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Diritto del Lavoro

Contributo di solidarietà: illegittimo senza legge
Con l'Ordinanza n. 68/2025 (Civile, Sez. L), la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa previdenziale, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà prelevato sulle pensioni in assenza di una specifica norma di legge. La Corte ribadisce che le casse non possono imporre prestazioni patrimoniali in virtù della loro sola autonomia regolamentare. Viene inoltre confermata la prescrizione ordinaria decennale per le azioni di riliquidazione della pensione.
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Riduzione fondi contrattuali: la Cassazione decide
La Cass. Civ., Sez. L, n. 270 del 04/01/2024, analizza la legittimità della riduzione fondi contrattuali operata da un'ASL sulla retribuzione accessoria di un dirigente medico. La Corte ha ritenuto illegittimo il taglio forfettario del 30%, stabilendo che la riduzione deve essere calcolata secondo i criteri dell'art. 9, comma 2-bis, d.l. 78/2010, ovvero in misura proporzionale alla diminuzione del personale in servizio rispetto all'anno di riferimento 2010. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per il ricalcolo.
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Inammissibilità del ricorso: errore processuale fatale
Con l'ordinanza n. 7598 del 18/03/2019, la Cassazione Civile, Sez. Lavoro, ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di una lavoratrice che impugnava un presunto licenziamento orale. La Corte ha stabilito che la mera denuncia di un errore procedurale (l'applicazione del rito Fornero a un licenziamento antecedente) non è sufficiente a invalidare la sentenza se non si dimostra un concreto pregiudizio al diritto di difesa. Inoltre, ha ribadito che i motivi di ricorso non possono tradursi in una richiesta di riesame dei fatti già valutati dai giudici di merito, confermando come l'inammissibilità del ricorso sia la conseguenza di vizi formali e sostanziali.
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Licenziamento dirigente per attività extra: la sentenza
Con la sentenza del 05/11/2024 (RG 5430/2024), il Tribunale di Milano ha analizzato il caso di un licenziamento dirigente per un'attività extra-lavorativa. Il Tribunale ha escluso la giusta causa, ritenendo però fondata la 'giustificatezza' del recesso a causa della promozione di corsi personali ai propri sottoposti. Di conseguenza, ha condannato l'azienda al pagamento dell'indennità di preavviso, respingendo però la richiesta di reintegra e le altre domande risarcitorie.
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Lavoro Domenicale: Diritti, Mansioni, Prescrizione
La Cassazione ha confermato il diritto di un lavoratore, addetto alle pulizie, a un inquadramento superiore e alle relative differenze retributive. È stato ribadito che il lavoro domenicale, data la sua maggiore penosità, deve sempre essere compensato con un 'quid pluris', anche se il riposo settimanale è goduto in un altro giorno. La Corte ha inoltre precisato che, per i contratti a tempo indeterminato dopo le riforme del 2012 e 2015, la prescrizione dei crediti retributivi inizia a decorrere dalla cessazione del rapporto di lavoro, a causa della ridotta stabilità occupazionale.
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Cassazione: Conta Denaro per Vigilanza, Come si Classifica?
La Cassazione stabilisce che l'attività di conta del denaro, se inserita in un servizio più ampio di custodia e trasporto valori offerto da un'impresa di vigilanza, è considerata complementare all'attività principale ai fini del calcolo dei premi INAIL. Di conseguenza, si applica la stessa voce di tariffa dell'attività di vigilanza. La Corte ha però accolto il motivo relativo alla mancata pronuncia sulla richiesta di non retroattività della nuova classificazione, rinviando la decisione su questo punto.
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Illegittimità della proroga del contratto di collaborazione
La Corte d'Appello ha stabilito che la proroga di un contratto di collaborazione coordinata e continuativa, disposta per esigenze diverse da quelle previste dalla legge, è illegittima. La proroga deve essere eccezionale e finalizzata al completamento del progetto originario, non al disimpegno di funzioni ordinarie dell'ente.
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Riconoscimento anzianità di servizio pre-ruolo
La sentenza ribadisce il diritto del lavoratore alla parità di trattamento retributivo tra personale a tempo determinato e indeterminato, condannando l'amministrazione al riconoscimento dell'anzianità di servizio pre-ruolo ai fini della progressione stipendiale.
