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Contraffazione del marchio: dominio web e vizi della procura

Una nota multinazionale titolare di marchi internazionali ha citato in giudizio due società e due persone fisiche per contraffazione del marchio e concorrenza sleale, contestando la registrazione abusiva di marchi affini e l’uso indebito del segno in un nome a dominio web. La Corte d’Appello ha condannato l’amministratore che aveva registrato il dominio web a proprio nome, escludendo invece la responsabilità del soggetto acquirente dei marchi che non li aveva mai usati sul mercato. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell’amministratore, confermando la sua responsabilità personale diretta per l’uso illecito del segno online. I giudici hanno inoltre dichiarato inammissibile il ricorso della multinazionale per nullità insanabile della procura notarile rilasciata all’estero senza la presenza fisica del legale rappresentante davanti al notaio.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 1 Num. 34867 Anno 2022
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Pubblicato il 1 settembre 2026 in Diritto Societario, Giurisprudenza Civile

La contraffazione del marchio attraverso l’uso del dominio web

La contraffazione del marchio rappresenta una delle violazioni più frequenti nel commercio moderno e nell’ambiente digitale. L’uso abusivo di un segno distintivo altrui all’interno di un nome a dominio internet integra una condotta lesiva dei diritti di privativa industriale. Chi registra e gestisce personalmente un indirizzo telematico confondibile risponde in prima persona dell’illecito commesso.

La vicenda trae origine dall’iniziativa di una multinazionale produttrice di orologi e dispositivi elettronici. La società ha citato in giudizio diverse realtà societarie e persone fisiche. L’attrice contestava il deposito di marchi interferenti e la vendita online di prodotti recanti il proprio segno distintivo. I giudici di merito hanno accertato la violazione, condannando l’amministratore che aveva registrato il dominio web a proprio nome personale.

La condotta materiale e i limiti della tutela del marchio

La semplice registrazione o compravendita cartolare di privative industriali senza concreto sfruttamento economico non integra di per sé una lesione concorrenziale. Un secondo soggetto coinvolto nella compravendita dei titoli registrati è andato esente da responsabilità risarcitoria. Tale operatore non aveva mai immesso sul mercato prodotti contraffatti né concesso licenze d’uso prima di cedere i titoli. La contraffazione del marchio presuppone infatti un impiego effettivo del segno nell’attività economica e commerciale.

Al contrario, la persona fisica che ha acquistato il dominio web a titolo personale ha promosso la vendita di beni in contrasto con le privative della titolare. La registrazione di un dominio internet operata a proprio nome genera una responsabilità personale diretta. L’amministratore non può schermarsi dietro la rappresentanza societaria quando i dati tecnici del registro assegnano a lui la titolarità del dominio.

Le motivazioni dei giudici sulla contraffazione del marchio e sui vizi della procura

La Corte di Cassazione ha confermato integralmente la responsabilità dell’amministratore per la contraffazione del marchio operata sul web. I documenti prodotti in giudizio dimostravano in modo inequivocabile l’intestazione personale del sito internet. Il ricorrente non ha fornito prove contrarie idonee a smentire l’imputazione individuale della condotta illecita.

La Suprema Corte ha inoltre affrontato una delicata questione processuale inerente al mandato difensivo della multinazionale estera. La procura speciale conferita all’estero per il ricorso per cassazione richiede il rispetto rigoroso dei principi inderogabili dell’ordinamento italiano. L’atto notarile estero deve certificare la presenza fisica del legale rappresentante davanti all’ufficiale rogante. Nel caso esaminato, davanti al notaio straniero è comparso soltanto un delegato che ha riferito la dichiarazione del firmatario. Tale omissione formale rende la procura radicalmente nulla. Nel giudizio di legittimità non è ammessa alcuna sanatoria tardiva tramite il deposito di una nuova procura.

Le conclusioni: gli effetti pratici della decisione sul contenzioso

Il verdetto finale stabilisce conseguenze pratiche decisive per tutte le parti in causa. Il ricorso della persona fisica responsabile del sito web è stato respinto, consolidando la sua condanna risarcitoria per contraffazione del marchio e concorrenza sleale. Contestualmente, la Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della multinazionale a causa del difetto formale della procura estera, condannandola al pagamento delle spese legali a favore della controparte assolta nel merito.

La registrazione di un nome a dominio con marchio altrui costituisce illecito?
Sì, l’uso di un marchio altrui all’interno di un nome a dominio per promuovere beni simili integra contraffazione e concorrenza sleale.

L’amministratore risponde personalmente del sito registrato a proprio nome?
Sì, se i dati di registrazione del dominio indicano la persona fisica e non la società, l’amministratore risponde in proprio degli illeciti accertati.

Una procura notarile estera è valida senza la presenza del firmatario davanti al notaio?
No, per l’ordinamento italiano la procura alle liti è nulla se il pubblico ufficiale non attesta la firma del mandante avvenuta in sua presenza.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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