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Diritto Civile

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Cause di scioglimento della comunione
191 c. c. prevede le cause di scioglimento della comunione e, tra essi, la separazione personale (giudiziale o consensuale). Secondo un costante indirizzo giurisprudenziale, lo scioglimento si perfeziona con il passaggio in giudicato della sentenza di separazione giudiziale, o l’omologa di quella consensuale.
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Conduttore, sanare la mora per non più di tre volte
Come assolutamente pacifico, la norma di cui all’art. 55 della legge 27 luglio 1978 n. 392 (sulla possibilità, per il conduttore di sanare la mora in sede giudiziale per non più di tre volte nel corso di quadriennio) mira a tutelare i soggetti che assumono in locazione un immobile per adibirle al soddisfacimento di primarie […]
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Usufrutto, estensione alle accessioni del bene
L'estensione dell'usufrutto alle accessioni della cosa non è subordinata, nel caso di costruzioni o piantagioni fatte dal proprietario con il consenso dell'usufruttuario o per disposizione della pubblica autorità, alla condizione della corresponsione degli interessi sulle somme impiegate.
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Erede apparente, terzo avente causa
Il terzo avente causa a titolo oneroso dall’erede apparente ha l’onere di provare la sua buona fede, consistente nella dimostrazione dell’idoneità del comportamento dell’alienante ad ingenerare la ragionevole convinzione di trattare con il vero erede, nonché dell’esistenza di circostanze indicative dell’ignoranza incolpevole di esso acquirente circa la realtà della situazione ereditaria al momento dell’acquisto. Cassazione Civile, Sezione Seconda, Sentenza n. 2653 del 4 febbraio 2010
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Domanda di ritenzione della caparra, legittimità
Cassazione Civile, Sezioni Unite, Sentenza n. 553 del 14 gennaio 2009
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Azione di risoluzione e azione di recesso
Cassazione Civile, Sezioni Unite, Sentenza n. 553 del 14 gennaio 2009
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Azione di risoluzione e di risarcimento
Cassazione Civile, Sezioni Unite, Sentenza n. 553 del 14 gennaio 2009
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Diffida ad adempiere, diritto a non adempiere
La ratio legis sottesa al più generale meccanismo della risoluzione giudiziale ex art.
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Diffida ad adempiere, effetto risolutorio e limitazioni
Cassazione Civile, Sezioni Unite, Sentenza n. 553 del 14 gennaio 2009
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Diffida ad adempiere, essenzialità del termine
Il collegamento tra la essenzialità del termine contenuto nella diffida e la (peraltro non pacifica) esclusività dell’interesse dell’intimante attiene all’atto di diffida ma non all’effetto risolutorio, che la norma ex art.
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Diffida ad adempiere, elementi di valutazione
1454 c. c. collega alla inutile scadenza del termine contenuto in diffida un effetto automatico, verificandosi la risoluzione al momento stesso dello spirare del dies ad quem indicato dal diffidante. La diffida, coevamente comunicata alla controparte già nel momento (patologicamente) funzionale del rapporto, contiene invece in sé già tutti gli elementi di valutazione di una situazione attuale e attualizzata, in termini di interesse, in capo al diffidante.
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Diritto di recesso, risoluzione stragiudiziale del contratto
Il diritto di recesso è una evidente forma di risoluzione stragiudiziale del contratto, che presuppone pur sempre l’adempimento della controparte avente i medesimi caratteri dell’inadempimento che giustifica la risoluzione giudiziale: esso costituisce null’altro che uno speciale strumento di risoluzione negoziale per giusta causa, alla quale lo accomunano tanto i presupposti (l’inadempimento della controparte) quanto le conseguenze (la caducazione ex tunc degli effetti del contratto). Tale inquadramento sistematico dell’istituto postula, al fine di un legittimo esercizio del diritto di recesso e di conseguente ritenzione della caparra, l’esistenza di un inadempimento gravemente colpevole, di un inadempimento cioè imputabile (ex artt.
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Contratto preliminare, caparra
I due rimedi disciplinati, rispettivamente, dai commi secondo e terzo dell’art. Qualora, invece, detta parte abbia preferito domandare la risoluzione (o l’esecuzione del contratto), il diritto al risarcimento del danno, che rimane regolato dalle norme generali, postula che il pregiudizio subito sia provato nell’an e nel quantum, con conseguente possibilità di rigetto della relativa domanda in ipotesi di mancato raggiungimento della prova; La parte che ha ricevuto la caparra, se destinataria di una richiesta di restituzione ex art.
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Comunione a scopo di godimento e società
1100 e seguenti c. c. la comunione costituita o mantenuta al solo scopo di godimento.
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Danni per i quali è difficile fornire la prova
In presenza di una circostanziata denuncia alla polizia giudiziaria della natura, della qualità e del valore dei singoli oggetti trafugati – nella specie il contenuto di una cassetta di sicurezza – della prova che i danneggiati erano effettivamente proprietari degli oggetti che assumono depositati, delle deposizioni testimoniali relative al fatto che gli oggetti erano custoditi […]
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Cassette di sicurezza, responsabilità della banca
La clausola predisposta a stampa fra le condizioni generali che, in aggiunta a quanto risulta dagli accordi particolari e specifici, limiti ad una determinata somma, di importo relativamente modesto, la responsabilità della banca per la perdita dei valori depositati integra un patto limitativo non dell’oggetto del contratto, ma del debito risarcitorio della banca, in quanto […]
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Danno esistenziale e danno non patrimoniale
Il pregiudizio della vita di relazione, anche nell’aspetto concernente i rapporti sessuali, allorché dipenda da una lesione dell’integrità psicofisica della persona, costituisce uno dei possibili riflessi negativi della lesione dell’integrità fisica del quale il giudice deve tenere conto nella liquidazione del danno biologico, e non può essere fatta valere come distinto titolo di danno, e segnatamente a titolo di danno esistenziale. Al danno biologico va infatti riconosciuta portata tendenzialmente omnicomprensiva, confermata dalla definizione normativa adottata dal d. lgs.
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Consenso alla pubblicazione della propria immagine
Ma, se la revoca (tempestiva, e cioè anteriore all’utilizzazione) non vi sia stata, il consenso precedentemente prestato resta efficace, e legittima l’uso che ne sia stato fatto in conformità alle previsioni contrattuali, accertabili con gli ordinari mezzi processuali; e tale accertamento, riservato al giudice di merito, è insindacabile in cassazione, se sostenuto da motivazione congrua ed esente da vizi logici giuridici. Cassazione Civile, Sezione Prima, Sentenza n. 27506 del 19 novembre 2008
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Concorrenza sleale tra professionisti
In un comune nel quale è prevista una sola sede notarile, i notai diversi dal titolare possono esercitarvi la propria attività professionale (e proprio in virtù dell’aspetto libero - professionale) in modo accessorio sia sotto il profilo funzionale, sia sotto quello economico rispetto al proprio ufficio - studio posto in comune diverso e che, quindi, resta esclusa la facoltà per essi di esercitarvi un’attività continuativa, generalizzata e stabilizzata. Come costantemente affermato, tale norma non vale ad esonerare il danneggiato dall’onere probatorio e, anzi, lo grava dell’esigenza di offrire al giudice elementi idonei allo scopo.
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Conto corrente bancario, responsabilità del fiduciario
2043 c. c. , del danno cagionato ai terzi per effetto dell’illecito. Cassazione Civile, Sezione Terza, Sentenza n. 8127 del 3 aprile 2009
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