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Decorrenza della prescrizione: il patto verbale batte l’erede

Un professionista svolge l’incarico di consulente grafologo per una cliente. Le parti concordano che il compenso sarà pagato solo al termine della causa sulla proprietà di un immobile. Dopo la morte della cliente, il professionista chiede il pagamento all’erede. La Corte d’Appello dichiara il credito prescritto. La Cassazione accoglie il ricorso del professionista: l’accordo di differimento sposta la decorrenza della prescrizione al momento in cui il diritto può essere fatto valere, ossia alla fine della lite (6 giugno 2011). Di conseguenza, all’avvio della causa il termine non era scaduto. La sentenza viene cassata con rinvio.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 2 Num. 16414 Anno 2023
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Pubblicato il 14 luglio 2026 in Giurisprudenza Civile

Il caso: l’accordo sul compenso professionale e la decorrenza della prescrizione

Un professionista svolge l’incarico di consulente grafologo per una cliente. Le parti concordano che il compenso sarà pagato solo al termine della causa sulla proprietà di un immobile. Questa intesa influisce direttamente sulla decorrenza della prescrizione del credito. La cliente muore prima di saldare il debito e il professionista chiede il pagamento all’erede della donna. L’erede si oppone e solleva l’eccezione di prescrizione. Il tribunale accoglie la domanda del professionista, ma la Corte d’Appello ribalta la decisione e dichiara il credito prescritto. Il professionista ricorre quindi in Cassazione per far valere le proprie ragioni.

Il patto di differimento del pagamento

Il professionista e la cliente avevano raggiunto un accordo chiaro. Il consulente non avrebbe chiesto il compenso fino alla definizione della causa sulla proprietà dell’immobile. Questo tipo di accordo prende il nome di patto di differimento del pagamento. I testimoni sentiti nel corso del processo hanno confermato che la cliente aveva chiesto e ottenuto questo rinvio in diverse occasioni, precisamente nel duemilatré, nel duemilaotto e nel duemiladieci. Il professionista ha accettato la proposta per fatti concludenti, attendendo pazientemente la fine del processo prima di inviare la formale richiesta di pagamento. La sentenza che ha deciso la causa sulla proprietà è stata depositata il sei giugno duemilaundici. Solo da quel momento il professionista poteva esigere il proprio compenso. Prima di quella data, il diritto al pagamento era sospeso per volontà delle parti.

Come incide l’accordo sulla decorrenza della prescrizione

La legge stabilisce che il tempo per esercitare un diritto inizia a correre solo quando il diritto stesso può essere fatto valere. Se le parti concordano un rinvio, il creditore non può pretendere il pagamento prima della scadenza pattuita. Di conseguenza, la decorrenza della prescrizione rimane sospesa. Non si può punire l’inerzia del creditore se questi sta semplicemente rispettando l’accordo preso con il debitore. Nel caso in esame, la Corte d’Appello ha accertato l’esistenza del patto ma non ha applicato le corrette conseguenze giuridiche. I giudici di secondo grado hanno calcolato il tempo partendo dallo svolgimento delle singole attività professionali, ignorando l’accordo che spostava in avanti il termine di pagamento.

Le motivazioni della Cassazione sulla decorrenza della prescrizione

La Corte di Cassazione accoglie il ricorso del professionista e chiarisce una regola fondamentale. L’articolo duemilanovecentotrentacinque del codice civile prevede che la prescrizione inizi a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere. I giudici di legittimità evidenziano che l’accordo tra le parti ha spostato la scadenza del pagamento al momento della risoluzione della lite immobiliare. Questa lite si è conclusa con la sentenza depositata il sei giugno duemilaundici. La Corte d’Appello ha commesso un errore logico e giuridico. Essa ha riconosciuto l’esistenza del patto ma ha calcolato la prescrizione senza tenerne conto. Il termine di tre anni non poteva scadere all’inizio del duemilatredici, poiché ha iniziato a decorrere solo a metà del duemilaundici.

Le conclusioni sul diritto al compenso del professionista

La Suprema Corte cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa alla Corte d’Appello di Torino in diversa composizione. Il giudice del rinvio dovrà applicare il principio di diritto enunciato e ricalcolare correttamente i termini. Questa decisione conferma che i patti sul rinvio dei pagamenti sono pienamente validi e vincolanti anche per gli eredi del debitore. La decorrenza della prescrizione non può iniziare finché non si verifica l’evento futuro concordato dalle parti. Il professionista ha quindi il diritto di vedere esaminata la propria richiesta di compenso senza subire gli effetti di una scadenza anticipata dei termini di legge.

Quando inizia a correre il termine di prescrizione per un credito?
La prescrizione inizia a decorrere solo dal giorno in cui il diritto può essere effettivamente fatto valere dal creditore.

Un accordo verbale può rinviare il pagamento di una prestazione professionale?
Sì, le parti possono concordare di posticipare il pagamento al verificarsi di un determinato evento, come la fine di una causa.

Cosa succede se il cliente muore prima di aver pagato il professionista?
L’obbligo di pagamento si trasferisce agli eredi, i quali ereditano sia i debiti sia gli eventuali accordi presi dal defunto.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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