisce un volume tecnico e va escluso dal computo dell’altezza utile a determinare le distanze. La sentenza è stata cassata con rinvio ad altra sezione della Corte d’Appello.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 2 Num. 13026 Anno 2022
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Pubblicato il 23 luglio 2026 in Diritto Immobiliare, Giurisprudenza Civile

Le distanze tra costruzioni e la regola del volume tecnico

La tutela dei confini e il rispetto delle distanze tra costruzioni rappresentano una delle fonti principali di contenzioso tra i proprietari di immobili confinanti. Spesso i cittadini avviano lunghe e dispendiose battaglie legali per pochi centimetri di differenza nell’altezza di un fabbricato adiacente. La Corte di Cassazione è intervenuta per chiarire un aspetto fondamentale che riguarda il calcolo dell’altezza degli edifici e l’esclusione dei cosiddetti volumi tecnici. Questa distinzione è cruciale perché determina in modo matematico se una nuova opera rispetta o meno i limiti imposti dalla legge.

Il caso concreto e la contestazione del vicino

La vicenda ha origine quando Il Proprietario di un immobile ha citato in giudizio L’Impresa Costruttrice confinante per ottenere il ripristino dello stato dei luoghi. Il Proprietario lamentava la violazione delle distanze minime stabilite dal piano regolatore del comune. In particolare, la nuova costruzione superava l’altezza massima consentita a causa della presenza di un manufatto in cemento sulla sommità dell’edificio. Questo manufatto conteneva il vano scala e il torrino dell’ascensore.

Il Tribunale ha inizialmente respinto la domanda del Proprietario, ritenendo l’opera conforme alle norme vigenti. Successivamente, la Corte d’Appello ha ribaltato la decisione di primo grado. I giudici di secondo grado hanno condannato L’Impresa Costruttrice a demolire le parti dell’edificio costruite in violazione delle distanze legali. Per calcolare l’altezza complessiva del fabbricato, la Corte d’Appello ha incluso anche il torrino dell’ascensore, ritenendolo parte integrante della sagoma dell’edificio. L’Impresa Costruttrice ha quindi proposto ricorso davanti alla Corte di Cassazione per ottenere l’annullamento di questa decisione.

Che cosa rientra nel calcolo dell’altezza dell’edificio

La questione centrale del contenzioso riguarda la definizione di volume tecnico (porzione di edificio destinata esclusivamente a contenere impianti tecnologici). La legge stabilisce che i volumi tecnici non devono essere computati nel calcolo dell’altezza dei fabbricati. Questi elementi non creano una superficie abitabile e non aumentano il carico urbanistico della zona di riferimento.

Il torrino dell’ascensore e il vano scala svolgono una funzione puramente strumentale all’edificio. Essi servono unicamente a consentire l’accesso sicuro ai vari piani e a ospitare i macchinari necessari al funzionamento dell’impianto di sollevamento. Di conseguenza, questi elementi non possono essere assimilati a veri e propri piani abitabili o a mansarde. La loro altezza non deve influire sulla misurazione delle distanze minime tra le pareti degli edifici confinanti.

Le motivazioni sulla corretta applicazione delle distanze tra costruzioni

La Corte di Cassazione ha accolto le ragioni dell’Impresa Costruttrice con una motivazione lineare e dettagliata. I giudici di legittimità hanno evidenziato che la Corte d’Appello è incorsa in un grave errore di valutazione giuridica. I giudici di secondo grado non hanno distinto la porzione del torrino dell’ascensore dal resto della costruzione principale.

Il torrino dell’ascensore emerge chiaramente dalla linea di gronda del tetto dell’edificio. Per questa sua specifica caratteristica strutturale e funzionale, esso risponde perfettamente alla definizione di volume tecnico. La normativa tecnica nazionale esclude espressamente questi manufatti dal calcolo delle altezze utili per determinare le distanze tra costruzioni. La decisione precedente ha quindi applicato in modo errato le norme del codice civile e i regolamenti edilizi locali sul distanziamento tra fabbricati.

Le conclusioni sul calcolo delle distanze tra costruzioni

La Suprema Corte ha cassato la sentenza impugnata limitatamente alla parte relativa al calcolo dell’altezza dell’edificio confinante. La causa dovrà essere ora riesaminata dalla Corte d’Appello in una diversa composizione di magistrati. Il nuovo giudice dovrà applicare il principio di diritto enunciato e ricalcolare le distanze escludendo il torrino dell’ascensore dal computo totale.

Questa importante decisione conferma che i volumi tecnici non incidono negativamente sulle distanze tra costruzioni. I proprietari e i progettisti possono realizzare i necessari impianti tecnologici sulla sommità degli edifici senza il timore di violare le norme sulle distanze legali. La pronuncia garantisce un giusto equilibrio tra le moderne esigenze di accessibilità degli edifici e la tutela dei diritti di proprietà dei vicini.

Che cos’è un volume tecnico in edilizia?
Si tratta di un’opera edilizia priva di qualsiasi autonomia funzionale, destinata esclusivamente a contenere impianti tecnologici a servizio dell’edificio principale.

Il torrino dell’ascensore deve rispettare le distanze tra costruzioni?
No, il torrino dell’ascensore è considerato un volume tecnico e non viene calcolato nell’altezza dell’edificio utile a determinare le distanze legali.

Cosa rischia chi costruisce violando le distanze legali?
Il proprietario del fondo confinante può agire in giudizio per chiedere la riduzione in pristino, ovvero la demolizione della parte di edificio abusiva.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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