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Danni da fauna selvatica: paga il Parco, non la Regione

Un automobilista ha subito ingenti danni alla propria vettura a causa dell’impatto notturno con un cervo all’interno di un parco nazionale. L’automobilista ha citato in giudizio la Regione per ottenere il risarcimento dei danni da fauna selvatica. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell’automobilista, confermando che la Regione non è responsabile per i sinistri stradali causati da animali selvatici dentro i confini di un parco nazionale. La legge attribuisce infatti la gestione della fauna e la prevenzione dei rischi esclusivamente all’Ente Parco, soggetto pubblico autonomo sottoposto al controllo del Ministero dell’Ambiente. Di conseguenza, l’azione risarcitoria andava promossa contro l’Ente Parco e non contro la Regione.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 6 Num. 2502 Anno 2022
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Pubblicato il 10 luglio 2026 in Giurisprudenza Civile

Danni da fauna selvatica e incidenti stradali nei parchi nazionali

Immaginate di guidare di notte lungo una strada che attraversa un’area protetta e di trovarvi improvvisamente davanti un cervo. L’impatto è inevitabile e i danni al veicolo sono gravissimi. In situazioni simili, ottenere il risarcimento per i danni da fauna selvatica può diventare un percorso a ostacoli. La questione centrale riguarda l’individuazione del soggetto pubblico a cui chiedere i danni. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha chiarito questo aspetto, stabilendo regole precise per i sinistri che avvengono all’interno dei parchi nazionali.

Il caso dell’impatto notturno con un cervo

Un automobilista stava percorrendo di notte una strada pubblica all’interno di un noto parco nazionale. All’improvviso, un cervo ha attraversato la carreggiata in modo repentino. L’impatto ha causato gravi danni alla vettura. L’automobilista ha deciso di fare causa alla Regione per ottenere il risarcimento del danno. Inizialmente, il Giudice di pace ha accolto la domanda del conducente. Tuttavia, il Tribunale ha ribaltato la decisione in secondo grado. Il Tribunale ha stabilito che la Regione non aveva alcuna responsabilità per l’accaduto. L’automobilista ha quindi proposto ricorso davanti alla Corte di Cassazione, sostenendo che la Regione fosse l’unico ente responsabile della gestione degli animali selvatici sul territorio.

I soggetti responsabili per i danni da fauna selvatica

In linea generale, la legge prevede che la responsabilità per i danni da fauna selvatica appartenga alla Regione. La Corte di Cassazione applica spesso la regola della responsabilità del custode (l’obbligo di risarcire i danni causati dalle cose o dagli animali che si hanno in custodia). La Regione è infatti l’ente che ha il potere di legiferare e gestire il patrimonio faunistico sul proprio territorio. Tuttavia, questa regola generale subisce un’importante eccezione quando l’incidente stradale si verifica all’interno di un’area protetta, come un parco nazionale. In questi territori speciali, la gestione della fauna non spetta più alla Regione, ma a un ente diverso.

Le motivazioni della Cassazione sui danni da fauna selvatica

I giudici della Suprema Corte hanno rigettato il ricorso dell’automobilista con motivazioni molto chiare. La Cassazione ha spiegato che i parchi nazionali sono enti di diritto pubblico (soggetti pubblici autonomi) del tutto indipendenti dalle Regioni. Questi enti sono sottoposti direttamente al controllo del Ministero dell’Ambiente. La legge speciale sulle aree protette assegna all’Ente Parco il potere esclusivo di decidere e attuare le misure di controllo della fauna selvatica. Questo include anche i piani di contenimento e la prevenzione della proliferazione degli animali. Di conseguenza, la Regione non ha alcun potere di vigilanza o di intervento diretto all’interno del parco nazionale. Non avendo poteri di gestione in quell’area, la Regione non può essere chiamata a rispondere dei danni causati dagli animali che vi risiedono. La responsabilità risarcitoria spetta unicamente all’Ente Parco, che l’automobilista avrebbe dovuto chiamare in causa.

Le conclusioni sul risarcimento e i soggetti da citare in giudizio

La sentenza della Cassazione stabilisce un principio fondamentale per la tutela dei diritti degli automobilisti. Se l’incidente stradale con un animale selvatico avviene su una strada regionale o provinciale comune, la richiesta di risarcimento deve essere indirizzata alla Regione. Se invece il sinistro si verifica all’interno dei confini di un parco nazionale, il danneggiato deve agire direttamente contro l’Ente Parco. Sbagliare il destinatario della causa comporta la perdita del diritto al risarcimento e la condanna al pagamento delle spese legali. Prima di avviare un’azione legale, è quindi indispensabile verificare con precisione la mappa del territorio e individuare l’esatto ente gestore della strada e dell’area circostante.

Chi risponde dei danni se l’incidente con un animale selvatico avviene in un parco nazionale?
In questo caso la responsabilità è dell’Ente Parco e non della Regione, poiché il parco nazionale è un ente autonomo che gestisce direttamente la fauna nel suo territorio.

Come si fa a dimostrare la responsabilità dell’ente pubblico in caso di sinistro?
Il danneggiato deve dimostrare la presenza dell’animale sulla carreggiata, il danno subito e la mancanza di idonee misure di sicurezza o segnaletica da parte dell’ente gestore.

Cosa succede se si fa causa alla Regione invece che all’Ente Parco?
La causa viene rigettata per difetto di legittimazione passiva della Regione, con la conseguenza di perdere il risarcimento e dover pagare le spese legali.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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