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Cessazione del rapporto di agenzia per recesso del preponente
Cessazione del rapporto di agenzia per recesso del preponente: l'attribuzione dell'indennità è condizionata non soltanto alla permanenza, per il preponente, di sostanziali vantaggi derivanti dall'attività di promozione degli affari compiuta dall'agente, ma anche alla rispondenza ad equità dell'attribuzione, in considerazione delle circostanze del caso concreto ed in particolare delle provvigioni perse da quest'ultimo. Nella base di computo vanno, pertanto, ricomprese non soltanto le provvigioni maturate, ma anche quelle percepite come "fisso provvigionale”.
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Opposizione a precetto accolta parzialmente
La sentenza affronta il tema dell'opposizione a precetto e della compensazione delle spese processuali in caso di pagamento frazionato e successiva erronea convinzione di mancato pagamento.
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Accertato danno da malattia professionale per OSS
Viene riconosciuto il diritto del lavoratore ad ottenere il riconoscimento di malattia professionale e la relativa rendita INAIL, in presenza di patologie contratte a causa dello svolgimento dell'attività lavorativa, previa verifica del nesso causale tra attività lavorativa e patologie.
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Indennizzo per infortunio in itinere
Il caso analizza la responsabilità del datore di lavoro per gli infortuni in itinere e l'accertamento del danno biologico permanente ai fini dell'indennizzo, sulla base delle valutazioni medico-legali.
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Riconoscimento postumi da malattia professionale
Il caso analizza la responsabilità datoriale in materia di malattie professionali, con particolare riferimento al nesso causale tra attività lavorativa e patologia. Il Tribunale, sulla scorta delle prove testimoniali e della CTU medico-legale, ha riconosciuto il diritto del lavoratore alla rendita per invalidità permanente.
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Rigettata opposizione a sanzione per lavoro nero
La sentenza conferma l'orientamento giurisprudenziale secondo cui, in caso di lavoro nero, la regolarizzazione del lavoratore non è sufficiente ad ottenere la riduzione della sanzione se il rapporto non viene mantenuto per almeno tre mesi. L'impossibilità di mantenere in servizio il lavoratore, anche se non dipendente dalla volontà del datore, non consente l'applicazione della diffida e il pagamento della sanzione ridotta.
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Accertamento invalidità e assegno assistenza
Il giudice, in funzione di giudice del lavoro, ha accolto il ricorso di un lavoratore contro l'Inps, condannando l'ente al pagamento dell'assegno mensile di assistenza, degli interessi legali, della rivalutazione monetaria e al rimborso delle spese processuali. La sentenza si basa sul fatto che la consulenza tecnica d'ufficio ha accertato una riduzione della capacità lavorativa del ricorrente superiore al 74%, requisito necessario per ottenere l'indennità richiesta.
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Fermo amministrativo e avvisi di addebito contributivi
Il caso riguarda l'opposizione a un fermo amministrativo e a diversi avvisi di addebito, contestati per vizi procedurali. Il Tribunale ha stabilito che la notifica PEC a un indirizzo non presente nei pubblici elenchi è valida se il messaggio è stato effettivamente ricevuto e il destinatario ha potuto difendersi. Inoltre, la mancata notifica della comunicazione di mora non invalida il fermo, essendo quest'ultimo una misura con finalità afflittiva e non espropriativa.
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Cessazione materia del contendere per Assegno Inclusione
Il giudice, pur riconoscendo la fondatezza della richiesta del ricorrente, ha dichiarato cessata la materia del contendere in seguito al pagamento effettuato dall'ente convenuto dopo l'instaurazione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese legali.
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Illegittima la richiesta di rimborso dell’intera pensione
Il Tribunale ha stabilito che, in caso di violazione del divieto di cumulo tra pensione e redditi da lavoro, la restituzione della pensione è dovuta solo per il periodo in cui è stata effettivamente svolta l'attività lavorativa, e non per l'intero anno.
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Irripetibilità dell’indebito pensionistico
La sentenza afferma il principio di irripetibilità dell'indebito previdenziale in assenza di dolo del pensionato. L'ente previdenziale non può richiedere la restituzione di somme erogate erroneamente se l'errore non è imputabile al beneficiario.
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Carta docente anche ai docenti precari
Il Tribunale di Perugia ha stabilito che anche i docenti non di ruolo con incarichi annuali o fino al termine delle attività didattiche hanno diritto alla Carta Docente, in base al principio di non discriminazione previsto dall'accordo quadro allegato alla Direttiva 1999/70/CE.
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