\n
LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Danno da ritardo P.A.: risarcisce il Giudice Amministrativo

Una risparmiatrice, creditrice in una procedura di liquidazione amministrativa che si protraeva da quasi trent’anni, ha citato in giudizio la Pubblica Amministrazione per ottenere il risarcimento del danno da ritardo della P.A. La Corte di Cassazione, chiamata a decidere sulla giurisdizione, ha stabilito un principio chiaro. Se il danno deriva direttamente dall’inerzia dell’ente pubblico nell’esercizio delle sue funzioni, la competenza a decidere spetta esclusivamente al giudice amministrativo. Di conseguenza, la causa della risparmiatrice dovrà essere trattata in quella sede e non davanti al giudice civile. La richiesta della cittadina è stata quindi indirizzata al foro corretto.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. U Num. 10855 Anno 2023
Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 7 maggio 2026 in Giurisprudenza Civile

Procedura infinita: a chi chiedere il risarcimento?

Un cittadino attende per quasi trent’anni la conclusione di una procedura amministrativa da cui dipende il recupero di un suo credito. Questa attesa irragionevole causa un pregiudizio economico. La legge prevede la possibilità di chiedere un risarcimento per il cosiddetto danno da ritardo della P.A. Ma a quale giudice bisogna rivolgersi? La Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con una recente ordinanza, ha fornito un chiarimento fondamentale su questo punto, tracciando una linea netta tra la competenza del giudice civile e quella del giudice amministrativo.

I fatti del caso: un’attesa lunga trent’anni

La vicenda nasce dalla situazione di una risparmiatrice. La donna era titolare di un libretto di risparmio presso una società cooperativa. Nel 1992, questa società è stata posta in liquidazione coatta amministrativa, una procedura speciale gestita da un’autorità pubblica. Il credito della risparmiatrice è stato regolarmente riconosciuto e inserito nell’elenco dei debiti da saldare. Tuttavia, a distanza di quasi trent’anni, la procedura non era ancora terminata. Stanca di questa attesa infinita, la cittadina ha deciso di agire legalmente. Ha citato in giudizio l’Amministrazione responsabile davanti al Tribunale civile per ottenere il risarcimento dei danni subiti a causa della durata irragionevole del procedimento.

Il dubbio sulla giurisdizione

Durante il processo, l’Amministrazione pubblica si è difesa sostenendo che il Tribunale civile non fosse il giudice competente a decidere. Secondo l’ente, la questione rientrava nella giurisdizione del giudice amministrativo. Questo ha creato un dubbio sulla corretta via legale da percorrere. Per risolvere la questione in via definitiva ed evitare future contestazioni, il caso è stato sottoposto alla Corte di Cassazione a Sezioni Unite, l’organo supremo che ha il compito di risolvere, tra le altre cose, i conflitti di giurisdizione.

Il criterio per distinguere: inerzia o scorrettezza?

La Corte ha spiegato che per individuare il giudice competente bisogna guardare alla causa reale del danno. Esistono due scenari principali. Il primo si verifica quando il danno è causato direttamente dalla semplice inerzia della Pubblica Amministrazione. L’ente pubblico aveva il dovere di concludere un procedimento entro un certo termine e non lo ha fatto. In questo caso, l’Amministrazione non ha esercitato correttamente il suo potere pubblico. Il secondo scenario è diverso. Il danno non deriva solo dal ritardo, ma da un comportamento complessivo dell’Amministrazione che viola i principi di buona fede e correttezza, tradendo la fiducia che il cittadino aveva riposto nell’ente. In questa seconda ipotesi, si lede un diritto soggettivo del cittadino alla correttezza dei rapporti.

Le motivazioni: il danno da ritardo della P.A. e il giudice amministrativo

Analizzando il caso specifico, la Cassazione ha stabilito che la richiesta della risparmiatrice rientrava nel primo scenario. Il danno da ritardo della P.A. lamentato era la conseguenza diretta del mancato completamento della procedura di liquidazione. L’Amministrazione non aveva adempiuto a un suo dovere istituzionale. La legge, in particolare il Codice del processo amministrativo, affida in via esclusiva al giudice amministrativo le controversie relative al risarcimento del danno causato dalla mancata conclusione di un procedimento. Non erano emersi elementi che dimostrassero una violazione specifica del principio di affidamento o di buona fede, separata dalla semplice inerzia. Il problema era il ritardo puro e semplice nell’esercizio di una funzione pubblica.

Le conclusioni: la causa va davanti al giudice amministrativo

In conclusione, la Corte di Cassazione ha dichiarato la giurisdizione del giudice amministrativo. Questo significa che la risparmiatrice ha perso la battaglia procedurale, ma non la guerra. La sua causa per il risarcimento del danno da ritardo della P.A. non si è chiusa, ma dovrà proseguire davanti al giudice competente, ovvero il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR). La decisione è molto importante perché stabilisce un principio guida per tutti i cittadini che subiscono danni a causa della lentezza della burocrazia. Se il problema è l’inerzia della P.A. nell’esercitare i suoi poteri, la strada da percorrere è quella della giustizia amministrativa.

Se una pratica in un ufficio pubblico è ferma da anni, posso chiedere un risarcimento?
Sì, la legge prevede la possibilità di chiedere un risarcimento del danno se la Pubblica Amministrazione non conclude un procedimento entro i termini stabiliti o un tempo ragionevole.

A quale giudice devo rivolgermi per un danno da ritardo della Pubblica Amministrazione?
Secondo la Cassazione, se il danno deriva direttamente dall’inerzia dell’ente nell’esercizio delle sue funzioni, la competenza è del giudice amministrativo (TAR).

Quando invece è competente il giudice civile per i ritardi della P.A.?
Il giudice civile è competente quando il danno non deriva dal semplice ritardo, ma da un comportamento scorretto dell’Amministrazione che ha violato la buona fede e la fiducia del cittadino.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati